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Tag: Campionati Europei

LANCIA CORSE HF CONTINUA LA SUA CRESCITA NELL’ERC

Scritto da: Comunicato Stampa

Il Rally di Polonia conferma la costante crescita del progetto sportivo di Lancia Corse HF nel FIA European Rally Championship (ERC). Sul nuovo percorso asfaltato della Slesia, uno dei rally più veloci e tecnici della stagione, la casa torinese ha raccolto risultati importanti sia nella classe regina Rally2 sia nelle categorie dedicate ai giovani, confermando la competitività della gamma Ypsilon e la validità del percorso di sviluppo costruito attorno ai propri equipaggi ufficiali.

Il risultato più significativo arriva dal Junior ERC e dall’ERC4, dove Davide Pesavento e Alessio Angeli conquistano un prezioso terzo posto al termine di una gara estremamente combattuta. Un risultato che consente all’equipaggio ufficiale Lancia Corse HF di balzare al comando di entrambe le classifiche di campionato, confermando la maturità raggiunta nel corso della stagione e la costanza di rendimento dimostrata fin dai primi appuntamenti europei.

Alle spalle del vincitore, il finlandese Aatu Hakalehto conquista la seconda posizione davanti a Pesavento, completando un podio che conferma ancora una volta il livello di competitività della Lancia Ypsilon Rally4 HF nel panorama continentale.

Prosegue anche il percorso di crescita di Francesco Dei Ceci, affiancato da Daiana Darderi, che conclude il rally in quinta posizione. Per il giovane pilota italiano un’altra gara importante sotto il profilo dell’esperienza e dello sviluppo, in un campionato che continua a rappresentare un banco di prova di altissimo livello per i migliori talenti europei.

Nella categoria Rally2, Andrea Mabellini e Virginia Lenzi confermano tutto il potenziale della Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale. L’equipaggio ufficiale conclude il Rally di Polonia al quarto posto assoluto dopo essere rimasto costantemente in lotta per il podio, impreziosendo il weekend con tre migliori tempi nelle prove speciali, compresa la vittoria nella Power Stage conclusiva.

Grazie ai punti conquistati, Mabellini sale al secondo posto della classifica generale del FIA ERC, a soli 23 punti dal leader Teemu Suninen, consolidando la propria candidatura nella lotta per il titolo europeo quando mancano ancora tre appuntamenti alla conclusione della stagione.

Su un percorso completamente rinnovato, tornato sull’asfalto dopo oltre vent’anni e caratterizzato da velocità elevatissime, continui cambi di ritmo e prove speciali estremamente tecniche, Lancia Corse HF ha dimostrato ancora una volta la competitività delle proprie vetture e la solidità di un programma costruito per accompagnare giovani piloti fino ai massimi livelli del rallismo internazionale.

Dal Rally2 al Junior ERC, passando per l’ERC4, il marchio continua infatti a raccogliere risultati che confermano la bontà di un progetto capace di coniugare sviluppo tecnico, crescita sportiva e valorizzazione dei talenti.

Credit: media.stellantis.com (Web)

IL DUO FINLANDESE TRIONFA CON ŠKODA AL RALLY POLAND

Scritto da: Nicola Salatino

Quindici prove speciali, poco meno di cento minuti di gara effettiva e appena sedici secondi a separare i primi quattro classificati. Sono numeri che raccontano più di qualsiasi commento e spiegano perché l’82° Rally di Polonia abbia regalato uno dei fine settimana più intensi e combattuti dell’intera stagione del FIA European Rally Championship. In un rally dove ogni frenata poteva trasformarsi in un’occasione o in una condanna, dove il grip cambiava curva dopo curva e gli pneumatici diventavano un’arma tattica tanto quanto il talento del pilota, a fare la differenza non è stata soltanto la velocità. Ha vinto chi è riuscito a mantenere la lucidità quando tutti erano ormai al limite.

Quel pilota è Teemu Suninen.

Il finlandese, affiancato da Antti Haapala sulla Škoda Fabia RS Rally2 gommata Pirelli, ha costruito il successo con la freddezza di chi conosce perfettamente il peso di ogni scelta. Mai una forzatura inutile, nessun errore nei momenti decisivi e la capacità di interpretare un percorso insidioso hanno permesso all’ex pilota del Mondiale di conquistare una vittoria che vale molto più dei ventisette punti messi in palio. Perché se il risultato finale racconta un dominio apparente, il Rally di Polonia è stato in realtà una battaglia rimasta aperta fino all’ultimo chilometro.

L’inizio del weekend aveva già lasciato intuire che sarebbe stato un appuntamento fuori dagli schemi.

Lo shakedown aveva premiato Dominik Stříteský davanti a Mikołaj Marczyk e allo stesso Suninen, mentre Andrea Mabellini aveva immediatamente portato la nuova Lancia Ypsilon Rally2 HF nelle posizioni di vertice, confermando quanto di buono si era intravisto nelle uscite precedenti. Nessuno, tuttavia, aveva scoperto davvero le proprie carte. Lo shakedown serviva soprattutto per trovare il ritmo e verificare gli ultimi dettagli dell’assetto.

La prima risposta è arrivata poche ore più tardi.

Nella prova spettacolo inaugurale Andrea Mabellini e Virginia Lenzi hanno firmato il primo acuto del weekend, regalando alla Lancia il miglior tempo con appena un decimo di vantaggio sul padrone di casa Mikołaj Marczyk. Un successo simbolico ma significativo, perché ha dimostrato che la Ypsilon Rally2 Integrale HF possedeva il passo per inserirsi nella lotta con le Škoda che da anni rappresentano il punto di riferimento della categoria.

L’entusiasmo, però, non ha modificato l’approccio dell’equipaggio italiano. «È stata una prova molto divertente, ma domani inizierà il vero rally», aveva commentato Mabellini al termine della serata. Parole che si sarebbero rivelate quasi profetiche.

Con l’inizio della prima vera giornata di gara, il Rally di Polonia ha cambiato volto. Le prove speciali hanno proposto un’alternanza continua di lunghi allunghi, frenate impegnative e tratti dove il livello di aderenza variava improvvisamente, costringendo tutti a una continua ricerca del limite.

Suninen è stato tra i primi ad ammettere la difficoltà di interpretare il fondo. «Il grip cambia continuamente e non è semplice capire dove la strada offra aderenza e dove invece sia sporca», ha spiegato il finlandese. Una sensazione condivisa anche da Mabellini, che ha confessato di essere stato forse troppo prudente in alcuni punti proprio per la difficoltà nel leggere il comportamento dell’asfalto.

