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Tag: Campionati Esteri

KRIS ROSENBERGER USA LA YPSILON RALLY2 HF INTEGRALE

Scritto da: Filippo Paronelli

Poco tempo fa, il gentleman driver austriaco Kris Rosenberger comunicò sui social che avrebbe preso parte all’ET KÖNIG Rallye powered by Peter Hopf Erdbau 2026, a bordo della Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale, con un’inedita livrea retrò che richiama le tonalità nero e oro della Scuderia del Grifone.

Il progetto è subito nato da quando Rosenberger venne a sapere del ritorno di Lancia con una Rally2, e a me piace sapere che forse iniziò a fantasticare su questo progetto da quando le varie testate avvistarono quel famoso esemplare nelle zone francesi ai primi di settembre, ma andiamo avanti. Rosemberger si è dunque messo in contatto con Manfred Stohl, il suo fidato collaboratore in Stellantis, ed il resto è “storia”.

“Abbiamo passato molto tempo a pensare a quale design dare alla nostra nuova Integrale. I colori Martini sarebbero stati la scelta più ovvia, ma da giovane, ero completamente affascinato dai design automobilistici di Fabrizio Tabaton. L’italiano dipingeva sempre la sua Lancia 037, poi la Delta S4, ed infine la sua Delta Integrale in nero e oro: era fantastica. Penso che la nostra Ypsilon, sia venuta assolutamente splendida con questo design retrò”, ha rivelato Rosenberger.

Sicuramente una livrea d’impatto, che avrà attirato diversi sguardi da parte di coloro che hanno vissuto i rally, a cavallo degli anni ’80-’90 al bordo delle prove speciali. Nota a pié di pagina ma di meritevole menzione; Rosenberger ed il suo co-pilota Steyrling hanno incontrato Franz Wittmann Junior, il cui padre vinse ben due volte il campionato nazionale austriaco con la Lancia.

Il risultato della gara è stato quantomeno incoraggiante, malgrado un assetto non del tutto ottimale, nonostante le prove fossero state incoraggianti; ma l’ottavo posto penso possa essere considerato un buon punto di partenza con una vettura nuova. Anche perché ricordiamo che Rosenberger è vincitore del titolo del campionato rally austriaco del 1997, nonché vincitore delle edizioni Austria Historic 2014, 2017 e Baòearic Islands 2021.

Credit: Kris Rosenberger (IG)

LEFEBVRE & TSJOEN SI PORTANO A CASA L’YPRES RALLY

Scritto da: Filippo Paronelli

Tra lo scorso 24 e 27 giugno 2026 si è svolto nella regione delle Fiandre Occidentali l’Ardeca Rally Ypres, l’evento composto da 21 prove speciali; di cui 8 nella giornata di venerdì 26 e le restanti 13 durante sabato 27. La corsa giunta alla sua 62° edizione, valida per il campionato belga rally (division 1/division 2), composta da 257 km di prove cronometrate, si è riconfermata come uno degli eventi di spicco del panorama rally su asfalto in Europa.

Durante la giornata di apertura (24/06) sono state effettuate tutte le verifiche tecniche delle vetture e quelle amministrative per gli equipaggi. A partire da giovedì 25/06 si sono svolti lo shakedown e il qualifying stage; per decretare l’ordine di partenza della prima prova speciale. Il più veloce è stato Stéphane Lefebvre, con Hayden Paddon terzo e Jos Verstappen protagonista di un incidente a bordo della sua Skoda Fabia RS Rally2, costretto a cambiare vettura, non avendo registrato alcun tempo è partito dalla 33° posizione il giorno seguente.

PRIMA GIORNATA DI PROVE: DUELLO LEFEBVRE – PADDON

Con venerdì 26 sono iniziate le prove speciali, il programma consisteva nella ripetizione di 4 speciali per 2 volte (Reninge 1/2;  Vleteren 1/2 ; PS3 Westouter 1/2 ; Mesen-Wijtschate 1/2), per un totale di 8 speciali spalmate su tutta la giornata dalle 15:50 fino alle 21:35 di sera.

