Skip to main content

Tag: Campionati Europei

IL RALLYCROSS “CAMBIA VOLTO” NELLA STAGIONE 2026

Scritto da: Camillo Andrulli

Continuano le difficoltà del campionato mondiale di rallycross, una disciplina che, sulla carta, piace a molti poiché unisce la spettacolarità dei rally, alle lotte serrate tipiche dei campionati su pista, ma che nella realtà fatica a trovare i soldi necessari per sopravvivere. Per chi non conoscesse la serie di seguito vi proponiamo quello che ad oggi è considerato uno dei migliori sorpassi della serie se non del mondo.

Il 2026 segnerà una svolta epocale per la serie. Dopo anni di sperimentazioni tecniche, difficoltà economiche e calendari ridotti, la FIA ha deciso di ripensare profondamente la categoria, cambiandone struttura, orizzonte geografico e filosofia sportiva. Il risultato è un ritorno alle origini che promette di rilanciare il rallycross puntando su tradizione, sostenibilità economica e spettacolo puro in pista.

NUOVO NOME MA STESSA IDENTITÀ

La novità più importante riguarderà lo status stesso del campionato. Dal prossimo anno non esisterà più, almeno nella sua forma classica, un FIA World Rallycross Championship. La massima categoria internazionale tornerà ad essere nota ufficialmente con il nome “FIA European Rallycross Championship” (o in forma abbreviata Euro RX), che assumerà di fatto il ruolo di serie principale. Il termine “mondiale” viene momentaneamente accantonato quindi, segnando un cambio di strategia netto da parte della federazione.

Alla base di questa decisione c’è la volontà di consolidare il rallycross nei territori dove ha storicamente funzionato meglio: l’Europa del Nord e Centrale. Il calendario 2026 dell’Euro RX prevede sei appuntamenti, tutti su tracciati iconici o fortemente radicati nella disciplina. Si partirà a maggio dal circuito di Biķernieki, a Riga, per poi toccare Nyirád in Ungheria, l’immancabile Höljes in Svezia durante il celebre “Magic Weekend”, il ritorno storico in Irlanda a Mondello Park, quindi Lohéac in Francia e il gran finale a Lousada, in Portogallo. Un calendario compatto, coerente e fortemente orientato allo spettacolo.

RITORNO ALLE ORIGINI

Un altro cambiamento chiave è quello tecnico. Dopo un biennio in cui FIA e organizzatori hanno voluto che la propulsione elettrica affiancasse quella termica nel campionato (sperando così di attrarre più contendenti), si è deciso di ritornare ai soli motori termici dal prossimo anno. L’Euro RX sarà dunque riservato esclusivamente a vetture con motore a combustione interna. Non si tratta di una bocciatura ideologica dell’elettrico, ma di una scelta pragmatica: i costi elevatissimi delle RX elettriche, uniti alla complessità gestionale e alla difficoltà di attrarre team privati, hanno reso il modello insostenibile nel medio periodo.

La FIA ha chiarito che l’obiettivo principale è abbassare i costi, semplificare i regolamenti e favorire griglie di partenza più numerose e competitive, e il ritorno al termico dovrebbe proprio aiutare in questo senso, riportando l’attenzione sulla guida, sui contatti ravvicinati e sulla natura “aggressiva” del rallycross. In altre parole, si cerca di recuperare l’anima originale della disciplina.

QUALE SARÀ IL FUTURO?

Dal punto di vista sportivo, però, il 2026 rappresenterà anche un anno di transizione. La FIA guarda già al 2028 come a una possibile nuova ripartenza globale, con regolamenti tecnici allineati a quelli che verranno introdotti nel WRC per la massima categoria rally. Fino ad allora, il rallycross lavorerà sulla ricostruzione delle basi: stabilità, identità chiara e sostenibilità.

Per mantenere comunque una dimensione internazionale, la federazione ha ipotizzato la creazione di una FIA Rallycross World Cup. Non si tratterebbe di un campionato completo, ma di un evento o di un format speciale con valenza mondiale, destinato a riunire i migliori piloti e team su base globale.

Al momento, però, questa World Cup è ancora “soggetta ad approvazione”, pertanto non esistono date, sedi né un regolamento definitivo, ma appare più una dichiarazione di intenti che una realtà concreta. Tuttavia, rappresenta il tentativo di non abbandonare del tutto la dimensione mondiale del rallycross.

Per i piloti, il nuovo corso offre certezze maggiori. Diversi nomi noti hanno già annunciato l’impegno per una stagione completa in Euro RX 2026, segnale che la direzione intrapresa convince almeno parte del paddock. La presenza di circuiti storici e di un calendario più prevedibile potrebbe inoltre facilitare il ritorno di costruttori e sponsor.