Se alcuni equipaggi hanno scelto di attaccare fin dalle prime prove, il pilota italiano ha preferito costruire la propria gara con intelligenza, evitando rischi inutili. Una strategia che ha permesso alla Lancia di rimanere stabilmente nelle posizioni di vertice e di confermare i notevoli passi avanti compiuti nello sviluppo della vettura.

Al termine del sabato la classifica era il ritratto perfetto dell’equilibrio visto in prova speciale. Suninen guidava con appena 8″4 su Mabellini, mentre Jakub Matulka e Mikołaj Marczyk seguivano rispettivamente a 8″9 e 10″7. Quattro equipaggi in poco più di dieci secondi significavano una sola cosa: tutto sarebbe stato deciso la domenica.

Dietro quella sfida si combatteva anche una partita meno evidente, ma altrettanto determinante. La gestione degli pneumatici ha assunto un ruolo fondamentale durante tutto il weekend. Pirelli e Michelin hanno dato vita a un confronto tecnico estremamente equilibrato, mentre ogni team cercava il compromesso ideale tra prestazione immediata e costanza di rendimento su un asfalto che cambiava caratteristiche prova dopo prova.

L’ultima giornata ha trasformato la tensione in spettacolo.

Le sette speciali conclusive hanno messo definitivamente alla prova uomini e macchine. Incidenti, forature, ritiri e piccoli errori hanno continuato a modificare la classifica, mentre davanti il margine restava talmente ridotto da non consentire alcun calcolo.

Suninen ha affrontato la domenica con la serenità dei grandi interpreti. Pur continuando a lamentare la difficoltà nel leggere il livello di aderenza, il finlandese ha saputo scegliere perfettamente quando incrementare il ritmo e quando invece amministrare il vantaggio, trasformando ogni prova in un esercizio di precisione.

Alle sue spalle Andrea Mabellini non ha mai abbassato la guardia. L’italiano ha continuato ad attaccare praticamente in ogni speciale, consapevole che la differenza si giocasse ormai nell’ordine dei decimi. «Siamo tutti al limite», ha osservato durante la giornata, mentre più tardi ha definito il Rally di Polonia «quasi una gara in circuito», proprio per l’estrema precisione richiesta in ogni passaggio.

Nel finale è arrivato anche uno dei momenti più delicati del suo weekend, quando un contatto con un anti-cut ha rischiato di compromettere definitivamente il risultato. L’equipaggio è riuscito comunque a proseguire senza conseguenze irreparabili, difendendo fino al traguardo una quarta posizione di grande valore.

Se il successo di Suninen rappresenta la conferma di uno dei piloti più completi dell’Europeo, la vera sorpresa del fine settimana è stata la prestazione di Jakub Matulka. Il giovane polacco ha disputato una domenica praticamente perfetta, risalendo fino al secondo posto assoluto davanti al più esperto connazionale Mikołaj Marczyk. Un risultato che potrebbe rappresentare il definitivo salto di qualità nella sua carriera internazionale.

Marczyk ha confermato ancora una volta tutta la propria solidità, conquistando un podio costruito con intelligenza e regolarità, mentre Kajetan Kajetanowicz ha preferito amministrare una gara pulita, evitando rischi eccessivi e massimizzando il bottino in chiave campionato.

La classifica finale sintetizza perfettamente il livello della competizione: Suninen primo in 1h38’52″8, Matulka secondo a 9″7, Marczyk terzo a 13″5 e Mabellini quarto ad appena 16″1. Distacchi minimi che testimoniano quanto ogni scelta, ogni frenata e ogni traiettoria abbiano inciso sull’esito della gara.

Per Andrea Mabellini e Virginia Lenzi il quarto posto lascia inevitabilmente un pizzico di rammarico, ma rappresenta anche una conferma importante. La vittoria nella prova inaugurale, il passo mostrato per tutto il weekend e la competitività della Lancia Ypsilon Rally2 HF raccontano di un progetto ormai maturo e di un equipaggio che può ambire con continuità alle posizioni di vertice dell’Europeo.

Per Suninen, invece, la Polonia vale molto più di una semplice vittoria. È il successo di chi ha saputo interpretare meglio un rally estremamente tecnico, mantenendo sempre il controllo in una gara dove il confine tra successo ed errore era sottilissimo.

L’Europeo riparte da qui, con la sensazione che il campionato sia ancora lontano dall’avere un padrone. La crescita della Lancia, la competitività delle Škoda, l’esplosione di Matulka e la solidità dei protagonisti abituali promettono una seconda parte di stagione tutta da vivere. E se il Rally di Polonia doveva offrire un’indicazione sul livello della sfida, il verdetto è inequivocabile: mai come quest’anno, nell’ERC, ogni prova speciale può cambiare la storia del campionato.

Risultati dell’82° Rally di Polonia

Teemu Suninen / Antti Haapala — Škoda Fabia RS Rally2 — 1:38:52,8
Jakub Matulka / Daniel Dymurski — Škoda Fabia RS Rally2 — +9,7 s
Miko Marczyk / Szymon Gospodarczyk — Škoda Fabia RS Rally2 — +13,5 s
Andrea Mabellini / Virginia Lenzi — Lancia Ypsilon Rally2 — +16,1 s
Kajetan Kajetanowicz / Maciej Szczepaniak — Toyota GR Yaris Rally2 — +41,5 s
Marco Bulacia / Jose Murado — Škoda Fabia RS Rally2 — +51,4 s
Adrian Rzeznik / Kamil Kozdron — Škoda Fabia RS Rally2 — +1:07,1
Jarosław Szeja / Marcin Szeja — Škoda Fabia RS Rally2 — +1:16,2
William Creighton / Liam Regan — Citroën C3 Rally2 — +1:25,5
Erik Cais / Igor Bacigál — Hyundai i20 Rally2 — +1:25,5

82° Rally di Polonia – risultati KIQ RSMP

Jakub Matulka / Daniel Dymurski — Škoda Fabia RS Rally2 — 1:39:02,5
Miko Marczyk / Szymon Gospodarczyk — Škoda Fabia RS Rally2 — +3,8 s
Adrian Rzeźnik / Kamil Kozdroń — Škoda Fabia RS Rally2 — +57,4 s
Jarosław Szeja / Marcin Szeja — Škoda Fabia RS Rally2 — +1:06,5
Łukasz Byśkiniewicz / Łukasz Jastrzębski — Škoda Fabia RS Rally2 — +1:49,0
Adam Sroka / Patryk Kielar — Škoda Fabia RS Rally2 — +2:12,3
Jarosław Kołtun / Ireneusz Pleskot — Škoda Fabia RS Rally2 — +2:21,8
Jakub Ulanowski / Rafał Fiołek — Ford Fiesta Rally3 — +8:28,6
Marcin Górny / Mateusz Martynek — Ford Fiesta Rally3 — +9:04,4
Dariusz Poloński / Łukasz Sitek — Lancia Ypsilon Rally4 — +9:24,0

