IL RALLYCROSS “CAMBIA VOLTO” NELLA STAGIONE 2026
Scritto da: Camillo Andrulli
Continuano le difficoltà del campionato mondiale di rallycross, una disciplina che, sulla carta, piace a molti poiché unisce la spettacolarità dei rally, alle lotte serrate tipiche dei campionati su pista, ma che nella realtà fatica a trovare i soldi necessari per sopravvivere. Per chi non conoscesse la serie di seguito vi proponiamo quello che ad oggi è considerato uno dei migliori sorpassi della serie se non del mondo.
Il 2026 segnerà una svolta epocale per la serie. Dopo anni di sperimentazioni tecniche, difficoltà economiche e calendari ridotti, la FIA ha deciso di ripensare profondamente la categoria, cambiandone struttura, orizzonte geografico e filosofia sportiva. Il risultato è un ritorno alle origini che promette di rilanciare il rallycross puntando su tradizione, sostenibilità economica e spettacolo puro in pista.
NUOVO NOME MA STESSA IDENTITÀ
La novità più importante riguarderà lo status stesso del campionato. Dal prossimo anno non esisterà più, almeno nella sua forma classica, un FIA World Rallycross Championship. La massima categoria internazionale tornerà ad essere nota ufficialmente con il nome “FIA European Rallycross Championship” (o in forma abbreviata Euro RX), che assumerà di fatto il ruolo di serie principale. Il termine “mondiale” viene momentaneamente accantonato quindi, segnando un cambio di strategia netto da parte della federazione.
Alla base di questa decisione c’è la volontà di consolidare il rallycross nei territori dove ha storicamente funzionato meglio: l’Europa del Nord e Centrale. Il calendario 2026 dell’Euro RX prevede sei appuntamenti, tutti su tracciati iconici o fortemente radicati nella disciplina. Si partirà a maggio dal circuito di Biķernieki, a Riga, per poi toccare Nyirád in Ungheria, l’immancabile Höljes in Svezia durante il celebre “Magic Weekend”, il ritorno storico in Irlanda a Mondello Park, quindi Lohéac in Francia e il gran finale a Lousada, in Portogallo. Un calendario compatto, coerente e fortemente orientato allo spettacolo.
RITORNO ALLE ORIGINI
Un altro cambiamento chiave è quello tecnico. Dopo un biennio in cui FIA e organizzatori hanno voluto che la propulsione elettrica affiancasse quella termica nel campionato (sperando così di attrarre più contendenti), si è deciso di ritornare ai soli motori termici dal prossimo anno. L’Euro RX sarà dunque riservato esclusivamente a vetture con motore a combustione interna. Non si tratta di una bocciatura ideologica dell’elettrico, ma di una scelta pragmatica: i costi elevatissimi delle RX elettriche, uniti alla complessità gestionale e alla difficoltà di attrarre team privati, hanno reso il modello insostenibile nel medio periodo.
La FIA ha chiarito che l’obiettivo principale è abbassare i costi, semplificare i regolamenti e favorire griglie di partenza più numerose e competitive, e il ritorno al termico dovrebbe proprio aiutare in questo senso, riportando l’attenzione sulla guida, sui contatti ravvicinati e sulla natura “aggressiva” del rallycross. In altre parole, si cerca di recuperare l’anima originale della disciplina.
QUALE SARÀ IL FUTURO?
Dal punto di vista sportivo, però, il 2026 rappresenterà anche un anno di transizione. La FIA guarda già al 2028 come a una possibile nuova ripartenza globale, con regolamenti tecnici allineati a quelli che verranno introdotti nel WRC per la massima categoria rally. Fino ad allora, il rallycross lavorerà sulla ricostruzione delle basi: stabilità, identità chiara e sostenibilità.
Per mantenere comunque una dimensione internazionale, la federazione ha ipotizzato la creazione di una FIA Rallycross World Cup. Non si tratterebbe di un campionato completo, ma di un evento o di un format speciale con valenza mondiale, destinato a riunire i migliori piloti e team su base globale.
Al momento, però, questa World Cup è ancora “soggetta ad approvazione”, pertanto non esistono date, sedi né un regolamento definitivo, ma appare più una dichiarazione di intenti che una realtà concreta. Tuttavia, rappresenta il tentativo di non abbandonare del tutto la dimensione mondiale del rallycross.
Per i piloti, il nuovo corso offre certezze maggiori. Diversi nomi noti hanno già annunciato l’impegno per una stagione completa in Euro RX 2026, segnale che la direzione intrapresa convince almeno parte del paddock. La presenza di circuiti storici e di un calendario più prevedibile potrebbe inoltre facilitare il ritorno di costruttori e sponsor.
Per il WRX non è tanto un addio quanto un reset; meno ambizioni globali immediate e più concretezza; meno tecnologia esasperata e più competizione diretta. La scommessa della FIA è chiara: rilanciare il rallycross partendo da ciò che lo ha reso popolare. Se questa strategia funzionerà, il mondiale potrebbe tornare, ma solo dopo aver ritrovato solidità, credibilità e spettacolo.
Credit: FIA World Rallycross Championship (X)