Per il WRX non è tanto un addio quanto un reset; meno ambizioni globali immediate e più concretezza; meno tecnologia esasperata e più competizione diretta. La scommessa della FIA è chiara: rilanciare il rallycross partendo da ciò che lo ha reso popolare. Se questa strategia funzionerà, il mondiale potrebbe tornare, ma solo dopo aver ritrovato solidità, credibilità e spettacolo.

Credit: FIA World Rallycross Championship (X)

BB COMPETITION ED UN 2025 DI GRANDI RISULTATI NEI RALLY

Scritto da: Comunicato Stampa

Arriva un altro grande risultato per BB Competition. La scuderia spezzina, impegnata in ambito internazionale, ha condiviso con Simone Boscariol la conquista del titolo 2WD nella Mitropa Rally Cup e nel TER – Tour European Rally, serie del panorama continentale che hanno visto il driver e la co-pilota Jasmine Manfredi primeggiare nel confronto a due ruote motrici, sui sedili della Renault Clio R3T schierata da Boscarally Team.

“Abbiamo deciso di intraprendere questo percorso affrontando strade nuove ed arricchendo il nostro bagaglio di esperienza – il commento di Boscariol – in Svizzera, Croazia, Austria, Ungheria e Italia, in gare dall’elevato cronometraggio. Grazie alla scuderia e a tutti coloro che ci hanno sostenuto”.

“Sono gare lunghe, dai 170 ai 180 chilometri – ha commentato Manfredi – che permettono di crescere e vivere caratteristiche che qui in Italia non troviamo. Correre all’estero è sempre stato il mio sogno, oggi possiamo festeggiare anche questi due bei risultati”.

Nove, gli appuntamenti disputati in stagione dall’equipaggio lucchese: Rallye International du Valais in Svizzera, il Rally Terra Sarda in Italia, il MAHLE Rally Nova Gorica in Slovenia, il MOTUL Rally Kumrovec in Croazia, il Rally Internazionale del Casentino in Italia, il Mecsek Rallye in Ungheria, il TIKI Rally Velenje in Slovenia, il Rally Poreč in Croazia e il Rebenland Rallye in Austria.

Credit: Mazza-Cok (Web)

LA FIA HA PUBBLICATO I CALENDARI 2026 DELL’EHRC

Scritto da: Luca Gentile

Con l’approvazione del World Motor Sport Council, la FIA ha ufficializzato una riforma attesa e profonda dell’intero comparto storico. Nel 2026 l’European Historic Rally Championship (EHRC) sarà articolato in tre serie distinte – Pre-1992, Pre-2000 e Gravel Championship – mantenute sotto il medesimo ombrello regolamentare, ma con identità tecniche più marcate e calendari separati. Una scelta che punta a favorire l’adesione semplificare la logistica e dare dignità competitiva alle diverse epoche dell’automobilismo.

UN 2026 DA RECORD PER VARIETÀ E DIFFUSIONE

Il calendario 2026 segnerà una vera espansione per il rally storico internazionale. Sedici eventi distribuiti in dodici Paesi europei, con l’ingresso di sette nuove gare che rinnovano profondamente il panorama EHRC. Ogni campionato seguirà un proprio percorso, tra asfalto e sterrato, ma sempre con il fascino di rally iconici, spesso ospitati in cornici che appartengono alla leggenda.

PRE-1992: L’ASFALTO D’AUTORE DELLA GOLDEN AGE

Il campionato dedicato alle vetture costruite prima del 1992 sarà composto da sette appuntamenti su fondo asfaltato. Si partirà con il Rally Costa Brava, in programma il 6 e 7 marzo sulle strade di Girona, per poi spostarsi in Sardegna con il Rally Costa Smeralda, atteso il 24 e 25 aprile.

Il mese successivo sarà la volta del Rallye Antibes Côte d’Azur Historic, dal 14 al 17 maggio, prima del ritorno nel cuore del Belgio con lo Ardeca Ypres Rally, in calendario dal 25 al 27 giugno. A luglio, dal 16 al 18, toccherà all’Austria con il Rally Weiz Historic, mentre settembre porterà due eventi conclusivi: il primo storico debutto FIA in Galles con il Rali Ceredigion, previsto dal 4 al 6 settembre, e il gran finale italiano con il Rally Elba Storico, fissato per il 24-26 settembre.

PRE-2000: LE ICONE ANNI ’90 TORNANO IN SCENA

Le vetture appartenenti al cosiddetto Periodo K (1993-2000) avranno finalmente un campionato su misura, con un calendario che affianca in parte le tappe del Pre-1992 ma aggiunge ulteriori destinazioni di grande impatto. La stagione prenderà il via anch’essa al Rally Costa Brava il 6 e 7 marzo, per poi spostarsi nella Repubblica Ceca con l’Historic Vltava Rally, previsto dal 24 al 26 aprile. A fine maggio, dal 28 al 30, tornerà in calendario lo svizzero Rallye du Chablais, mentre in estate si correrà nuovamente a Ypres (25-27 giugno) e a Weiz (16-18 luglio).

