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Tag: Campionati Mondiali

IL BILANCIO 2025 DI HANKOOK E LE SFIDE PER IL FUTURO

Scritto da: Camillo Andrulli

Subentrato a Pirelli lo scorso anno come fornitore unico di pneumatici per il WRC, Hankook ha dovuto affrontare non poche criticità nel corso della stagione. Si è sempre difesa bene grazie alla propria gamma di prodotti, con una curva di apprendimento impegnativa ma gratificante.

Il tedesco Manfred Sandbichler, direttore del motorsport europeo di Hankook, ha voluto fare un bilancio sulla stagione appena conclusa spiegando cosa ha funzionato e cosa migliorerà in questa stagione. “È stato un anno duro e impegnativo, ma allo stesso tempo, è stato entusiasmante e abbiamo fatto grandi progressi. Abbiamo imparato ogni giorno, a ogni gara”, ha dichiarato Sandbichler.

Hankook ha dovuto raccogliere un testimone tutt’altro che leggero, dato che ad oggi rappresenta l’unico fornitore per tutte le categorie del mondiale rally, e che nel corso della stagione si trovano a dover affrontare sfide diverse e in più, in ogni condizione di asfalto e metereologica. Proprio per questo motivo lo sviluppo di ogni singolo prodotto presente in gamma è fondamentale per il fornitore sud-coreano. “Stiamo lavorando costantemente allo sviluppo”.

“Se iniziamo con la Svezia è perché ci siamo concentrati molto sugli pneumatici invernali e mi aspetto di vedere miglioramenti lì; chiaramente è difficile dire di quanto ma ne riparleremo dopo il rally sicuramente. In contemporanea i ragazzi lavorano anche anche allo sviluppo degli altri pneumatici, e continueranno a farlo con i vari dati che raccoglieremo weekend dopo weekend e test dopo test. Inoltre ho ricevuto feedback positivi sui nostri prodotti slick, il che è incoraggiante”, ha spiegato Sandbichler.

“Sappiamo che c’è ancora molto lavoro da fare sugli pneumatici da ghiaia, non è una novità. Ma fin dall’inizio era chiaro che il primo anno sarebbe stato un punto di partenza”.

Il direttore ha poi parlato della collaborazione che ha ricevuto nel 2025 da parte di tutta la famiglia del WRC: costruttori, team, il promotore e la FIA. “Da parte mia, un grande ringraziamento a tutti per tutto, e non vedo l’ora che inizi la prossima stagione”, ha affermato Sandbichler, il quale si è poi lasciato andare ad un commento “quasi imparziale” su quale sia stata la tappa più bella dello scorso anno.

“Onestamente, ogni rally è stato un momento clou; non importa che si tratti di Monte-Carlo, del finale di stagione in Arabia Saudita o di qualcosa nel mezzo come il Portogallo: ogni evento è speciale… Però personalmente, Monte-Carlo si distingue”, ha ammesso Sandbichler. “Non solo per la sua storia, ma perché li si trova di tutto: asciutto, bagnato, umido, ghiaccio e neve. È la sfida più grande, ed è per questo che è un po’ la mia preferita”.

Con i test sulle Alpi francesi che si sono conclusi e il rombo dei motori sulle tortuose strade che circondano il principato, il mondiale rally 2026 sta per avere inizio, e con esso anche le nuove sfide per Hankook. Noi di Rally News Plus saremo qui, pronti per non farvi perdere neanche una notizia sul WRC. Continuate a seguirci per rimanere sempre aggiornati.

Credit: Toyota Gazoo Racing WRT (X)

LA TOYOTA DOMINA LO SHAKEDOWN A MONTE-CARLO

Scritto da: Piernicola Gervasi

Il più veloce dello shakedown è stato Takamoto Katsuta con la Toyota GR Yaris Rally1, autore del miglior tempo in 2:31.8 sulla prova di 4,25 km. Un riferimento che lo ha collocato al vertice della classifica della prova.

Alle sue spalle si piazza Sébastien Ogier, secondo con un tempo di 2:33.1 – al secondo passaggio -, a poco meno di due secondi dal compagno di squadra. Terzo riferimento assoluto per Oliver Solberg, che ferma il cronometro in 2:34.4, completando il “podio” di TGR WRT. Poco più dietro Elfyn Evans, quarto con 2:35.0, e Sami Pajari, quinto in 2:35.1. Top 5 tutta Toyota, confermando il potenziale della vettura.