Lefebvre ha confermato il ritmo già mostrato il giorno precedente, vincendo 3 speciali (PS1-PS4-PS5), Paddon invece, sempre secondo nelle altre speciali, si è imposto 4 volte (PS2-PS3-PS7-PS8).

Al termine della prima giornata, Hayden Paddon a bordo della sua Hyundai i20 N Rally2 era in testa sul diretto avversario Stephane Lefebvre per +1.30 secondi. Degna di nota la PS6 (Vleteren 2), non disputata a causa di un incidente avvenuto al termine della PS5 con conseguente sospensione della prova.

SABATO: PADDON A MURO E SVOLTA IN CLASSIFICA

Per sabato 27 il programma prevedeva 13 speciali, di cui 5 ripetute 2 volte (PS9 Watou 1/2 ; PS10 Westouter 1/2 ; PS11 Dikkebus 1/2 ; PS12 Kemmelberg 1/2 ; PS13 Zillebeke 1/2) e tre prove ulteriori (PS19 Dikkebus 3, PS20 Kemmelberg 3, PS21 Zillebeke 3).

Nella notte tra venerdì e sabato la pioggia si abbatte sulle Fiandre, anticipando quella che potrebbe essere una svolta decisiva. La PS9 a Watou infatti si corre su asfalto bagnato, Paddon partito con gomme da asciutto, forse sottovalutando le condizioni meteo, finisce in un fossato alla prima staccata.

Il neozelandese perde più di un minuto, consegnando a Lefebvre la leadership, il francese ha poi incrementato e gestito il vantaggio fino al termine del rally. Paddon invece nel disperato tentativo di rimonta, rimane vittima di una foratura che mette fine a qualsiasi speranza e lo relegherà solo al sesto posto finale.

IL RALLY DI JOS VERSTAPPEN

Anche il sabato di Jos Verstappen è stato pieno di colpi di scena, dopo un venerdì segnato dalla rimonta, dal 33° all’8° posto assoluto. Il pilota olandese ha mantenuto il ritmo nella mattinata di sabato, volando sull’asfalto bagnato e risalendo fino al 4° posto assoluto. Il pomeriggio al contrario, Verstappen ha prima forato nella PS14 (Watou 2) e infine è stato costretto al ritiro dopo essere finito in un fossato durante la PS15.

CLASSIFICA FINALE

Questo il podio del Rally di Ypres 2026, con Lefebvre che si assicura la vittoria finale con oltre 18 secondi di vantaggio su Maxime Potty secondo e Vincent Verschueren che conclude terzo; Hayden Paddon chiude il Rally solamente in 6° posizione.

  1. Stéphane Lefebvre & Pieter Tsjoen – Toyota GR Yaris Rally2 (1:54:32.6)
  2. Maxime Potty & Renaud Herman – Škoda Fabia RS Rally2 (+18.4s)
  3. Vincent Verschueren & Mathieu Vynckier – Škoda Fabia RS Rally2 (+27.9s)

Credit: Martin Gillet (IG)

TAKLIMAKAN RALLY, UNA DELLE GARE PIÙ DURE AL MONDO

Scritto da: Filippo Paronelli

Il Taklimakan Rally non è una gara come le altre. È di quelle cose che, quando le leggi sulla carta, pensi “impossibile”. Poi invece succede davvero, ogni anno, nel mezzo dello Xinjiang, in Cina. E ogni anno è sempre più estrema.

Lo chiamano la “Dakar cinese”, ma in realtà ha una sua identità precisa. È più ruvido, più isolato, più “vuoto” attorno. Strade che non sono strade, dune che si muovono, piste che spariscono da un giorno all’altro. E tu lì in mezzo, con ore di niente intorno.