L’Ulster International Rally, una delle novità più attese, porterà il campionato per la prima volta in Irlanda del Nord dal 7 al 9 agosto, prima di chiudere la stagione con una doppietta tutta italiana: Rally Elba Storico, ancora dal 24 al 26 settembre, e Sanremo Rally Storico, fissato per il 16 e 17 ottobre lungo la costa ligure.

GRAVEL CHAMPIONSHIP: NASCE LA SERIE TUTTA TERRA

Per gli specialisti del fondo sterrato, la FIA ha ufficializzato il debutto del primo Gravel Championship nella storia EHRC, con cinque eventi selezionati che eviteranno sovrapposizioni con le serie su asfalto. Si partirà dalla Grecia con l’Historic Acropolis Rally, in programma il 23 e 24 maggio, prima del passaggio in Portogallo per lo Historic Rally Fafe, previsto per il 19 e 20 giugno.

Il calendario estivo prevede la Finlandia con il ritorno del Lahti Historic Rally (20-22 agosto), seguito a stretto giro dalla Svezia con la new entry East Sweden Historic Rally, fissata per il 28 e 29 agosto. La stagione si chiuderà nel cuore della Toscana con un’altra novità assoluta: il Rally del Brunello, che si correrà tra le colline del Senese il 27 e 28 novembre.

LE PAROLE DELLA FIA: ACCESSIBILITÀ E IDENTITÀ

Roger Wills, presidente della Commissione FIA Historic Motor Sport, ha sottolineato come questa riforma non sia solo una redistribuzione logistica, ma un cambiamento culturale: ogni campionato offre ora un’identità chiara e coerente per vetture, epoche e superfici. I possessori di auto Pre-2000 potranno confrontarsi tra pari senza incroci con generazioni precedenti, mentre gli amanti del Pre-1992 potranno godersi un calendario pensato per valorizzare le loro vetture.

Il nuovo campionato sterrato risponde infine alle richieste dei team più tecnici, che da tempo chiedevano un contesto competitivo dedicato alla terra, senza la necessità di adattare continuamente assetti e strategie.

UNA STAGIONE DA VIVERE CURVA DOPO CURVA

Con sedici rally ufficiali, dodici nazioni coinvolte, tre strutture distinte e sette gare nuove di zecca, il 2026 si annuncia come l’anno più ricco e articolato nella storia recente del rally storico europeo. Un patrimonio in movimento, che la FIA ha deciso di tutelare e rilanciare con strumenti moderni, ma senza snaturarne lo spirito.

Il rombo delle storiche, tra il profumo dell’olio misto e il rumore secco degli scarichi anni ’90, è pronto a tornare in scena da Girona a Jeddah, da Fafe a Sanremo. Il presente guarda al passato, ma con un calendario finalmente pensato per il futuro.

Credit: Jari-Matti Latvala (X)

LATVALA SI PORTA A CASA IL TITOLO EUROPEO EHRC

Scritto da: Luca Gentile

Il rallista Jari-Matti Latvala ce l’ha fatta. Dopo una carriera passata a rincorrere la gloria nei rally moderni, è stato l’asfalto umido di Fafe, in Portogallo, a regalargli finalmente il primo titolo della sua vita da pilota, coronando una stagione bella e intensa nell’europeo rally storico (EHRC). Il traguardo, simbolico e concreto insieme, è arrivato a bordo della Toyota Celica Turbo 4WD (ST185) del suo team, preparata e gestita con cura maniacale, in un 2025 che per la casa giapponese si sta rivelando semplicemente perfetto.

L’impresa è maturata nell’ultima prova del campionato, dove il finlandese doveva per forza vincere per assicurarsi la corona. E così è stato: dominando ogni prova speciale nei 130 chilometri cronometrati attorno alla città simbolo del rally portoghese, Latvala ha chiuso davanti a tutti, senza rivali in grado di impensierirlo, completando una rincorsa costruita passo dopo passo e non priva di ostacoli.

VITTORIE, RITIRI E IL RITORNO ALLA GLORIA

Il suo cammino nel 2025 era cominciato alla grande: vittoria al Rally Costa Brava in Spagna e poi alla Moldava in Repubblica Ceca. Ma il sogno ha rischiato di spegnersi troppo presto, con una lunga serie di delusioni. Prima il ritiro sul finale ad Antibes, poi quelli di Ypres e Finlandia, dove Latvala aveva dominato salvo cedere per guasti meccanici. Assente anche in Austria (rally di Weiz), ha ripreso la rincorsa in Grecia, dove ha conquistato l’Acropoli Storico. Da lì in poi è stato tutto o niente.