Katsuta, soddisfatto, guarda all’intero weekend più che al tempo dello shake: è consapevole che la nuova stagione è una grande opportunità e promette di dare tutto per fare il proprio miglior risultato.

Ogier, ancora una volta uomo-simbolo del Monte, parla di “buona sensazione” ma non nasconde il rispetto per un rally che definisce “difficile” come sempre. Per lui la chiave sarà capire quanto potrà incidere il meteo partendo davanti: essere il primo in strada a Monte-Carlo può essere un vantaggio o una trappola, a seconda di quanto sporco o ghiaccio si troverà sull’asfalto. Elfyn Evans affronta il rally con il realismo di chi sa che il weekend è imprevedibile. Ammette che è difficile sapere cosa aspettarsi, ma sa di avere il passo. Lo shakedown conferma che il britannico è già sulla giusta direzione, con un tempo che lo mantiene stabilmente nel gruppo di testa.

In casa Hyundai, Thierry Neuville chiude lo shakedown con un miglior riferimento in 2:45.1, tempo che lo colloca più staccato rispetto a tutte le Rally1. Le condizioni, però, non sono state ideali: il belga sottolinea come sia “molto difficile prendere il feeling” con la macchina e con la strada in questo inizio weekend. Allo stesso tempo, riconosce che il team ha lavorato e che qualcosa è migliorato rispetto alle prime uscite di test. Beffato nel secondo passaggio da un problema alla trasmissione, dopo poche curve, culminato con un distacco della ruota anteriore destra. Insomma, non proprio l’inizio che tutti vorrebbero.

Il messaggio è chiaro: Neuville non si aspetta uno scenario semplice, ma la base tecnica dell’i20 N Rally1 c’è. Il vero interrogativo sarà come reagirà la vettura sui tratti più insidiosi, con possibili combinazioni di neve, ghiaccio e asfalto pulito nel corso dello stesso tratto.

Anche Adrien Fourmaux invita alla calma. Per lui questo Monte-Carlo ha quasi il sapore di un “evento speciale”, con troppo poco tempo per giudicare il weekend nel suo complesso. L’obiettivo dichiarato è fare meglio dello scorso anno e costruire fiducia passo dopo passo.

Il debutto in top class di Oliver Solberg con la Rally1. Lo svedese, terzo assoluto con il suo 2:34.4, descrive l’esperienza come “incredible”, un vero “dream come true”. Ammette un po’ di nervosismo prima di partire, ma racconta di come il feeling sia stato subito buono. Il suo entusiasmo, unito a un tempo competitivo fin dallo shakedown, lascia presagire un buon weekend? Lo scopriremo insieme.

Sami Pajari conferma la sua crescita: è felice di essere tornato al via del Monte-Carlo, ma non nasconde che il rally sarà complicato. Preferisce guardare avanti, consapevole che la vera sfida inizierà con le prime prove di gara e non con i quattro chilometri di shakedown.

Tra i piloti Ford Puma Rally1, Josh McErlean e Jon Armstrong chiudono la sessione con quattro passaggi a testa – unici insieme a Munster nel farlo -. McErlean si dice pronto a un rally complicato ma ammette di essere meno agitato rispetto allo scorso anno, segno che l’esperienza accumulata inizia a pesare e che la confidenza con la vettura sta crescendo. Armstrong sottolinea quanto ci sia ancora da imparare in termini di gestione di auto e pneumatici: lo shakedown è servito soprattutto per iniziare a cercare il ritmo giusto.

Grégoire Munster punta invece a godersi il momento, usando lo shakedown come sessione di test per sistemare i dettagli e lavorare su alcuni aggiustamenti. La priorità è arrivare alla prima speciale con una base solida.

Hayden Paddon ha avuto un piccolo brivido con un contatto contro un ponte. Il neozelandese, autore di un miglior tempo in 2:47.4, racconta di aver perso aderenza in quel tratto e sa che lo attende un rally duro.