Classifica FIA ERC

Teemu Suninen — 80 punti
Andrea Mabellini — 57 punti
Mikołaj Marczyk — 47 punti
Giandomenico Basso — 45 punti
Jakub Matulka — 35 punti
Roberto Daprà — 30 punti
José Antonio Suárez — 30 punti
Mikko Heikkilä — 30 punti
Marco Bulacia — 30 punti
Mārtiņš Sesks — 28 punti

Classifica KIQ RSMP

Szeja / Szeja — 112 punti
Rzeźnik / Kozdroń — 105 punti
Łukasz Byśkiniewicz — 104 punti
Kołtun / Pleskot — 89 punti
Chorbiński / Chrzanowski — 46 punti
Górny / Martynek — 44 punti
Jakub Ulanowski — 41 punti
Gabryś / Sadowski — 38 punti
Mikołaj Marczyk — 35 punti
Poloński / Sitek — 30 punti

Partner e sponsor dell’82° Rally di Polonia

Main Partner — Voivodato della Slesia, Superauto.pl Silesian Stadium

Co-organizzatore dell’evento — Città di Katowice

Partner strategico — Metropolis GZM

Sponsor strategico — ORLEN OIL

Partner dell’evento — Ministero dello Sport e del Turismo

Partner tecnico — Diverse Extreme

L’82° Rally di Polonia è stato cofinanziato con fondi del bilancio statale provenienti dalla quota amministrata dal Ministro dello Sport e del Turismo.

Credit: Rally Poland

SUNINEN & HAAPALA VINCONO L’82° RALLY POLAND CON ŠKODA

Scritto da: Nicola Salatino

La domenica del Rally di Polonia ha confermato, una volta di più, perché l’appuntamento polacco rappresenti una delle sfide più complete e impegnative dell’intero calendario del FIA European Rally Championship. Le sette prove speciali conclusive – dalla PS9 alla Power Stage conclusiva, la PS15 – hanno messo equipaggi e vetture davanti a un esame severissimo, compresa una gestione degli pneumatici che si è rivelata determinante tanto quanto la velocità pura.

Alla fine è stato Teemu Suninen, affiancato da Antti Haapala, a trasformare in vittoria una gara con un passo praticamente impeccabile. Il finlandese ha saputo leggere un fondo che ha tratto in inganno molti, amministrando il vantaggio senza mai rinunciare alla prestazione quando necessario.

Alle sue spalle si è consumata invece una delle battaglie più interessanti dell’intero weekend, con il polacco Jakub Matulka protagonista di una prestazione destinata a lasciare il segno davanti al pubblico di casa e con Andrea Mabellini che ha difeso con determinazione una posizione di assoluto prestigio, confermandosi ormai stabilmente tra i riferimenti del campionato continentale.

La ripartenza mattutina non è stata priva di episodi. Già nella PS9 il rally ha registrato diversi inconvenienti: Tadeusz Bieńko è stato protagonista di un incidente dopo essere stato anche penalizzato per falsa partenza, mentre Jérôme France è incappato nello stesso tipo di infrazione. Non sono mancati ritardi ai controlli orari, tra cui quelli accusati da Jacek Januchta, Anthony Rott e Simone Tempestini, quest’ultimo arrivato al controllo con dodici minuti di ritardo.

La selezione naturale del Rally di Polonia è proseguita anche nella PS10. Lucas Zielinski è uscito di scena, Dariusz Obrzut è stato costretto al ritiro e Adam Sroka ha concluso la prova con una uscita in un campo dopo aver raccontato che fino a quel momento la speciale stava procedendo nel migliore dei modi. A complicare ulteriormente il quadro ci ha pensato anche un breve stop di Thierry Charpentier, fermatosi circa 800 metri dopo la partenza della prova.

Se c’è stato un tema ricorrente durante tutta la domenica, questo è stato senza dubbio quello della scelta degli pneumatici. La rapida evoluzione dell’asfalto ha messo in crisi numerosi equipaggi, costretti a trovare il compromesso ideale tra grip, resistenza e precisione di guida.

William Creighton è stato tra i più espliciti nel descrivere la situazione, spiegando come nessuno sembrasse realmente avere la certezza della scelta corretta e come il fondo, apparentemente pulito, restituisse in realtà pochissimo feeling.

Anche Philip Allen ha ammesso di aver sofferto la scarsità di aderenza nelle prime prove della giornata, mentre più tardi riconoscerà senza mezzi termini di aver completamente sbagliato strategia sugli pneumatici, definendola una scelta “massicciamente errata”.

Dall’altra parte del parco assistenza, Isak Reiersen ha raccontato come il passaggio alle gomme dure nella seconda parte della giornata abbia restituito una vettura molto più reattiva, pur costringendolo a rivedere completamente i riferimenti di frenata.

Pur mantenendo la leadership, Teemu Suninen non ha mai nascosto quanto fosse difficile interpretare le prove polacche. Già nella PS10 il finlandese aveva ammesso di non riuscire a leggere il livello di aderenza, definendolo praticamente impossibile da interpretare. L’esperienza maturata nel mondiale si è però rivelata decisiva. Nella PS12 ha raccontato di aver esitato in diversi punti particolarmente scivolosi, sottolineando come i piloti locali disponessero inevitabilmente di una conoscenza superiore delle strade.

Con il passare delle prove il suo vantaggio è però aumentato grazie ad una gestione estremamente pulita, tanto da permettergli di affrontare la PS14 – accorciata da 17,45 km a 16,85 km – valutando addirittura se valesse la pena rischiare qualcosa nella Power Stage per conquistare ulteriori punti bonus.

Tra i protagonisti assoluti della domenica va inserito senza dubbio Andrea Mabellini. L’italiano ha continuato ad attaccare praticamente in ogni speciale, consapevole che il distacco dai diretti rivali si sarebbe giocato in poco.

Già nella PS10 aveva definito quella prova una delle sue preferite, ricordando come fosse stata la Power Stage dell’edizione disputata due anni fa. Con il passare delle ore la battaglia si è fatta sempre più intensa.