Vincere in Asturie era stato il penultimo passo. Il resto, come detto, è arrivato a Fafe: successo pieno e titolo conquistato con la quinta vittoria stagionale. Un successo che regala anche alla Toyota un altro sigillo in un anno straordinario: campioni WRC Costruttori, campioni WRC2 con Oliver Solberg, e protagonisti ancora in corsa nel WRC1 con Ogier, Evans e Rovanperä.

LATVALA: “IL MIO PRIMO TITOLO. DOPO 40 ANNI, CHE EMOZIONE!”

Commosso e quasi incredulo, Latvala ha raccontato così il suo traguardo personale: “Può sembrare sorprendente, ma questo è il primo titolo della mia carriera. Non ne ho vinti nemmeno in Finlandia. Ho dovuto aspettare di aver compiuto 40 anni perché accadesse, ed è una sensazione meravigliosa, soprattutto considerando la pressione. Dovevo assolutamente vincere le ultime tre gare in calendario dopo tre ritiri consecutivi”.

Una liberazione, più che una semplice vittoria. Una consacrazione attesa da decenni. E ora, con la consapevolezza di aver scritto una nuova pagina della propria storia personale, Jari-Matti guarda avanti: “Dopo questa prima vittoria, continueremo il nostro impegno l’anno prossimo con la stessa vettura, in uno dei tre campionati FIA dedicati alle storiche”.

Credit: Jari-Matti Latvala (X)

MIKO MARCZYK, DAL TITOLO ERC AL GUINNESS WR

Scritto da: Luca Gentile

Appena archiviato il titolo europeo al volante della Škoda Fabia RS Rally2, Miko Marczyk ha deciso di affrontare una sfida molto diversa dalle prove speciali. Dimostrare che anche il silenzio può fare rumore. Con la sua Škoda Superb Diesel personale ha percorso 2.831 chilometri con un solo pieno, conquistando il Guinness World Record per la distanza più lunga mai coperta senza rifornire.

Un’impresa tanto sobria quanto dirompente, capace di ribaltare i pregiudizi sui motori a gasolio e ricordare che, nel 2025, l’efficienza resta ancora una delle virtù più pure della tecnica automobilistica.

UNA BERLINA QUASI STANDARD, NESSUN TRUCCO

La Superb protagonista dell’impresa non era un prototipo né una vettura da laboratorio. Rappresenta l’auto di tutti i giorni di Marczyk, con ventimila chilometri già alle spalle. Il motore 2.0 TDI da 150 cavalli e 360 Nm è rimasto completamente di serie, come pure il serbatoio da 66 litri.

Le uniche concessioni alla causa? Pneumatici a bassa resistenza montati su cerchi da 16 pollici e le molle ribassate del pacchetto Sportline, che abbassano la vettura di 15 mm migliorandone l’efficienza aerodinamica. Tutto il resto, immutato. La notizia è stata diffusa da

DALLA POLONIA ALL’OCEANO E RITORNO

Il viaggio è partito da Cracovia, ha attraversato Germania, Francia, Paesi Bassi e Belgio, per poi tornare in patria passando ancora una volta per la Germania. Nessun carburante speciale, solo gasolio standard da pompa.

Le condizioni ambientali non hanno certo facilitato l’impresa: temperature attorno ai 5°C, spesso più basse di notte, e lunghi tratti collinari che avrebbero messo in difficoltà persino molte ibride.

Eppure, con una media di 80 km/h, il consumo si è fermato a 2,33 litri ogni 100 km, ovvero 42,89 km per litro. Numeri che, per una berlina di serie, sembrano usciti da un manuale di fantascienza tecnica.

IL NUOVO OBIETTIVO: QUOTA 3.000

Dopo aver ottenuto il primato, Marczyk non ha perso tempo a rilanciare: il prossimo passo è tagliare il traguardo simbolico dei 3.000 chilometri con un solo pieno.

L’idea è di ripetere il tentativo in condizioni più miti, con gasolio Premium e un percorso più pianeggiante. “So che si può fare di meglio”, ha detto sorridendo, tipico atteggiamento da chi non si accontenta mai.

L’ANIMA DEL RALLY ANCHE SU STRADA

Dietro questa impresa non c’è soltanto una mano esperta sul volante, ma la mentalità di un vero pilota da rally: attenzione maniacale ai dettagli, sensibilità nel controllo, capacità di leggere il terreno e adattarsi in tempo reale. È la stessa filosofia che lo ha portato a vincere il FIA ERC 2025, ora applicata a una sfida di efficienza estrema.

E mentre molti marchi archiviano il Diesel come un capitolo chiuso, Škoda e Marczyk scrivono una pagina nuova: quella di un motore che, con la giusta intelligenza tecnica, può ancora fare la differenza. Un record alla volta. Un pieno alla volta.