Uno dei capitoli più emozionanti di questo Monte-Carlo è il ritorno di Lancia con la Ypsilon Rally2 HF Integrale. Una presenza che pesa, si ritorna dopo 35 al via di una prova del mondiale rally. In classe Rally2, Yohan Rossel e Nikolay Gryazin sono gli alfieri di Lancia Corse HF. Portano subito la macchina a ridosso dei migliori riferimenti di categoria. Primo di classe Gryazin e terzo Rossell.

Rossel parla di un’esperienza epica. Essere qui, con quella macchina e quel marchio, per provare a vincere di nuovo. Sa che il weekend sarà difficile, per questo insiste su un concetto semplice ma fondamentale: restare calmi, concentrarsi sulla gara, mantenere il focus e vedere dove si potrà arrivare.

Gryazin, autore dello stesso tempo di Rossel nel primo passaggio (2:43.8), sottolinea il buon feeling generale e descrive il ritorno di Lancia come “storico”. Tutto, per ora, sembra andare nella direzione giusta. Più che un semplice debutto stagionale, questo shakedown è un pezzo di storia del mondiale rally.

Roberto Daprà racconta un rientro tranquillo, felice di essere tornato ma consapevole della difficoltà delle condizioni: tanto ghiaia in traiettoria e grip variabile. Alle sue spalle, una lunga fila di tempi racchiusi in pochi secondi, da sottolineare la presenza di diversi equipaggi con Lancia Ypsilon Rally4.

Dalle parole dei protagonisti emerge un filo conduttore chiaro. Nessuno sa davvero cosa aspettarsi dal weekend. Il meteo può ribaltare il risultato, l’ordine di partenza può tramutarsi in successo o insuccesso, il passo è breve. Infine il feeling con il fondo è una variabile che cambia di passaggio in passaggio.

Lo shakedown ha però già dato alcuni primi responsi concreti: Toyota in top 5; Hyundai più staccata con uno sfortunato Neuville; M-Sport molto vicini nei 4 passaggi fatti. Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale che si inserisce nel gruppo di testa accanto a Škoda Fabia RS Rally2, Citroën C3 Rally2, Toyota GR Yaris Rally2.

Lo shakedown ci ha raccontato le prime sensazioni e fissato i primi riferimenti cronometrici, saranno la notte, il ghiaccio nelle ombre e l’asfalto sporco delle Alpi a scrivere la vera storia di questo Rallye Automobile Monte-Carlo 2026.

Credit: Federico Luzzi – Bierre Photo Sport (IG)

PERCHÉ IL WRC HA DETTO ADDIO ALLE IBRIDE NEL 2025

Scritto da: Nicola Salatino

Per anni ci hanno detto che l’ibrido era il futuro del rally. Una scelta inevitabile, moderna, sostenibile. Un passaggio obbligato per restare “al passo coi tempi”. Eppure, dal 2025, il WRC ha fatto marcia indietro. Le ibride non ci sono più.

La domanda, allora, non è se sia stata la scelta giusta. La domanda è… Perché si è arrivati a questo punto? La risposta ufficiale parla di costi, semplificazione e sostenibilità economica. Tutto vero. Ma non basta. Perché la verità è un’altra, più scomoda. L’ibrido nel rally non ha mai funzionato davvero.

All’inizio sembrava la soluzione perfetta. Più potenza, tecnologia avanzata, un messaggio ecologico spendibile con sponsor e istituzioni. Sulla carta, tutto impeccabile. Nella realtà, molto meno. Le Rally1 ibride sono diventate vetture complesse, pesanti, difficili da interpretare e, soprattutto, distanti dall’anima del rally.

Il rally non è la Formula 1. Non lo è mai stato e non dovrebbe mai provarci. È uno sport fatto di adattamento, improvvisazione, rischio. L’ibrido, invece, ha portato controllo, gestione elettronica, strategie energetiche che spesso hanno contato più della sensibilità del pilota. Non vinceva chi “sentiva” meglio la macchina, ma chi gestiva meglio un sistema. E quando un guasto elettronico decide una gara più di un errore umano, qualcosa si è rotto.

I problemi non sono stati solo tecnici. Sono stati strutturali. I costi sono esplosi. I team ufficiali hanno retto, le realtà più piccole molto meno. Il divario si è ampliato. Il rally, da sport relativamente accessibile, è diventato un club sempre più esclusivo. Non esattamente la direzione giusta per una disciplina che ha sempre vissuto di varietà, creatività e soluzioni “artigianali”.