Dopo la PS12 Mabellini ha spiegato che tutti stavano ormai viaggiando al limite assoluto e che la differenza era davvero minima. Nella PS13 ha trovato una definizione particolarmente efficace, paragonando il Rally di Polonia ad una gara in circuito, dove ogni prova si decide ormai nell’ordine dei decimi di secondo.

L’avvicinamento alla Power Stage è stato invece vissuto con una certa amarezza. Dopo la PS14 il pilota italiano ha confessato tutta la propria frustrazione per non essere riuscito a rimanere sul ritmo dei migliori nonostante stesse guidando al limite.

Nell’ultima prova è arrivato anche un grosso spavento, quando la sua vettura ha urtato un anti-cut rischiando seriamente di compromettere il risultato. Mabellini è però riuscito a concludere la gara e, a fine rally, ha voluto sottolineare come la squadra non abbia mai smesso di lottare, ringraziando tutti coloro che continuano a sostenerlo.

Se Suninen ha vinto e Mabellini ha confermato il proprio valore internazionale, la vera rivelazione della domenica è stata probabilmente Jakub Matulka. Il giovane polacco ha disputato una seconda parte di rally praticamente perfetta. Già nella PS10 aveva ammesso di poter ancora migliorare alcuni passaggi.

Successivamente ha raccontato come le modifiche all’assetto avessero richiesto un piccolo periodo di adattamento, senza però compromettere il ritmo. Anche nella PS13 ha ribadito di non voler forzare oltre il necessario, convinto che il passo mostrato fosse già sufficiente. Matulka ha definito il risultato un’enorme iniezione di fiducia dopo due rally complicati, riconoscendo comunque la superiorità mostrata da Suninen nel corso dell’intero weekend.

Weekend particolare anche per Simone Tempestini. L’italo-romeno ha vissuto una gara lontana dalle posizioni di vertice ma estremamente utile sotto il profilo tecnico.

Per tutta la giornata ha continuato a sperimentare modifiche all’assetto della vettura, spiegando di voler capire quale direzione intraprendere per migliorare il feeling. Più volte ha ribadito quanto apprezzasse le prove polacche, scegliendo comunque di divertirsi e regalare spettacolo agli spettatori.

Al termine del rally ha ringraziato MRF per l’opportunità ricevuta, sottolineando come mantenere la concentrazione non fosse stato semplice dopo quanto accaduto durante il weekend.

Tra gli idoli di casa, Kajetan Kajetanowicz ha invece privilegiato una gara intelligente. Già dalla PS12 aveva raccontato di voler semplicemente godersi il rally e l’atmosfera straordinaria creata dai tifosi. Nell’ultima prova ha confermato di non essere interessato ai punti aggiuntivi della Power Stage, preferendo arrivare al traguardo senza correre rischi inutili.

La domenica polacca ha così consegnato un verdetto importante per il campionato europeo. Suninen ha dimostrato ancora una volta di essere uno dei riferimenti assoluti dell’ERC quando le condizioni diventano estremamente tecniche, ma alle sue spalle il livello della concorrenza continua a crescere. La prova di Matulka ha infiammato il pubblico locale, mentre Mabellini ha confermato di possedere ormai la velocità e la maturità necessarie per giocarsi stabilmente le posizioni di vertice. Se il Rally di Polonia doveva fornire indicazioni sul prosieguo della stagione, la risposta è chiara: la lotta per il titolo è tutt’altro che chiusa e il prossimo appuntamento promette un’altra sfida di altissimo livello.

Credit: Rally Poland

SUNINEN PRENDE LA LEADERSHIP DEL SABATO AL RALLY DI POLONIA

Scritto da: Nicola Salatino

Il Rally di Polonia cambia padrone, ma non perde il suo equilibrio. Dopo il lampo di Andrea Mabellini e Virginia Lenzi nella spettacolare prova inaugurale di Katowice, chiusa al comando con la Lancia Ypsilon Rally2 HF, la prima vera giornata di gara ha riportato Teemu Suninen davanti a tutti. Il finlandese, insieme ad Antti Haapala sulla Škoda Fabia RS Rally2, ha costruito la leadership attraverso sette prove speciali estremamente impegnative, interpretando alla perfezione un percorso che ha messo alla prova piloti e vetture.

Il dato più significativo al termine delle otto prove disputate è però un altro: la gara è tutt’altro che decisa. Suninen guida con 8”4 di vantaggio su Mabellini, mentre alle loro spalle Jakub Matulka e Miko Marczyk sono rispettivamente a 8”9 e 10”7. Quattro equipaggi racchiusi in poco più di dieci secondi rappresentano il miglior biglietto da visita possibile per una domenica che ha promesso spettacolo.

La giornata della Slesia ha richiesto soprattutto capacità di lettura. Le prove speciali, veloci e tecniche allo stesso tempo, hanno alternato lunghi tratti ad alta velocità a sezioni più sporche e insidiose, dove il livello di grip cambiava rapidamente. Un elemento che ha condizionato le scelte degli equipaggi fin dalle prime battute.

Dopo la PS2, molti protagonisti hanno sottolineato proprio questa difficoltà. Suninen ha spiegato quanto fosse complicato individuare i punti realmente scivolosi: “Il livello di grip cambia molto, non so sempre dove la strada sia sporca e dove invece offra più aderenza”. Una sensazione condivisa da Mabellini, che ha ammesso di aver adottato un approccio forse troppo prudente in alcuni tratti: “Forse in qualche punto sono stato un po’ troppo cauto. È difficile giudicare il livello di grip a volte”.

Il pilota italiano, tuttavia, ha trasformato la prudenza in una strategia efficace. Dopo aver conquistato il prologo cittadino di Katowice, non ha inseguito il tempo a tutti i costi, preferendo costruire una gara solida. Una scelta che gli ha permesso di rimanere pienamente in lotta.

La vettura italiana ha mostrato un comportamento molto più maturo rispetto alle prime apparizioni stagionali. Sulle veloci strade polacche la Ypsilon ha evidenziato un buon equilibrio nei cambi di direzione e una maggiore efficacia nei tratti dove precisione e trazione diventavano fondamentali. Il risultato finale del sabato rappresenta una conferma importante per il progetto Lancia, ormai stabilmente inserito nella lotta ai vertici dell’Europeo.