Credit: Škoda Motorsport (IG)

HAYDEN PADDON VINCE IL RALLY TERRA SARDA 2025

Scritto da: Comunicato Stampa

Con la cerimonia di premiazione, svoltasi sulla pedana posta in Via Monsignor Virgilio a Tortolì – cuore pulsante della manifestazione – è calato il sipario sul 13esimo Rally Terra Sarda, evento organizzato da Porto Cervo Racing che ha coinvolto, nel fine settimana, la provincia dell’Ogliastra. La gara era valida per il TER Series, per il TER – Tour European Rally, per il TER Series, per il TER – Historic e per la Coppa Rally di Zona 10. 

A trionfare, dopo una gara combattuta fino all’ultimo metro, è stato il neozelandese Hayden Paddon, affiancato da Jared Hudson sulla Hyundai i20 N Rally2 preparata da Friulmotor. Per il driver, campione 2024 del FIA European Rally Championship, si tratta della seconda vittoria ottenuta al Rally Terra Sarda, conquistata con determinazione e sopperendo ad alcune noie di natura tecnica che hanno condizionato sia la giornata di ieri che il primo loop odierno. 

Una gara ricca di colpi di scena, quella archiviata a Tortolì, con l’ultima prova speciale, la PS7 “Ulestri 2”, che ha visto Emil Lindholm uscire di strada sulla Skoda Fabia Rally2 di Miele Racing. Il finlandese, fino a quel momento autore di una bellissima lotta a colpi di scratch con Paddon, ha perso circa sette minuti retrocedendo al tredicesimo posto assoluto senza però concludere l’ultima fase di gara – l’arrivo della vettura in parco chiuso – particolare che ha portato all’esclusione del driver dalla classifica finale.  

A guadagnare terreno è stato Andrea Pisano, che ha conquistato una prestigiosa seconda posizione assoluta e, soprattutto, la vittoria nella Coppa Rally di Zona 10. In coppia con Salvatore Musselli su Skoda Fabia Rally2 del team Colombi, Pisano ha saputo gestire con intelligenza una gara resa insidiosa da strade tecniche e condizioni mutevoli. A completare il podio assoluto è stato Auro Siddi, navigato da Giuseppe Maccioni, protagonista di una gara in crescendo. Fondamentale per loro la scelta di gomme più dure, messa in atto nell’ultimo loop di prove speciali, che ha premiato la costanza e la strategia dell’equipaggio su Skoda Fabia Rally2 curata da Motorteam.

Quarta posizione per il francese Jean Joseph Galeani, con Gilbert Dini, su Hyundai i20 N Rally2 di BRL Competition mentre Roberto Cocco e Sergio Deiana – su Skoda Fabia Evo Rally2 – hanno concluso quinti, davanti a Sandro Locci e Fabrizio Musu, sempre su Skoda. Francesco Farci e Fabio Salis hanno completato il lotto di Skoda, concludendo in settima posizione assoluta.

Appassionante la battaglia nel confronto a due ruote motrici dove a spuntarla, con una rimonta, è stato Alessio Cuccheddu, navigato da Nicola Tocco, sulla Peugeot 208 Rally4 di Miele Racing. L’equipaggio ha concluso in ottava posizione assoluta vincendo la categoria nella CRZ 10. Noni, si cono classificati Alessandro Murgia e Giuseppe Porcu, seguiti da Piergiorgio Ladu e Tonino Mulas: entrambi gli equipaggi si sono espressi su Peugeot 208 Rally4. 

Nel confronto storico, il successo è andato a Bernardo Morgani con Roberto Scilef, su una Renault 5 GTT di 4° Raggruppamento. Seconda piazza per Giovanni e Dora Pischedda, su Opel Ascona di 2° Raggruppamento, con gli altri competitor che hanno dovuto abbandonare la competizione per noie meccaniche. 

La giornata ha riservato altri colpi di scena, come il ritiro di Valentino Ledda, giovane portacolori di ACI Team Italia, fino a quel momento quarto assoluto su Renault Clio Rally3: un’uscita di strada sulla PS6 ha costretto l’equipaggio ad alzare bandiera bianca. Stessa dinamica per Marino Gessa, su Skoda Fabia Rally2, costretto al ritiro a seguito di un testa coda ed una conseguente uscita su un terrapieno, che ha compromesso definitivamente la sua gara.

Grande la soddisfazione espressa da Mauro Atzei, presidente di Porto Cervo Racing e organizzatore del rally che consolida la bontà del progetto: “È stata un’edizione speciale. Questo è il 30° Rally che organizziamo e, senza dubbio, è stato davvero unico. È incredibile e bellissimo: l’ambiente, l’atmosfera, i percorsi e i piloti si sono divertiti tantissimo. Tutto è stato fantastico. Abbiamo creato un meraviglioso villaggio rally e un parco assistenza nel cuore di Tortolì, in un’Ogliastra straordinaria, ricca di profumi, sapori ed emozioni”.