L’edizione 2026 è stata proprio così. Finita il 1° giugno dopo diciassette giorni che devono essere stati pesantissimi per chi c’era dentro. Non è solo “tanta strada”; sono 7.500 chilometri totali, di cui 3.400 di prove speciali vere, quelle dove non puoi distrarti nemmeno un secondo. E in mezzo bivacchi sparsi ovunque – Urumqi, Turpan, Korla, Qiemo, Luopu, Maigaiti, Aksu – come piccoli punti di vita in mezzo al nulla.

Quasi 300 persone al via, 152 mezzi. Moto, auto, camion. E già solo partire lì è una sfida, perché sai che non tutti arriveranno. Alla fine la gara l’hanno portata a casa Lu Binglong e Gao Zhenwei. Costanti, precisi, senza fare rumore ma senza sbagliare quasi nulla. Dietro di loro Fan Gaoxiang e Chen Qingkai, poi Lin Dewei e Wang Yang.

Nei camion la vittoria è andata a Karimov Bogdan insieme a Nikitin Dmitrii e Akhmetzianov Ilgiz, mentre tra le moto ha vinto Zhakeer Yakefu. Nomi che magari fuori dal mondo del rally dicono poco, ma lì dentro significano giorni interi di lotta contro il terreno.

E poi c’era il Kamaz Master Team. Solo il fatto che siano presenti cambia l’aria della gara. Parliamo di una squadra che nella Dakar ha vinto 19 volte tra i camion. Non vengono per partecipare, vengono per lasciare il segno. Questa edizione 2026 ha avuto anche un lato “nuovo”, quasi simbolico.

Per la prima volta è stato usato un carburante da competizione a 103 ottani prodotto interamente in Cina. Una di quelle cose che sembrano dettagli tecnici, ma in realtà raccontano un paese che sta spingendo forte anche in questo settore. E infatti GWM ha dominato la classe T2, quella Production, portando a casa tutti i titoli disponibili. Un dominio netto.

Se però si torna indietro al 2025, si capisce ancora meglio come sta cambiando tutto. Quella gara si era chiusa dopo tredici giorni e più di 5.000 chilometri, tra deserto, Gobi e fiumi attraversati in piena corsa. Lì c’erano 233 piloti da 12 paesi diversi. Un mix enorme di storie, lingue, livelli.

Tra le moto aveva vinto Martin Michek, tra le auto Liu Yangui insieme a Chen Feng, chiudendo una gara tirata fino all’ultimo in 27 ore e più di battaglia vera. Ma la cosa che aveva fatto davvero “storia” era stata un’altra: l’arrivo della categoria NEV, i veicoli a nuova energia. Dieci auto elettriche o ibride in mezzo al deserto vero, non in una fiera. E a vincere era stato Yao Weiqiang.

Ecco, il Taklimakan è questo. Non solo numeri, non solo classifiche. È una cosa che ti immagini lontanissima, quasi irreale, e invece esiste davvero. Gente che attraversa il deserto per giorni interi, bivacchi che si accendono come piccole isole di luce nel buio, motori che resistono dove non dovrebbe resistere niente. Ed è per questo che, anno dopo anno, continua a essere una delle gare più dure e più vive del motorsport mondiale.

Credit: GWM Global (IG)

SARAH RUMEAU, DALLA FRANCIA UN GRANDE TALENTO

Scritto da: Tiziano Topini

Oggi concedetemi una sorta di piccola deviazione dalle solite prove speciali, ma che al tempo stesso procede in modo parallelo. Vorrei parlare di una quota rosa che in Francia si sta facendo notare nel panorama rallistico, ovvero Sarah Rumeau.

Nella sua carriera ha già raccolto diversi successi importanti, affermandosi nel 2021, 2022 e 2024 come campionessa francese di rally femminile e vincitrice, nel 2023, del Ladies/ADAC Opel e-Rally Cup in Germania. Nel 2024 è entrata, assieme alla sua navigatrice Julie Amblard, sotto l’egida del programma Iron Dames (chi segue il mondo delle corse sa di quale progetto parlo), che ha supportato il loro percorso fino al 2025.