Alle spalle dei primi due, il pubblico polacco ha vissuto una giornata da protagonista grazie alle prestazioni di Jakub Matulka e Miko Marczyk. Entrambi hanno sfruttato la conoscenza delle strade di casa, mantenendo un ritmo altissimo senza commettere errori.

Marczyk, quarto assoluto, ha ammesso che il margine per migliorare esisteva ancora: “Penso che avremmo potuto essere tre o quattro secondi più veloci, ma è stata una prova pulita”. Un commento che fotografa perfettamente le PS di questa quarta tappa dell’ERC.

Anche William Creighton ha confermato la difficoltà nel trovare il limite ideale: “In alcuni punti forse avremmo potuto portare più velocità, ma è andata bene”. Erik Cais ha invece scelto una condotta più prudente: “A volte sono stato piuttosto cauto, ma per noi non è andata male”.

Tra i protagonisti più esperti, Kajetan Kajetanowicz ha evidenziato anche il confronto tra percorso e caratteristiche della propria Toyota GR Yaris Rally2: “È stata una bella prova, ma penso non fosse ideale per il motore Toyota”. Il polacco ha comunque mantenuto una posizione di rilievo, chiudendo il sabato al quinto posto.

La giornata non è stata però priva di colpi di scena. Dominik Stříteský, dopo aver mostrato un buon ritmo iniziale, è stato costretto al ritiro dopo un incidente nella PS3. Craig Rahill ha invece vissuto una gara molto complicata dopo un cappottamento, riuscendo comunque a proseguire nonostante un roll-bar danneggiato.

Nel pomeriggio diversi episodi hanno confermato quanto il margine d’errore fosse ridotto. Philip Allen ha perso tempo dopo un episodio in un incrocio con il motore spento e successivamente è stato protagonista di un’uscita di strada nella PS7. William Creighton ha dovuto affrontare una situazione simile in un incrocio, riuscendo però a continuare la gara. Thierry Charpentier ha invece pagato il contatto con un anti taglio che ha provocato la foratura dell’anteriore destra.

Anche le ultime prove della giornata hanno mantenuto alta la tensione, con problemi tecnici e piccoli errori che hanno continuato a modificare la classifica nelle retrovie.

Sul piano tecnico, interessante anche il confronto tra pneumatici. Suninen e Mabellini hanno costruito le loro prestazioni gommate Pirelli, così come Kajetanowicz, mentre Matulka e Marczyk hanno confermato la competitività delle Michelin. Un confronto che potrebbe diventare ancora più importante nella giornata conclusiva, soprattutto in caso di variazioni delle condizioni dell’asfalto.

La fotografia finale del sabato racconta quindi una gara ancora completamente aperta. Suninen ha il vantaggio della posizione, ma non può permettersi calcoli. Mabellini ha dimostrato di avere velocità e maturità per giocarsi il successo fino all’ultimo chilometro. Matulka e Marczyk, sostenuti dal pubblico di casa, sono abbastanza vicini da poter approfittare di qualsiasi esitazione.

Main Partner: Silesian Voivodeship, Superauto.pl Silesian Stadium

Event Co-host: Katowice City

Strategic Partner: Metropolis GZM

Strategic Sponsor: ORLEN OIL

Event Partner: Ministry of Sport and Tourism

Credit: Andrzej Cieplik

MABELLINI-LENZI FIRMANO LA PS1 AL RALLY DI POLONIA

Scritto da: Nicola Salatino

Il Rally di Polonia ha acceso i motori con il suo consueto mix di velocità, spettacolo e imprevedibilità. L’82° edizione del Rajd Polski è il quarto appuntamento del FIA European Rally Championship, durante il quale si sono iniziati a delineare i primi equilibri con lo shakedown e la prova spettacolo disputata nella serata di venerdì 24 luglio a Katowice. L’edizione di quest’anno si sposta nel Voivodato della Slesia.

A prendersi la scena nello shakedown è stato il ceco Dominik Stříteský, autore del miglior riferimento cronometrico con la sua Škoda Fabia RS Rally2. Il tempo di 3’03″188 gli ha permesso di precedere il beniamino di casa Mikołaj Marczyk, secondo a poco più di mezzo secondo, e Teemu Suninen, terzo con un distacco di 1″123.

Una classifica estremamente compatta, con ben cinque vetture racchiuse in meno di un secondo e mezzo: alle spalle dei primi tre hanno infatti chiuso William Creighton con la Citroën C3 Rally2 e Andrea Mabellini, quinto assoluto con la nuova Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale.

Proprio la vettura del marchio torinese ha mostrato fin dalle prime battute un ottimo potenziale, confermando i progressi compiuti rispetto al Rally di Roma Capitale. Mabellini, tuttavia, ha mantenuto un atteggiamento prudente.

La prima vera sfida è arrivata con la prova spettacolo serale. Una speciale pensata soprattutto per il pubblico, ma che ha comunque regalato indicazioni interessanti.

A firmare il primo risultato del Rally Polonia è stato proprio Andrea Mabellini. La Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale ha completato la prova in 1’54″40, precedendo di appena un decimo il padrone di casa Marczyk.

Un margine minimo, ma dal grande valore simbolico: la vettura italiana ha conquistato così il primo successo parziale in un appuntamento prestigioso, dimostrando competitività contro un gruppo di avversari estremamente qualificato. “Per il momento spero soltanto di godermi questa prova – ha spiegato Mabellini – domani mattina inizierà la vera sfida”.

Alle spalle dei due protagonisti si è inserito Jakub Matulka, terzo a 1″6, mentre Stříteský ha chiuso quarto davanti a Marco Bulacia. Più cauto Suninen, sesto a 2″7, seguito da Łukasz Byśkiniewicz e William Creighton.

Il finlandese, però, ha espresso soddisfazione per il comportamento della vettura e delle condizioni del tracciato: “Il livello di aderenza era davvero buono. Credo di non aver mai disputato una prova così tardi”.

Tra i protagonisti più attesi c’era anche Kajetan Kajetanowicz, al debutto competitivo sulla Toyota GR Yaris Rally2 in questo appuntamento. Il campione polacco ha chiuso undicesimo, ma senza forzare: “Nel complesso è andata bene. Questa era una prova corta. Il rally inizierà domani”.

Un concetto ribadito anche da Simone Tempestini, quattordicesimo con la Škoda Fabia RS Rally2: “È un rally che ci piace molto, quindi speriamo di ottenere un buon risultato”.

La serata ha regalato anche qualche episodio sfortunato. Casey Coleman ha perso una ruota durante la prova, mentre Kenneth Nordstrand ha accusato un problema all’albero di trasmissione. Episodi che testimoniano quanto anche una speciale apparentemente facile possa nascondere insidie.