E poi c’è lo spettacolo. Quello vero, non quello raccontato. Le ibride avrebbero dovuto rendere le gare più emozionanti. In parte lo hanno fatto, ma spesso a scapito della spontaneità. Il pilota è diventato un gestore di energia, un esecutore preciso di strategie decise al muretto. Meno libertà, meno istinto, meno follia. Tutti elementi che, nel rally, fanno la differenza.

Il pubblico lo ha percepito. Forse non sempre in modo razionale, ma emotivo sì. Perché il rally si guarda con la pancia, non con il foglio Excel. E quando l’emozione cala, nessun discorso sulla sostenibilità riesce a colmare il vuoto. Il dietrofront sulle ibride non è un fallimento tecnologico. È un’ammissione di identità.

Il WRC ha capito – forse tardi, ma lo ha capito – che stava cercando di essere qualcosa che non è. Il rally non deve dimostrare di essere moderno copiando altri sport. Deve dimostrare di essere unico. E l’unicità del rally non sta nei sistemi complessi, ma nella capacità di mettere l’uomo contro la strada, la macchina contro l’imprevisto.

Tornare indietro non significa tornare al passato. Significa fare una scelta di buon senso. Alleggerire le vetture, ridurre i costi, restituire centralità alla guida. Ridare spazio all’errore umano, alla scelta istintiva, al coraggio. In una parola al rally vero.

Certo, qualcuno dirà che è una sconfitta. Che l’ibrido era necessario per l’immagine, per il futuro, per il marketing. Ma il motorsport non sopravvive di slogan. Sopravvive se è credibile, emozionante, riconoscibile. E il rally stava rischiando di perdere tutte e tre queste cose.

Forse questo passo indietro è il gesto più avanti fatto dal WRC negli ultimi anni. Perché il rally non ha bisogno di sembrare moderno. Ha bisogno di tornare ad essere autentico. E se per farlo è necessario ammettere che l’ibrido non era la strada giusta, allora sì, ben venga il dietrofront.

Credit: Thierry Neuville (X)

ELIOTT DELECOUR TORNA NEL WRC CON UNA RALLY2

Scritto da: Luca Gentile

Alla vigilia di Natale, Eliott Delecour ha scelto un momento carico di emozione per annunciare ufficialmente la sua seconda partecipazione al Rallye Monte-Carlo, in programma dal 20 al 26 gennaio 2026. Una conferma attesa, che arriva direttamente dai suoi canali ufficiali, accompagnata da parole di entusiasmo e riconoscenza verso i partner che renderanno possibile questa nuova avventura nel World Rally Championship (WRC) 2026.

Dopo l’esordio del 2024, Delecour sarà nuovamente al via dell’iconico evento monegasco al volante di una Toyota GR Yaris Rally2 gestita dalla struttura italiana Delta Rally, già protagonista in ambito europeo per competitività e affidabilità. A navigarlo ci sarà Sabrina De Castelli, copilota di grande esperienza e già vista in azione su palcoscenici internazionali.

Una combinazione inedita, ma promettente, che nasce con l’obiettivo di portare a casa chilometri importanti, esperienza su asfalto in condizioni invernali e – perché no – un risultato di prestigio tra le vetture Rally2, categoria sempre più centrale nella geografia del WRC moderno.

“Il miglior regalo sotto l’albero di Natale: la conferma ufficiale della mia partecipazione al Monte-Carlo 2026”, ha scritto Delecour nel suo annuncio, sottolineando il valore sportivo e simbolico dell’iniziativa. “Grazie a tutti i partner per la fiducia e il sostegno costante: Le Quai des Artistes, Bar des Artistes, RRS, IXO Model Car, Groupe Chopard, Newselec, Pirez, Fibert Forcer Italy, La Dame Ronde, Philippe, Jean Cyril. Senza di voi, tutto questo non sarebbe possibile”.

Il ritorno di Delecour sulle strade del Principato rappresenta anche un importante banco di prova per il team Delta Rally, che avrà l’occasione di confrontarsi con i migliori specialisti del mondo in una delle prove più selettive e affascinanti del calendario. Il giovane francese potrà contare su una vettura di nuova generazione, dotata delle più recenti specifiche tecniche Rally2 omologate FIA.