Il 2026 è un anno differente; la Škoda Fabia RS Rally2 è del team 2C Compétition, con title partner Igol Lubrificants, ma conserva ancora il colore rosa, poiché la Rumeau rimane ambasciatrice del progetto Iron Dames di Deborah Mayer. Ed i risultati? Beh, quelli non hanno sicuramente tardato ad arrivare, poiché nel campionato francese rally su terra 2026 è attualmente in testa alla classifica.

Ha infatti conquistato il 3° posto al 26° Rallye Castine – Terre d’Occitanie, il 1° posto al 29° Rallye Terre des Causses e un altro 1° al 4° Rallye Terre d’Aléria, dimostrando così di avere quella fame di vittorie che solo un certo tipo di piloti può avere e meritando il gradino più alto del podio.

Credit: Sarah Rumeau (IG)

SÉBASTIEN LOEB TORNA NEI RALLY CON UNA WRC PLUS

Scritto da: Francesco Angelini

Il leggendario Sébastien Loeb tornerà a correre in una competizione rallistica. Il nove volte campione del World Rally Championship (WRC) sarà infatti al via del 41° Rallye Vosges – Grand-Est al volante di una Fiesta WRC Plus. La quarta tappa del campionato francese su asfalto si disputerà dal 13 al 14 giugno nei pressi di Gérardmer. Al suo fianco ci sarà Laurène Godey. Queste le dichiarazioni rilasciate sui suoi profili social.

“Di ritorno nei Vosgi. Non vedo l’ora di ritornare nel campionato francese su queste terre care a Laurène (la sua compagna, ndr) – e non così lontane dalle mie – sempre sinonimo di splendidi ricordi. Un grande grazie per l’opportunità di guidare questa vettura, che sono certo vi farà divertire lungo il bordo delle prove speciali (e anche a noi all’interno)”. La livrea della vettura è stata realizzata da J-Sign Motorsport Design.

Il 52enne francese difficilmente tornerà a disputare una gara del World Rally Championship (WRC), considerato il suo impegno nel World Rally-Raid Championship (W2RC) con il Team Dacia, squadra che si ritirerà al termine della stagione. Attualmente Loeb è ancora in corsa per la conquista del titolo. Nonostante ciò, il fuoriclasse alsaziano non ha mai abbandonato il mondo dei rally.

Negli ultimi anni ha preso parte a numerosi eventi internazionali, nazionali e locali, guidando vetture come l’Alpine A110 Rallye GT+, la Peugeot 306 Maxi e diverse Rally2. Da non dimenticare la sua ultima e memorabile vittoria nel mondiale rally, ottenuta al 90° Rallye Automobile Monte-Carlo al volante della Ford Puma Rally1 Hybrid del team M-Sport Ford WRT, navigato da Isabelle Galmiche.

La presenza di Loeb al Rallye Vosges – Grand-Est 2026 rappresenta dunque un’occasione speciale per gli appassionati francesi e non solo. Pur lontano dai programmi a tempo pieno nel WRC, il campione transalpino continua a dimostrare tutto il suo entusiasmo per la disciplina che lo ha reso una leggenda, regalando al pubblico la possibilità di ammirarlo ancora una volta in azione sulle prove speciali.

Credit: Sébastien Loeb (IG)

SUBARU JAPAN SVELA LA NUOVA ARMA PER I RALLY

Scritto da: Camillo Andrulli

Qualche mese fa, in un recap del lunedì sulla nostra pagina Instagram, vi avevamo accennato di una conferenza stampa privata di Subaru in cui era stata svelata in anteprima un’immagine di una macchina da rally del marchio giapponese.

In questi giorni sono emerse le immagini ufficiali e le informazioni sull’auto che farà il suo debutto proprio questo weekend all’Asuka Rally, per il terzo round dell’All Japan Rally Championship (il campionato rally giapponese).