Ora, però, il Rally di Polonia entra nella sua fase decisiva. Le vere prove della Slesia attendono i protagonisti: lunghi tratti ad alta velocità, salti, cambi di ritmo e un fondo che può cambiare rapidamente le condizioni di gara.

Il primo verdetto ha premiato Mabellini e la Lancia, ma la differenza vera arriverà sui chilometri delle speciali lunghe. In Polonia, come insegna la storia, la velocità è indispensabile. Ma senza precisione e coraggio controllato, può trasformarsi nel più grande degli avversari.

  • Main Partner: Silesian Voivodeship, Superauto.pl, Silesian Stadium
  • Event Co-host: Katowice City
  • Strategic Partner: Metropolis GZM
  • Strategic Sponsor: ORLEN OIL
  • Event Partner: Ministry of Sport and Tourism
  • Rally News Plus è Official Media Partner dell’82° Rally di Polonia

Credit: World – Red Bull Content Pool (Web)

LANCIA CORSE HF CRESCE CON I SUOI GIOVANI TALENTI

Scritto da: Comunicato Stampa

Il Rally di Roma Capitale consegna a Lancia Corse HF molto più di una serie di risultati sportivi. Il terzo appuntamento del FIA European Rally Championship conferma infatti la costante crescita del progetto sportivo della casa torinese, con i giovani piloti protagonisti nelle categorie dedicate ai talenti emergenti e le Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale sempre più competitive anche nella classe regina del campionato europeo.

Il risultato simbolo del fine settimana arriva dallo Junior ERC e dall’ERC4, dove Davide Pesavento e Alessio Angeli conquistano una brillante vittoria al termine di una gara intelligente, veloce e priva di errori. Sulle difficili e selettive prove speciali laziali, l’equipaggio ufficiale Lancia Corse HF dimostra grande maturità nella gestione della gara, conquistando il successo che proietta Pesavento al secondo posto della classifica Junior ERC, confermandolo tra i giovani più interessanti del panorama europeo.

Altrettanto importante la prestazione di Tommaso Sandrin e Andrea Dal Maso. Il quarto posto finale nell’ERC4 permette all’equipaggio italiano di conservare la leadership del campionato, premiando la continuità di rendimento dimostrata fin dall’inizio della stagione.

I risultati ottenuti dai due equipaggi rappresentano la conferma più concreta dell’efficacia del progetto di crescita costruito da Lancia Corse HF: un percorso che punta a individuare, formare e accompagnare i migliori giovani piloti italiani verso il professionismo attraverso una filiera tecnica e sportiva sempre più strutturata.

Nella classifica assoluta è Yoann Bonato il migliore interprete della Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale con il quinto posto finale, mentre Andrea Mabellini e Virginia Lenzi e Yohan Rossel concludono entrambi nella top10 assoluta. Per Mabellini l’ottavo posto vale punti preziosi che consentono all’equipaggio ufficiale Lancia Corse HF di salire al terzo posto nella classifica generale del FIA European Rally Championship, rimanendo pienamente in corsa per le posizioni di vertice.

Il Rally di Roma Capitale lascia invece un pizzico di rammarico ad Andrea Crugnola. Il campione italiano aveva dimostrato ancora una volta tutto il potenziale della Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale portandosi al comando della gara e conquistando due successi di prova speciale, oltre al terzo tempo nella Power Stage. Un errore nella PS7 ha però posto fine anzitempo alla sua gara quando sembrava in piena lotta per la vittoria.

Il weekend romano rappresentava inoltre un’importante occasione di preparazione per gli equipaggi impegnati nel WRC2 in vista dell’ingresso del Rally di Roma Capitale nel calendario del FIA World Rally Championship a partire dal 2027. Yohan Rossel ha completato una gara solida, raccogliendo dati preziosi sulle prove speciali capitoline, mentre Nikolay Gryazin ha visto interrompersi prematuramente il proprio rally a causa di un problema al cambio dopo aver mostrato un ritmo competitivo.

Il Rally di Roma Capitale ha confermato anche la straordinaria vitalità del Trofeo Lancia, che ha regalato due gare combattute e spettacolari, caratterizzate da un livello di competitività elevatissimo e da distacchi minimi lungo tutte le prove speciali. Nella prima gara, disputata tra le prove del venerdì e del sabato, è stato Moreno Cambiaghi a conquistare il successo davanti a Mattia Vita e al leader della classifica Junior Nicolò Ardizzone. La seconda sfida, andata in scena nella giornata conclusiva, ha visto invece imporsi Simone Di Giovanni davanti a Edoardo De Antoni e ancora a Cambiaghi, completando un podio interamente composto da piloti della categoria Master.

Tra i giovani, Ardizzone si è confermato assoluto protagonista, firmando una doppietta nella classifica Junior che gli consente di consolidare la leadership del campionato. Dominio anche per Christian Casadei nella categoria Expert, mentre Di Giovanni, grazie alla vittoria di gara 2 e alla costanza di rendimento nell’intero weekend romano, torna al comando sia della classifica assoluta sia di quella Master. Risultati che confermano ancora una volta il valore del Trofeo Lancia come cuore del programma di crescita sportiva del marchio: una serie capace di offrire confronti tecnici di altissimo livello, valorizzare giovani talenti e piloti esperti e rappresentare un concreto trampolino verso le categorie superiori del rallismo nazionale e internazionale.

Come da tradizione, il Rally di Roma Capitale si è confermato uno degli appuntamenti più impegnativi dell’intero FIA ERC. Le alte temperature, un asfalto caratterizzato da continui cambi di aderenza e le numerose sezioni rese particolarmente sporche dai tagli hanno messo a dura prova piloti e vetture, premiando gli equipaggi capaci di coniugare velocità, precisione e capacità di gestione.

Con la vittoria nello Junior ERC e nell’ERC4, la leadership di Sandrin nel campionato ERC4 e la crescita costante dei propri equipaggi nella classe Rally2, Lancia Corse HF lascia il Rally di Roma Capitale con la conferma che il progetto avviato per il ritorno del marchio nei rally sta producendo risultati concreti. Non soltanto attraverso la competitività della gamma Ypsilon Rally, ma soprattutto grazie alla capacità di costruire una nuova generazione di piloti pronti a diventare protagonisti del rallismo internazionale.