L’appuntamento con lo shakedown è fissato per il 20 gennaio, mentre la cerimonia di partenza da Monaco e le prime prove speciali in notturna inaugureranno ufficialmente la stagione WRC 2026 il giorno successivo. Con determinazione e passione, Eliott Delecour si prepara a scrivere un nuovo capitolo della sua carriera, sulle stesse strade che hanno consacrato suo padre François tra i grandi del rally mondiale.

Credit: RallyCarsLivery (IG)

TUTTO PRONTO PER IL SUPER RALLYE MONTE-CARLO 2026

Scritto da: Filippo Paronelli

Il 5 gennaio 2026 è stata ufficialmente pubblicata, sul sito del Rallye Automobile Monte-Carlo, la lista degli equipaggi iscritti al famoso evento. Il rally, che si svolgerà dal 22 al 25 gennaio nei pressi di Gap, vede la presenza di 66 partecipanti appartenenti a quattro categorie differenti.

Ci saranno 11 Rally1 (WRC), 27 Rally2 (WRC2), 5 Rally3 e 23 vetture “non-prioritarie”, guidate da equipaggi privati. Il 17 gennaio, a Monte-Carlo, si è tenuta la presentazione ufficiale del mondiale rally 2026. Andiamo con ordine e scopriamo tutti i protagonisti principali, stranieri e italiani.

IL RALLYE MONTE-CARLO APRE IL MONDIALE WRC 2026

La competizione, alla sua 94° edizione, sarà la gara di apertura del World Rally Championship (WRC) 2026. Il Monte-Carlo è da sempre uno se non l’appuntamento più atteso della stagione. Gli equipaggi corrono contro il tempo su un’alternarsi di asfalto, pioggia, neve e persino ghiaccio nei tratti più in quota.

Quest’anno le prove speciali sono 17, per una lunghezza cronometrata complessiva di 339,15 km. Non mancano le tappe più iconiche, come il Col de Turini, che chiuderà i 4 giorni di gara, insieme ad un ritorno nel circuito cittadino monegasco per la “Super Special” (SS13).

NON MANCANO I GRANDI NOMI NELLA CATEGORIA MAESTRA

Nella categoria Rally1 tra gli 11 equipaggi non mancano nomi importanti come: Sébastien Ogier, Thierry Neuville ed Elfyn Evans tra gli altri. Proprio Ogier che qui ha vinto già 10 volte, compresa la 93° edizione, è a caccia dell’11° successo a bordo della sua Toyota GR Yaris Rally1. Altri nomi da classifica sono: Takamoto Katsuta (GR Yaris Rally1), Sami Pajari (GR Yaris Rally1) e Adrien Fourmaux (i20 N Rally1).

WRC2: DUELLO ROSSEL-GRYAZIN E DEBUTTO PER LA LANCIA

A contendersi la classifica della categoria Rally2, troviamo l’ormai consolidato duello tra Yohan Rossel; vincitore delle ultime tre edizioni nel WRC2 (2023, 2024, 2025) e Nikolay Gryazin.

Quest’anno i due correranno come compagni di squadra per l’ultima arrivata Lancia, che parteciperà al mondiale WRC2 con la nuova Lancia Ypsilon Rally2 HF. Nelle categorie minori si daranno battaglia cinque vetture nel WRC3, quattro Ford Fiesta Rally3 e una Renault Clio Rally3.

AL VIA SPAZIO ANCHE PER GLI EQUIPAGGI PRIVATI

Sono invece 23 gli iscritti alla categoria “non prioritarie”; si tratta di vetture iscritte alla gara, ma non nominate dai team ufficiali. Queste auto appartenenti a categorie inferiori (Rally2, Rally3, Rally4), condividono il percorso con i big del mondiale, ma con obbiettivi legati alle classifiche di categoria.

PRESENZA ITALIANA ALLA PARTENZA DEL MONDIALE

Tra i partecipanti alle varie categorie troviamo diversi italiani, tra questi spiccano i nomi di: Matteo Fontana (vincitore del titolo mondiale WRC3 2025), Roberto Daprà (partecipante nella categoria WRC2), Carlo Covi e Andrea Spataro (diversi successi nel campionato italiano).