Si tratta di una Subaru Boxer Rally Spec.Z, basata sul modello BRZ e affidata al team ARAI nelle sapienti mani di Takehiro Arai. La vettura sarà dotata di trazione integrale e di un motore boxer turbo (come tradizione Subaru vuole), da 2.4 L in grado di sviluppare una potenza di circa 280 CV e 500 Nm di coppia.

Il motore FA24 BOXER installato sulla nuova vettura è leggermente diverso dal motore FA24 BOXER utilizzato sulla Subaru WRX S4 con cui ha partecipato fino alla seconda tappa del campionato rally giapponese. “Ci sono diverse differenze nel motore, ma fondamentalmente credo che l’FA24 per la BRZ sia superiore in termini di affidabilità. A causa dei regolamenti per i veicoli da rally, non possiamo apportare modifiche sostanziali, quindi il motore in sé non è cambiato molto, ma non abbiamo nemmeno spinto troppo al limite la messa a punto”, ha affermato Daisuke Yamada, responsabile del reparto di pianificazione dei veicoli sportivi dell’azienda.

“Ne abbiamo discusso internamente all’azienda e c’erano alcune voci scettiche sull’utilizzo della BRZ come base, ma siamo giunti alla conclusione che, se volevamo vincere il rally, la BRZ era l’unica opzione, quindi abbiamo iniziato a prendere accordi in azienda e abbiamo ottenuto il via libera per il budget a novembre”, ha poi proseguito Yamada.

Ma la difficoltà maggiore è stata convertire un’auto nata a trazione posteriore in un’auto a trazione integrale. Proprio a tal proposito il responsabile ha spiegato come in azienda abbiano dovuto fare determinate scelte per rendere il bilanciamento più efficiente.

“Pensando a come realizzare la trazione integrale, l’idea più semplice e comune era quella di spostare semplicemente il gruppo propulsore della WRX S4 in avanti e montarlo sulla vettura. Alla fine, quando abbiamo deciso di concentrarci sulla vittoria, abbiamo ritenuto essenziale spostare il motore nella parte posteriore. Quindi, abbiamo deciso di mettere il differenziale sotto il motore, ma le varie modifiche relative a questa configurazione sono state molto complesse. Questa è stata la parte più difficile, e penso che richiederà del tempo per la messa a punto”.

La divisione sportiva di Subaru punta all’omologazione della vettura nella categoria Rally2 e, vista la convergenza di questa categoria con il futuro del WRC grazie ai nuovi regolamenti del prossimo anno, chissà che magari non ci sia un ritorno del celebre marchio giapponese nel mondiale rally dopo questo nuovo progetto e dopo l’impiego delle WRX nel campionato americano ARA.

Credit: Subaru Japan (IG) | Rally Plus (X)

Informazione: galleria fotografica presente su @rally_news_plus (Instagram)

NEL 2026 DEBUTTA IL PORSCHE RALLY TROPHY BENELUX

Scritto da: Luca Gentile

La nuova 911 (992.1) Rally GT non è solo una macchina da corsa, è il simbolo del ritorno di Porsche nei rally, e stavolta si fa sul serio. Per la prima volta nella sua storia, la casa tedesca lancerà un trofeo monomarca dedicato proprio a questa vettura. Un progetto nato quasi in punta di piedi in Belgio, ma che ora è pronto a diventare qualcosa di grande.

Il debutto è previsto per il 2026 con il “Porsche Rally Trophy”, e non a caso si partirà dal Benelux. È lì che tutto è iniziato, grazie all’iniziativa del RACB nel 2024 e al lavoro di Lionel Hansen, che ha preso una 911 GT3 Cup e l’ha trasformata in una vera auto da rally. Non un semplice adattamento, ma un progetto pensato per funzionare davvero sulle prove speciali.