“È stato un rally veramente unico, e voglio esprimere la mia gratitudine a tutti coloro che hanno contribuito a realizzare un evento così importante. Ringraziamo la Regione Sardegna, tutti i Comuni che hanno fornito un supporto fondamentale, un ringraziamento speciale va ai piloti, i veri protagonisti del rally. Questa gara e tutti gli eventi collaterali sono stati creati con cuore e passione, desidero quindi ringraziare sinceramente tutto lo staff e le numerose persone che hanno reso possibile un evento così speciale come il Rally Terra Sarda 2025”.

Classifica: 1. Paddon-Hudson (Hyundai i20 N Rally2) in 48’41″6; 2. Pisano-Musselli (Skoda Fabia Rally2) a 1’17″3; 3. Siddi-Maccioni (Skoda Fabia Rally2) a 2’19″1; 4. Galeani-Dini (Hyundai i20 N Rally2) a 3’14″8; 5. Cocco-Deiana (Skoda Fabia Rally2) a 4’00″5; 6. Locci-Musu (Skoda Fabia Rally2) a 4’57″4; 7. Farci-Salis (Skoda Fabia Rally2 EVO) a 5’49″8; 8. Cuccheddu-Tocco (Peugeot 208 Rally4) a 5’54″8; 9. Murgia-Porcu (Peugeot 208 Rally4) a 6’00″5; 10. Ladu-Mulas (Peugeot 208 Rally4) a 6’02”. Storiche: 1. Morgani-Scilef (Renault 5 GTT) in 57’08″5; 2. Pischedda G.-Pischedda D. (Opel Ascona) a 2’52″7.

Credit: Baldinu-Fiori-Mazza (IG)

ARMSTRONG VINCE IN CROAZIA, A MARCZYK IL TITOLO ERC

Scritto da: Luca Gentile

Il Rally di Croazia ha offerto una delle chiusure più intense e simboliche nella storia recente dell’europeo rally. Dalle strade bagnate e viscide dell’area di Zagabria, è emerso un doppio verdetto. Il pilota Jon Armstrong ha vinto la gara, imponendosi per la seconda volta consecutiva dopo Ceredigion, ma è stato Miko Marczyk a conquistare il titolo europeo 2025, premiato da una stagione di rara regolarità e lucidità.

Il polacco della Škoda Fabia RS Rally2 ha firmato un campionato esemplare. Nessuna vittoria, ma 4 podi in 8 gare e punti in ogni appuntamento. Alla fine, la matematica ha dato ragione a chi ha saputo leggere ogni weekend con intelligenza e sangue freddo. Una mentalità vincente, silenziosa, che ha messo in secondo piano la spettacolarità per privilegiare la sostanza.

LA GARA: DALLA QUIETE ALLA TEMPESTA

Dopo una prima tappa asciutta e regolare, il Rally di Croazia è stato letteralmente travolto da piogge torrenziali, che hanno trasformato le prove della domenica in un campo minato di fango e pozzanghere. Quattro speciali per un totale di 55,7 km cronometrati, ma sufficienti per stravolgere tutto.

In testa alla corsa, Armstrong ha gestito con autorità il vantaggio accumulato sabato, tenendo a distanza Robert Virves fino al suo ritiro nella SS8. Con un’ultima prova impeccabile, ha conquistato anche la Power Stage, suggellando la sua seconda vittoria stagionale con la Ford Fiesta Rally2.

Dietro di lui, Mads Ostberg ha approfittato dell’errore di Virves per salire in seconda posizione, celebrando nel migliore dei modi il suo 300° rally in carriera. Un traguardo simbolico per uno dei veterani più apprezzati del panorama internazionale.

MARCZYK: UNA VITTORIA COSTRUITA CON LA TESTA

Per Miko Marczyk, il Rally di Croazia non è stato semplice. Partito bene con il miglior tempo nelle qualifiche del venerdì, ha perso il ritmo sabato a causa del ruolo di apripista e di un testacoda nella PS3 che lo ha fatto scivolare fuori dal podio. Ma quando Andrea Mabellini, suo diretto rivale per il titolo, si è ritirato nella PS4, la pressione si è trasformata in controllo.

Domenica il polacco è tornato in versione calcolatore, approfittando dell’aderenza limitata e del caos generale per risalire posizioni. Con il miglior tempo nella SS9 e il terzo posto assoluto consolidato nella Power Stage, ha chiuso la gara senza errori e si è laureato Campione Europeo ERC 2025, davanti a Armstrong (148 punti) e Mabellini (131 punti).