Credit: M-Sport Ford WRT (X)

LANCIA CORSE HF PRONTA AL RITORNO NEL WRC

Scritto da: Riccardo Bianchini

Il 2026 è cominciato e con esso, si conclude un’attesa durata ben 35 anni. Il rientro di Lancia nel mondiale rally. Era l’8 dicembre del 1991 quando il marchio annunciò il suo ritiro ufficiale, un anno amaro per tutti gli appassionati, la fine di un’era. Ma come si dice “a chi sa attendere, il tempo apre ogni porta”, questa porta è stata aperta il 19 novembre in Francia, con la presentazione della Ypsilon Rally2 HF Integrale. La Rally2 è la sorella maggiore della Rally4, protagonista del monomarca per tutto il 2025 e vincitrice appunto lo scorso anno con Gianandrea Pisani e Nicola Biagi del prestigioso titolo CIAR 2WD.

La vettura, ripensata da zero con baricentro più basso, aerodinamica rivista, telaio irrigidito e un 1.6 turbo Lancia Corse HF con anti-lag e gestione elettronica Marelli, è stata sviluppata tra Satory e Balocco. L’hub francese, fulcro delle attività sportive del gruppo, è il luogo dove nascono le competenze tecniche; lo stesso dove si sono formati i programmi per il WRC di Peugeot e Citroën, la 9X8 dell’endurance e le monoposto di Formula E del gruppo olandese. Quello di Balocco, invece, è da dove arriva la tradizione ingegneristica e la sensibilità dinamica che caratterizzano ogni Lancia.

È tra questi due hub che si è svolto un dialogo costante – di test, dati, chilometri di sviluppo e talento umano – che ha alimentato una vera e propria sinergia, trasformando la passione in processo e la tecnologia in emozione. Come ha sottolineato Jean-Marc Finot, Senior Vice President di Stellantis Motorsport: “Lancia oggi beneficia di tutta l’esperienza accumulata nei principali programmi del gruppo, dalle corse clienti all’endurance, fino allo sviluppo della produzione”.

Testata su entrambi i lati dei passi alpini per la messa a punto del propulsore e della trazione, con ulteriori sessioni di sviluppo a Balocco, dove sono state convalidate l’affidabilità, la maneggevolezza e il piacere di guida, la nuova Ypsilon Rally2 HF Integrale è stata creata con un obiettivo chiaro. “Riportare Lancia ai massimi livelli del rallismo mondiale, con un progetto agonistico coerente con i valori del marchio e costruito secondo i più alti standard tecnici del gruppo”, ha affermato Lancia.

Nonostante, secondo il marchio, questo ritorno non abbia una connotazione nostalgica ma voglia essere “un progetto di evoluzione”, parte di una strategia che collega l’eredità tecnica e sportiva del marchio ai programmi moderni del motorsport, i cuori dei tifosi si sono riaccesi di speranza. L’attesa è finalmente conclusa e tutti coloro che non aspettavano altro che quest’anno attendono con ansia il primo appuntamento del mondiale: il Rally di Monte Carlo, dove nella categoria WRC2 la Ypsilon Rally2 HF Integrale farà il suo debutto con l’ambizione del brand di “vincere i rally e lottare per il titolo iridato”.

Parallelamente, l’auto gareggerà anche nel FIA European Rally Championship (ERC) e nei principali campionati nazionali, tra cui Italia, Francia, Spagna e Belgio. Quando arriveranno ai clienti? Nessuna paura, presto. Le consegne sono previste per il primo trimestre di quest’anno attraverso lo Stellantis Motorsport Racing Shop. Il programma commerciale di Stellantis, che mira ad espandere la quota di mercato del gruppo nelle competizioni clienti e a consolidare la posizione di Lancia come marchio di riferimento, è sulla buona strada. In un anno e mezzo, infatti, sono nate ben tre vetture da corsa: la Rally6, la Rally4 e ora la Rally2, tutte parte del Customer Racing Programme.