Credit: media.stellantis.com (Web)

OPEL & RALLY, LA POSSIBILE STRATEGIA DI STELLANTIS

Scritto da: Camillo Andrulli

Tra i vari brand che il gruppo Stellantis sta cercando di riportare in alto c’è anche Opel, e come ultimamente visto con Alfa Romeo, Peugeot, Maserati e Lancia, uno dei modi per farlo è puntare sullo sviluppo tecnologico che dalle competizioni può tramandarsi alla controparte stradale.

È notizia di qualche settimana fa infatti, che anche per il rilancio di Opel si punterà sul motorsport tra Formula E e rally. Mettendo da parte il discorso sulla strategia di Stellantis e la sua gestione dei team nel campionato mondiale di monoposto 100% elettrico, all’interno del quale il gruppo recentemente ha fatto esordire e poi ritirare o sostituire diversi brand (tra cui DS, Maserati, Citroen e ora Opel), il gruppo francese ha deciso di puntare sui rally anche per la casa del fulmine con un campionato monomarca dedicato.

Per chi non disdegna il gruppo nato dalla fusione tra FCA e PSA, e ama i rally, questa potrebbe sembrare un’ottima notizia… Ma ahimé il monomarca in questione è elettrico e la vettura scelta non è la Opel Corsa (già impiegata nei rally), ma il SUV Opel Mokka GSE in versione rally.

Prima che abbandoniate il sito dopo aver letto una cosa del genere, voglio provare a cercare una “giustificazione” al perché abbiano lasciato una piattaforma più agile con una poco incline alla competizione, per giunta elettrica.

L’ADAC Opel GSE Rally Cup (questo il nome completo del monomarca) è centrale nella strategia della casa, sia per consolidare la propria presenza nel rally moderno, sia per sviluppare le vetture di domani. E il rally fa parte del DNA della casa tedesca, con successi in campo internazionale e nazionale, come la vittoria del 1981 con Tony Fassina e Rudy Dal Pozzo a bordo della Opel Ascona 400 nel Campionato Italiano Rally (CIR); prima affermazione di un costruttore straniero nella serie tricolore, tra le altre cose.

I tempi cambiano e oggi è importante restare al passo per sviluppare nuove tecnologie da adottare poi sulle vetture di serie, anche con l’elettrico. Ma se non si trattasse solo di questo? Se fosse un modo per portare avanti lo sviluppo nei rally ora che Citroën ha raggiunto il fine vita con la sua C3 e Peugeot ha perso troppi soldi con il progetto fin qui fallimentare della 9X8 nel WEC?

Sappiamo che Lancia sta compiendo passi da gigante con la sua Ypsilon Rally2 HF Integrale, sebbene il percorso da fare per comprendere la vettura e aggiornarla sia appena iniziato, ma non dobbiamo dimenticarci che, stando a quello che in Lancia hanno sempre dichiarato, la Rally2 non era prevista inizialmente. Dove voglio arrivare?

Secondo quanto detto da Roberta Zerbi, CEO di Lancia, qualche mese fa in un’intervista concessa ad Autosprint, dati i successi e i riscontri positivi che la Rally2 sta ricevendo si sta lavorando sul progetto per preparare la WRC27. Ora, non è chiaro se si riferisse ad un adattamento dell’attuale Rally2 per il 2027 (vista anche la convergenza tra le Rally2 e le Rally1 che i nuovi regolamenti consentiranno), oppure se si stia realmente pensando ad un qualcosa di più.

Però, volendo lavorare di fantasia e facendo un ragionamento forzato, difficilmente vedremo qualcosa nel 2027, ma è più probabile che se dovessero farlo punterebbero al 2028 o 2029 (dopo aver anche studiato gli avversari). E se così fosse, nel 2028/2029 dovrebbe vedere la luce anche la nuova Lancia Delta, che come sempre dichiarato potrebbe essere anche una crossover o un SUV.

Qui forse si inizia ad intravedere la luce in fondo al tunnel di questo intricato ragionamento. Per cui, collegando i puntini, l’Opel Mokka GSE Rally potrebbe servire da base per lo sviluppo di una futura vettura da rally di Lancia in vista dei nuovi regolamenti, e per l’occasione potrebbero tirar fuori il nome Delta.

Ma è anche vero che i regolamenti WRC27 non impongono di partire da un’auto di serie, per cui questo ragionamento potrebbe essere facilmente smontato. Oltretutto, non avrebbe senso perché significherebbe sviluppare una vettura termica su una base elettrica, piattaforme che tra loro hanno due dinamiche di guida differenti, cosa che porterebbe a falsare i dati raccolti. In più, è stata eliminata ogni possibilità di introdurre la tecnologia ibrida o elettrica, in modo tale da abbattere i costi di sviluppo.

Calcolando anche che la FIA ha rinunciato ad ogni campionato completamente elettrico nei rally, questo farebbe sì che quello di Opel resti un investimento fine a sé stesso, senza altri risvolti futuri se non quello di un campionato per giovani talenti, che a questo punto guiderebbero una vettura che per quanto messa appunto per i rally, risulterebbe goffa e non sarebbe propedeutica per formare i piloti da rally del domani.

Per cui resta la domanda: perché Opel ha deciso di puntare su un monomarca rally con un’auto come la Mokka? È solo un pretesto commerciale per avere una versione “sportiva” elettrica oppure c’è di più?

Se siete arrivati fin qui, vi ringrazio di avermi seguito in questa mia teoria, e colgo l’occasione per chiedervi cosa ne pensate, dicendo la vostra nei commenti sotto il post su Instagram.

Credit: media.stellantis.com (web)

DAPRÀ & GUGLIELMETTI SONO I NUOVI RE DI ROMA

Scritto da: Comunicato Stampa

Sontuoso Roberto Daprà, che in coppia con Luca Guglielmetti, e portacolori della scuderia Pintarally Motorsport sulla Skoda Fabia RS Rally2 della Delta Rally, vincono in grande stile il quattordicesimo Rally Roma Capitale, quarta tappa del Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco (CIAR) e gara valevole anche per il FIA European Rally Championship (ERC).

Una gara veramente tiratissima già dopo il primo metro, fatta di botta e risposta, prove completamente inedite e un elenco partenti di straordinario livello. Roberto parte subito alla grande vincendo la Qualifying Stage, risultato che dà tanta grinta e morale per le giornate successive.

Nella giornata di sabato, le prove speciali in programma sono sei, prove molto lunghe e con un fondo molto insidioso, tra tagli molto sporchi, pietre e un asfalto molto sconnesso. Roberto e Luca vincono tre di queste sei prove speciali e si portano in testa a fine giornata.