UNA CARRIERA IN ASCESA PER IL NUOVO CAMPIONE ERC

Marczyk, classe 1995, ha iniziato a correre nel 2016 su una Honda Civic Type-R. Dopo un’ascesa fulminea nel campionato polacco, ha conquistato il suo primo titolo nazionale nel 2019 e ha debuttato nell’ERC nel 2020. Dal 2021 ha puntato tutto sull’Europa, dimostrandosi sempre più competitivo. Il primo successo ERC è arrivato nel 2022, ma è nel 2025 che ha compiuto il salto di qualità definitivo.

La sua stagione è stata un esempio di strategia e costanza, in netto contrasto con lo stile più arrembante di Armstrong. Con 154 punti finali, Marczyk succede a Hayden Paddon nell’albo d’oro dell’European Rally Championship.

GLI ALTRI PROTAGONISTI: GIOVANI, PIOGGIA E ESPERIENZA

Il Rally di Croazia ha rappresentato anche un’occasione preziosa per diversi equipaggi in vista del ritorno del WRC sulle strade croate nel 2026. I francesi Pablo Sarrazin e Léo Rossel hanno alternato buoni parziali a problemi tecnici, acquisendo chilometri importanti in condizioni limite.

In ERC4, Calle Carlberg ha completato la sua doppietta personale conquistando il titolo di categoria oltre a quello Junior ERC. In ERC3, il successo di tappa è andato a Taylor Gill, ma a vincere il campionato è stato Tymek Abramowski, davanti a Kowalczyk.

Tra i team, MRF Tyres ha conquistato il titolo ERC squadre davanti a M-Sport Ford, mentre Pirelli ha messo le mani sul trofeo per i fornitori, battendo Michelin.

UN FINALE BAGNATO, MA RICCO DI VERDETTI

Il Rally di Croazia ha chiuso nel modo più simbolico possibile una stagione intensa e incerta, consegnando i titoli nelle mani di chi ha saputo mantenere lucidità e costanza. Se Jon Armstrong ha messo il sigillo su un weekend perfetto, centrando vittoria assoluta e Power Stage con una guida pulita e mai fuori misura, è stato Miko Marczyk a portarsi a casa il trofeo più pesante: il titolo europeo ERC 2025.

Nessun successo parziale in stagione, ma otto gare affrontate con maturità e visione strategica, sfruttando ogni occasione e limitando gli errori. Il successo in SS9, in condizioni proibitive, è stato l’ultimo segnale di forza prima di gestire il finale con intelligenza e cuore.

Ma non è tutto: in ERC3 ha trionfato Tymek Abramowski, mentre Calle Carlberg ha conquistato sia l’ERC4 sia il titolo Junior, confermando il proprio talento cristallino. Tra i team, MRF Tyres ha avuto la meglio su M-Sport Ford nel campionato squadre, e Pirelli ha finalmente superato Michelin, salendo sul gradino più alto tra i fornitori. Una chiusura degna per un’annata che ha premiato non solo la velocità, ma soprattutto la costanza.

Credit: European Rally Championship (X)

TANTA ESPERIENZA PER TRENTIN JR. IN CROAZIA

Scritto da: Comunicato Stampa

La sua esperienza su asfalto non è molta e, già dalla vigilia, si sapeva che questo sarebbe stato il suo maggiore tallone d’Achille in occasione del Croatia Rally, ottavo atto del FIA European Rally Championship corso nel fine settimana.

Le condizioni meteo avverse, in grado di rendere il fondo particolarmente insidioso, hanno messo a dura prova un Giovanni Trentin che trova l’asfalto dopo un lungo digiuno.

Il pilota di Montebelluna, al debutto nella massima serie continentale, tornava al volante della Skoda Fabia RS Rally2 di Delta Rally, affiancato dal pluridecorato Pietro Elia Ometto.

Qualche problema in avvio al sabato, durante la prima frazione di gara, non impediva al giovane portacolori di MT Racing e di ACI Team Italia, sempre sostenuto da Movisport, di mettere assieme una bella rimonta che, al termine della frazione inaugurale, lo collocava in venticinquesima posizione assoluta ed in ventesima tra le vetture di classe RC2.

“Possiamo dire che, in fin dei conti, questa era la mia seconda gara vera sull’asfalto con la Skoda” – racconta Trentin – “e la prima su un fondo così complicato. Abbiamo avuto qualche problemino sulla seconda prova ma poi ci siamo ripresi, segnando un buon ventesimo ed un sedicesimo assoluto prima di concludere la prima tappa. Potevamo fare decisamente meglio”.

Ripartiti alla domenica, quattro i tratti cronometrati ancora da affrontare, le condizioni del fondo peggioravano nettamente ma la prima punta della scuderia di Follina, pur badando a non essere tradito dal tanto fango presente in strada, continuava a progredire.