Miki Biasion, consulente tecnico del progetto Lancia Corse HF, ha sintetizzato l’emozione: “Vedere Lancia tornare nei rally è come chiudere un cerchio… È emozionante sapere che ancora una volta, quando qualcuno sogna di fare rally, sogna la Lancia”. Il futuro segue le onde del passato e ancora una volta, c’è nell’aria la voglia e la volontà di trionfare. E noi tifosi, ovviamente, non vediamo l’ora che tutto abbia inizio.

Credit: media.stellantis.com (Web)

HYUNDAI MOTORSPORT MOSTRA LA LIVREA 2026

Scritto da: Piernicola Gervasi.

La Hyundai Shell Mobis WRT è l’ultima scuderia a svelare la livrea con cui correrà nel World Rally Championship (WRC) 2026, ma ha deciso di farlo con un piccolo siparietto social. Nei giorni scorsi il team ha pubblicato prima la classica i20 N Rally1 con la veste grafica già nota, quasi a suggerire una stagione all’insegna della continuità. Subito dopo è arrivato un secondo contenuto con la vettura completamente ricoperta di fango, come se fosse appena uscita dai test pre Monte-Carlo. Solo oggi, “lavando” l’auto, Hyundai ha mostrato al mondo la nuova livrea 2026.

I colori dominanti restano quelli che ormai identificano Hyundai nel WRC: rosso, nero e azzurro. La novità, però, è tutta nella gerarchia grafica. Il grande logo “N” che in passato occupava buona parte delle fiancate viene ridimensionato, facendo comparire sulle portiere in grande le scritte Namyang (lato pilota) e Nürburgring (lato navigatore). Namyang richiama la sede di Hyundai Motor Group e in particolare i reparti di ricerca-sviluppo e design. Nürburgring rimanda invece alla sede di Hyundai N.

Possiamo dire quindi che la livrea 2026 non è un semplice restyling, ma un modo per celebrare i due luoghi simbolo in cui la i20 N Rally1 viene progettata, raffinata e preparata per le prove speciali del mondiale.

Osservando le immagini ufficiali, la nuova livrea della i20 N Rally1 appare allo stesso tempo più aggressiva e più pulita rispetto alle stagioni precedenti. Le superfici nere e rosse vengono ora organizzate in fasce e tagli più netti, soprattutto su frontale e posteriore. L’azzurro, colore ormai iconico di Hyundai nel WRC, continua a fare da base e da filo conduttore visivo.

Dietro questa nuova immagine c’è un obiettivo sportivo molto concreto: accorciare le distanze da Toyota, dominatrice dell’ultima stagione con 12 vittorie su 14 gare e capace di portare a casa sia il titolo costruttori che quello piloti. Hyundai ha, per questo, lavorato a lungo sulla i20 N Rally1 tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, con una serie di test.

A sostenere le ambizioni di Hyundai ci sarà una line-up importante. Le due coppie fisse che disputeranno l’intera stagione saranno: Thierry Neuville – Martijn Wydaeghe e Adrien Fourmaux – Alexandre Coria. A loro si aggiungeranno: Hayden Paddon – John Kennard, Dani Sordo – Cándido Carrera e Esapekka Lappi – Enni Mälkönen.

Credit: Hyundai Shell Mobis WRT (IG)

IL TEAM M-SPORT FORD WRT MOSTRA LA LIVREA 2026

Scritto da: Piernicola Gervasi

La nuova livrea della Puma Rally1 segna una rottura netta con il passato recente, puntando su un’immagine più pulita e strettamente legata ai programmi sportivi del team britannico.

Dimentichiamoci subito la veste 2025, dominata da tonalità blu e viola, ma soprattutto dai loghi Red Bull sulle fiancate. Il marchio, come emerso nei giorni scorsi, sarà protagonista sulla GR Yaris Rally1 di Sébastien Ogier. Per il 2026 la Puma Rally1 si presenta con una base completamente bianca – come abbiamo visto anche durante i test pre Monte-Carlo -, dove si innestano elementi grafici in verde, blu e giallo. Stravolgimento completo, quindi, nella nuova livrea, dove compare in modo molto più marcato il brand MS-RT, facendo guadagnare grande visibilità anche a Safety Culture.