Il prezioso vantaggio accumulato sabato, li portano ad affrontare una domenica di prove in modo conservativo, cercando di non commettere errori banali ma sempre con un occhio di riguardo agli inseguitori. Importantissima vittoria quindi, che adesso li vede salire in testa alla classifica piloti del Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco.

Le sue parole: “Una vittoria importantissima per noi, è pazzesco. La felicità è immensa, abbiamo lavorato molto bene nella preparazione di questa gara perché sapevamo che era fondamentale fare un ottimo risultato qua. Questa giornata è stata veramente durissima, tanto stressante, ero preoccupato perché era molto rischioso bucare o fare un minimo errore su queste prove, perché sono molto insidiose. Per noi e per tutti questa è una bellissima rivincita dopo tutta la sfortuna che abbiamo avuto in Grecia, sono contentissimo di aver portato questa vittoria anche a tutte le persone che mi seguono e mi supportano ogni giorno. Ringrazio di cuore tutte le persone che mi permettono di essere qua, tutta la mia famiglia, gli sponsor, i tifosi, ACI Team Italia, Pintarally Motorsport e Delta Rally che mi ha fornito una vettura veramente straordinaria in tutte le situazioni, grazie mille ancora a tutti”.

PROSSIMI APPUNTAMENTI

Rally della Marca: Taylor Gill su Citroen C3 Rally2 & Fabio Sandel su Skoda Fabia EVO Rally2.

Rally Lanterna: Mirko Pontalti su Renault Clio Rally3 & Lorenzo Grani su Peugeot 208 Rally4.

Credit: Pintarally Motorsport (IG)

OTT TÄNAK CON TOYOTA AL RALLY DI ROMA CAPITALE 2026

Scritto da: Nicola Salatino

Mancano ancora diversi mesi al debutto del Rally di Roma Capitale nel campionato mondiale di rally, eppure il conto alla rovescia sembra già iniziato. Ci sono segnali che vanno oltre gli annunci ufficiali e raccontano come il passaggio al WRC non sia più soltanto un progetto sulla carta, ma qualcosa di concreto.

La conferma della presenza di Toyota Gazoo Racing WRT all’edizione 2026 della gara laziale ne è la prova più evidente. Vedere Ott Tänak e Martin Järveoja percorrere le prove speciali al volante della GR Yaris Rally2 nel ruolo di vettura zero non sarà soltanto uno spettacolo per gli appassionati. Sarà il primo vero assaggio di quello che aspetta Roma nel 2027.

A un occhio distratto potrebbe sembrare una semplice curiosità, ma in realtà racconta molto di più. Quando una squadra ufficiale decide di investire tempo, personale e risorse per studiare un percorso con così largo anticipo, significa che la preparazione è già entrata nel vivo.

Toyota, del resto, non ha fatto mistero delle proprie intenzioni. Nel comunicato pubblicato sui social, il team ha spiegato che la partecipazione dell’equipaggio estone servirà a raccogliere dati e informazioni sull’evento asfaltato in vista dell’ingresso del Rally di Roma Capitale nel calendario mondiale del 2027. Dietro il linguaggio istituzionale c’è un messaggio molto chiaro, cioè che il lavoro è già cominciato.

Nel rally moderno nulla viene improvvisato. Le squadre studiano il fondo stradale, analizzano ogni prova speciale, valutano i trasferimenti, osservano il comportamento degli pneumatici e prendono in considerazione perfino le condizioni climatiche. Ogni dettaglio raccolto oggi può trasformarsi in un vantaggio quando sarà il momento di correre davvero.

Anche la scelta di affidare questo compito a Ott Tänak dice molto. Il campione del WRC 2019 è uno dei rallisti più forti e completi del panorama internazionale. È capace di vincere su qualsiasi superficie e in ogni condizione. La sua grande sensibilità tecnica rappresenta una risorsa preziosa per qualsiasi costruttore.

Per questo motivo la sua presenza al Rally di Roma Capitale andrà ben oltre l’aspetto spettacolare. Ogni chilometro percorso, ogni curva affrontata e ogni osservazione riportata agli ingegneri contribuiranno ad ampliare il patrimonio di conoscenze di Toyota in vista dell’appuntamento iridato.

Per il pubblico italiano sarà un’occasione speciale per vedere da vicino un campione del mondo, ma dietro le immagini spettacolari ci sarà un lavoro meticoloso. Ed è proprio questo il lato più interessante della vicenda. I protagonisti del WRC stanno già iniziando a guardare alle strade del Lazio come a una futura tappa del mondiale.

Il cambio di scenario, d’altronde, rappresenta uno dei momenti più importanti nella storia recente del rallismo italiano. Per oltre vent’anni il volto dell’Italia nel WRC è stato il Rally Italia Sardegna, una gara che ha regalato prove speciali iconiche e immagini spettacolari, mantenendo il nostro Paese stabilmente nel calendario iridato.

Dal 2027 il testimone passerà invece al Rally di Roma Capitale. Sarà un cambiamento radicale. Si passerà dagli sterrati sardi all’asfalto dell’Italia centrale, con caratteristiche tecniche completamente diverse e nuove sfide per piloti, ingegneri e squadre.

Ecco perché la fase di preparazione è così importante. I team dovranno costruire una nuova base di dati, comprendere le peculiarità delle prove speciali e adattare strategie sviluppate per anni su terreni completamente differenti. Toyota è stata semplicemente la prima a muoversi in modo evidente.

È facile immaginare che nei prossimi mesi anche gli altri costruttori inizieranno a seguire la stessa strada, aumentando la propria presenza sul territorio e studiando con attenzione ogni dettaglio utile per arrivare pronti al debutto mondiale.

Nel frattempo il Rally di Roma Capitale continua a crescere. Negli ultimi anni ha saputo ritagliarsi un ruolo di primo piano nel panorama europeo, attirando piloti di alto livello e costruendo un’identità ben definita, capace di unire competizione, patrimonio storico e paesaggi unici.

L’approdo nel mondiale rally rappresenta il punto più alto di un percorso lungo e ambizioso. La sensazione, però, è che il WRC non sia più un obiettivo lontano. Guardando la GR Yaris Rally2 di Ott Tänak affrontare le prove speciali del Rally di Roma Capitale viene spontaneo pensare che il futuro sia già iniziato. Il mondiale scatterà ufficialmente nel 2027, ma sulle strade di Roma, almeno per qualche chilometro, ha già cominciato a correre.

Credit: Toyota Gazoo Racing WRT (X)