La protagonista è ovviamente la 911 Rally GT, derivata dalla GT3 Cup (992.1). Dopo l’omologazione nel 2025, ha iniziato subito a farsi notare. Più di venti esemplari sono già stati venduti e portati in gara, con risultati concreti fin da subito. Non solo buone prestazioni, ma anche vittorie e piazzamenti importanti.

E poi c’è tutto il resto. Il sound, la presenza, il modo in cui sta in strada. È una macchina che si fa guardare e ascoltare, e che ha riacceso l’interesse attorno a Porsche nei rally. Un ambiente dove il marchio, negli ultimi anni, si era visto solo ogni tanto, senza una presenza davvero strutturata.

Questo trofeo cambia le cose. Non è solo una competizione in più, ma una base solida su cui costruire qualcosa di duraturo. Un campionato pensato su misura per questa macchina, con l’idea di valorizzarla al massimo. Si parte dal Benelux, sì, ma è abbastanza chiaro che il progetto potrebbe crescere molto oltre.

Il tempismo, tra l’altro, è perfetto. Il mondo dei rally sta cambiando, soprattutto in vista del 2027, tra nuove regole e maggiore apertura verso le GT. Porsche arriva proprio nel momento giusto, con una macchina già pronta e un’idea chiara.

E onestamente? C’era bisogno di qualcosa del genere. Più varietà, più spettacolo, più carattere. E questa 911 Rally GT sembra avere tutto quello che serve per lasciare il segno.

Credit: Tony Cosson (IG)

LANCIA CORSE ESPAÑA PUNTA SU DIEGO RUILOBA

Scritto da: Comunicato Stampa

In Spagna, Lancia Corse prende parte allo Supercampeonato de España de Rallyes (S-CER) con un programma sportivo gestito dal team ufficiale, Lancia Corse España, che porterà in gara la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale di ultima generazione, il veicolo con cui Lancia Corse è tornata nel World Rally Championship (WRC). Il team Lancia Corse España punta sul talento di Diego Ruiloba e Ángel Vela, vicecampioni dello S-CER 2024 e debuttanti nel WRC 2025.

A 30 anni dall’ultimo titolo conquistato in Spagna, Lancia torna al vertice del motorsport nazionale con una propria struttura sportiva, supportata tecnicamente da Sports&You, distributore ufficiale di Stellantis Motorsport per Spagna e Portogallo.

Il debutto del nuovo team Lancia Corse España avverrà la prossima settimana, nella gara inaugurale dello S-CER 2026, il Rally La Nucía (Alicante).

Distrigo, Pirelli, Total Energies, Quartz e Volan FAPA sono gli sponsor che sostengono il programma Lancia Corse España.

La storia di Lancia nel rally Spagnolo ha inizio con Jorge de Bagration, campione spagnolo rally su asfalto nel 1979 e 1981 con una Lancia Stratos HF. Successivamente, piloti come Salvador Servià, Juan Carlos Oñoro, Gustavo Trelles o Jesús Puras contribuirono anch’essi a costruire l’eredità del marchio sulle prove nazionali al volante di veicoli iconici come la Lancia Rally 037, la Lancia Delta S4 o la Lancia Delta HF Integrale.

Diego Ruiloba, pilota Lancia Corse Spain: “Sono molto entusiasta di unirmi ad un marchio così prestigioso come Lancia. Non vedo l’ora di salire a bordo della nuova Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale e dare il cento per cento, sia per il team che per il marchio che rappresenterò. Sono sicuro che lotteremo per vincere”.