Ma veniamo al dunque. Come mai la scuderia inglese arriva a questa scelta cromatica? Nulla è lasciato al caso, difatti c’è un chiaro richiamo alla vettura che corse nel 2006, oltre che la ben più importante volontà di rappresentare visivamente il rapporto sempre più stretto con la federazione Motorsport Ireland. Non a caso, infatti, la line-up M-Sport Ford WRT comprende due piloti irlandesi sostenuti proprio da Motorsport Ireland: Josh McErlean e Jon Armstrong.

Con questa livrea, M-Sport Ford WRT lancia un segnale preciso. Rinnovarsi è necessario, ma l’anima del team resta quella di sempre. La vettura nasce quindi come sintesi di nuovi equilibri: meno legata a un grande marchio globale come Red Bull, più centrata sulla propria identità e sui partner che ne accompagnano il percorso. Ora rimane la prova più importante da affrontare, cioè il cronometro. Questa nuova Puma Rally1 diventerà protagonista di questa nuova stagione? Non ci resta che scoprirlo insieme.

Credit: M-Sport Ford WRT (IG)

MA CHE FINE HANNO FATTO QUESTI RALLISTI EX WRC?

Scritto da: Nicola Salatino

Ma che fine hanno fatto questi rallisti? È una domanda che gira da tempo, inutile far finta di niente. Molti sembrano spariti, come se si fossero dissolti nel nulla. In realtà non è così. Alcuni hanno cambiato strada, altri corrono altrove, altri ancora hanno semplicemente deciso di fermarsi un attimo. Facciamo un passo indietro e vediamo che cosa stanno facendo oggi, tra scelte personali, nuovi progetti e qualche possibile ritorno.

Partiamo da Andreas Mikkelsen, che resta uno dei nomi più pesanti della lista. Il norvegese ha vinto tanto. Il WRC2 (2021 e 2023), l’ERC (2021) e prima ancora l’IRC (2011 e 2012). Dopo le esperienze con Volkswagen, Škoda, Citroën e Hyundai, nel 2025 si è visto in diversi rally nazionali al volante delle Rally2. In Francia si è anche tolto una bella soddisfazione, provando la Porsche 992 Rally GT sull’asfalto. Non proprio un’auto qualsiasi.

La domanda viene spontanea. Lo rivedremo nel mondiale rally con i regolamenti WRC27? A sperarlo è anche Teemu Suninen, che manca dalla top class dal 2024. L’ex Hyundai ed M-Sport sta seguendo con attenzione l’evoluzione delle nuove regole, cercando di capire che direzione prenderà il WRC. Nel frattempo, nel 2025, all’Arctic Lapland Rally ha fatto il co-pilota per l’amico Ville Kaukonen. Un modo diverso di restare dentro a questo mondo.

C’è poi chi, almeno per ora, ha messo il lavoro davanti a tutto. È il caso di Lorenzo Bertelli. Oltre a essere un pilota, è anche Presidente Esecutivo di Versace. A 37 anni, il pilota di Arezzo – laureato in filosofia – nel 2025 ha dovuto rinunciare al Rally di Svezia per la concomitanza con la Milano Fashion Week. In passato, però, nel mondiale ci ha corso eccome, anche con le Rally1 ibride.

Non si può poi ignorare l’assenza di due nomi enormi come Kalle Rovanperä e Ott Tänak nel 2026. Rovanperä sta guardando alle monoposto, con l’obiettivo di salire di categoria il più in fretta possibile e arrivare in Formula 2. Tänak, invece, ha scelto la famiglia. L’estone non sembra avere grandi rimpianti. Ritmi troppo serrati e regolamenti WRC27 che non lo convincono fino in fondo.

E la lista non finisce qui. Sébastien Loeb continua a correre, ma lo fa nel W2RC con il Team Dacia. Mārtiņš Sesks, invece, non ha ancora definito un programma chiaro per la stagione in corso. Stessa situazione per Jonne Halttunen, ormai ex co-pilota di Rovanperä, che potrebbe comparire in qualche rally locale o assumere un ruolo interno in Toyota o nel WRC Promoter.

Alla fine il punto è uno solo, cioè che nessuno di questi è davvero sparito. La passione c’è ancora, ed è forte. C’è chi corre altrove, chi aspetta il momento giusto per tornare, chi ha deciso di rallentare e pensare alla propria vita. Nei rally funziona così: magari ti allontani, ma la porta resta sempre socchiusa.

Credit: Andreas Mikkelsen (IG)