Altre cinque le posizioni recuperate in una generale che lo ha visto concludere in ventesima piazza, facendo sua anche una buona sedicesima casella in classe RC2.

“È stata davvero dura alla domenica perchè non si stava in strada” – aggiunge Trentin – “e, visto il tanto fango presente, abbiamo puntato unicamente a finire. È stata, senza dubbio, una delle gare più difficili che abbia mai affrontato ma è solo così che si riesce a crescere. Grazie a tutti quelli che hanno reso possibile la nostra partecipazione in Croazia, in particolare alle scuderie coinvolte, al team, a Pietro, a tutti i partners ed alla mia famiglia che mi è sempre vicino. Un particolare ringraziamento anche a Pirelli che ci ha dato una grossa mano qui”.

Credit: Giovanni Trentin (IG)

L’EUROPEO RALLY TORNA DOPO DIECI ANNI IN CROAZIA

Scritto da: Luca Gentile

Dopo oltre un decennio d’assenza, la Croazia si prepara a riabbracciare il FIA European Rally Championship. Il Croatia Rally tornerà infatti in calendario nel 2025 come prova conclusiva della stagione, dal 3 al 5 ottobre, con base nella capitale Zagabria e quartier generale a Zaprešić, appena fuori città. Un ritorno carico di significati e aspettative. L’evento era stato protagonista tra il 2007 e il 2013, con edizioni disputate tra Zagabria, Rijeka e Poreč. Ora, con un format rinnovato, torna nel cuore del continente per chiudere una stagione già combattutissima.

PERCORSO TECNICO, PAESAGGI CROATI E UN TITOLO IN BILICO

La gara si svilupperà su un totale di 172,36 chilometri cronometrati, distribuiti lungo dieci prove speciali interamente asfaltate, tracciate tra i saliscendi e gli scorci verdi della regione di Zagabria. Una scelta tecnica che ben si sposa con l’identità dell’ERC e con le caratteristiche di molti equipaggi in lotta per il titolo. Il Croatia Rally 2025 promette così di essere non solo una passerella finale, ma una prova impegnativa, selettiva e decisiva sotto ogni punto di vista.

Il rientro croato avviene in continuità con l’esperienza maturata negli ultimi anni dal WRC. Tra il 2021 e il 2024, il Rally Croatia ha fatto parte della massima serie, raccogliendo consenso tra piloti, team e tifosi per l’organizzazione e la spettacolarità del percorso. La tradizione rallistica del Paese è dunque viva e ben radicata, pronta a offrire nuovamente al pubblico europeo un evento all’altezza delle aspettative.

MARCZYK, MABELLINI E ARMSTRONG: LA CORSA AL TITOLO È APERTISSIMA

A rendere il ritorno ancora più interessante ci pensa la situazione di campionato. A una sola gara dalla fine, Miko Marczyk guida la classifica generale con appena quindici punti di vantaggio su Andrea Mabellini. Un margine sottile, che lascia presagire un duello all’ultimo secondo tra il polacco e l’italiano, entrambi autori di una stagione regolare e di altissimo livello.

Ma non è finita qui: a restare in corsa per il titolo c’è anche Jon Armstrong, reduce dal suo primo successo assoluto nell’ERC e ancora matematicamente in gioco, con 33 punti di ritardo. Una combinazione di risultati potrebbe rimetterlo in corsa, specie se davanti dovessero verificarsi colpi di scena.

Una situazione che riporta il campionato europeo alle sue radici più pure: un finale incerto, su un asfalto sconosciuto per molti, in un Paese che torna con entusiasmo sulla scena internazionale. In palio non solo la gloria, ma anche la definitiva consacrazione per un’intera stagione di lavoro.

Da ricordare anche la super presenza di Adrien Fourmaux con la i20 N Rally1 della Hyundai Motorsport N. Verrà navigato da Alexandre Coria. L’alfiere della squadra sudcoreana si preparerà in vista del Central European Rally, che si terrà dal 16 al 19 ottobre nei pressi di Passau.

IL SIGNIFICATO DI UN RITORNO ATTESO

Il ritorno della Croazia nel calendario ERC assume anche un significato simbolico. Dopo dieci anni, l’evento ritrova un palcoscenico internazionale in un periodo in cui il rallismo europeo sta vivendo una fase di rilancio e riorganizzazione. L’inserimento del Croatia Rally come prova conclusiva è una scelta forte, che punta su un evento giovane, ma già rodato dalla presenza nel WRC.

Zagabria si prepara così ad accogliere non solo i protagonisti dell’ERC, ma anche migliaia di appassionati, team e media internazionali. Le immagini delle speciali croate torneranno a fare il giro d’Europa, chiudendo con spettacolo e intensità una stagione che ha già regalato molte emozioni.

Credit: Toyota Gazoo Racing WRT (X)