CALENDARIO S-CER 2026

Rally La Nucía (20-21 marzo)
Rally Sierra Morena (17-19 aprile)
Rally Ciudad de Utiel (15-16 maggio)
Rally Ourense (12-13 giugno)
Rally Rías Baixas (3-4 luglio)
Rally Isla de Los Volcanes (7-8 agosto)
Rally Princesa de Asturias Blendio (12-13 settembre)
Rally Villa de Llanes (25-26 settembre)
RallyRACC Catalunya – Costa Daurada (16-17 ottobre)

Credit: media.stellantis.com (Web)

CÉDRIC CHERAIN PASSA DALLA PORSCHE ALLA ŠKODA

Scritto da: Luca Gentile

L’annuncio ufficiale è avvenuto dopo i RACB Awards. Il rallista Cédric Cherain sarà al via del Rallye Monte-Carlo 2026 con la Škoda Fabia RS Rally2, lo stesso modello con cui affronterà l’intera stagione del Kroon-Oil Belgian Rally Championship. Il suo obiettivo? Riprendersi lo scettro nazionale e rilanciare la sfida ai vertici della categoria Rally2.

RITORNO AL MONTE-CARLO, CON UNO SGUARDO AL FUTURO

Per Cherain il 2026 inizierà alla grande. Dopo le tre vittorie di fine stagione con la Porsche 992 Rally GT, il pilota belga ha deciso di cambiare auto e tornare nel World Rally Championship (WRC). Lo farà in occasione dello storico Rallye Monte-Carlo, prova inaugurale del FIA WRC 2026. Sarà al via con la vettura ceca, con cui era già sceso in campo nell’edizione 2021.

Il ritorno nel Principato non sarà solo un’occasione per misurarsi con i migliori interpreti internazionali, ma anche un’opportunità per raccogliere dati e prepararsi al meglio in vista della stagione belga. “È una scelta strategica – spiega Cherain – e un investimento per il futuro”.

OBIETTIVO: UN NUOVO TITOLO BELGA CON UNA RALLY2

L’annuncio della partecipazione al Monte-Carlo è arrivato proprio all’indomani della cerimonia RACB Awards, durante la quale Jos Verstappen – fresco campione belga 2025 – ha sottolineato il suo desiderio di vedere un confronto diretto tra vetture della classe Rally2 nel BRC. Una provocazione raccolta al volo da Cherain, che ha scelto di rimettere da parte la Porsche per affrontare la stagione 2026 con una Fabia RS Rally2.

“Abbiamo capito il messaggio – ha dichiarato – e le tre vittorie consecutive a fine stagione con la Porsche hanno generato molte discussioni. A Jos, a Maxime Potty, a Vincent Verschueren e a tutti gli altri, rispondo così: nel 2026 sarò al via del Kroon-Oil BRC con una Škoda Fabia RS Rally2. Vi aspetto, pronti per una vera battaglia ad armi pari”.

La sfida inizierà ufficialmente con il Rally van Haspengouw, in programma a fine febbraio nella regione di Sint-Truiden. Ma per allora Cherain avrà già un rally mondiale nelle gambe.

LA PORSCHE RESTA, MA SOLO PER EVENTI SELEZIONATI

Nonostante il focus sulla Fabia RS Rally2, la Porsche 992 Rally GT – che ha infiammato gli appassionati nelle ultime tappe del 2025 – non scomparirà del tutto. Cédric Cherain ha confermato che tornerà al volante della GT per alcune gare internazionali attentamente selezionate.

“Faremo qualche uscita con la 992, ma solo quando avrà davvero senso – ha precisato -. Vogliamo dimostrare ancora una volta il potenziale di questa vettura, che ha lasciato il segno”.

I dettagli di queste apparizioni saranno resi noti più avanti, ma è certo che si tratterà di eventi strategici, scelti per valorizzare il progetto con il supporto di Kroon-Oil e LaMeuse.

UNA STAGIONE COSTRUITA CON INTELLIGENZA

Per Cherain, il 2026 si preannuncia come la stagione più completa e significativa della sua carriera. Tra il ritorno nel WRC, l’assalto al titolo belga e le sortite internazionali con la Porsche, il programma appare ambizioso e perfettamente calibrato.

“È tutto pensato con intelligenza – ha concluso con un sorriso -. I preparativi sono già in corso e le prime scadenze si avvicinano. Intanto, auguro a tutti delle ottime festività. E ci vediamo presto”.

Credit: Cédric Cherain (IG)