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Autore: Redazione

RIVIVIAMO LA DAKAR, PRIMA TAPPA DEL W2RC 2026

Scritto da: Riccardo Bianchini

I riflettori sulla 48esima edizione della Dakar si sono spenti e con loro i rombi dei motori, che per ben due settimane hanno animato il deserto saudita. Là, nel luogo dove uomini e donne da tutto il mondo hanno “combattuto” per raggiungere i loro obiettivi, ora non ci sono più le storiche Porsche integrali con livrea Rothmans, le performanti Dacia Sandrider o i potentissimi camion Iveco, ma solo cammelli e la sabbia del deserto.

Acclamati dalla folla gli oltre 800 “fortunati” spalmati nelle varie categorie erano partiti per un percorso a “giro di boa”, il 3 gennaio dalla città marittima di Yanbu. Nel corso della “maratona del deserto”, hanno percorso migliaia di chilometri e toccato diverse città, tra cui la capitale Riyadh – per il rest day di metà gara – fino a tornare il 17 gennaio, dove l’avventura era iniziata. Le 13 tappe totali hanno messo – come da tradizione Dakar – a dura prova tutti i partecipanti, che, affrontando dune gigantesche e condizioni di gara estreme, hanno toccato con mano il motivo per cui la competizione è soprannominata “rally più duro del mondo”.

Per fortuna, ad attenderli all’arrivo il palco con i festeggiamenti, dove tutti i finisher hanno avuto il loro piccolo momento di gloria. La sera, invece, ore piccole, con la festa delle premiazioni, aperta a tutti, dove hanno potuto accedere anche i molti “sfortunati” che, per un motivo o per un altro, non sono riusciti ad arrivare fino in fondo. Dei oltre 400 veicoli partiti, infatti, solo 337 hanno tagliato il traguardo, di cui: 90 moto (11 in RallyGP e 79 in Rally2), 133 auto (61 in Ultimate, 33 in Challenger, 32 in SSV e 7 in Stock), 23 camion e 91 veicoli gareggianti nella Dakar Classic.

La gara: con il margine più ristretto nella storia del rally – due secondi – Luciano Benavides ha trionfato nella classifica generale della Dakar moto, rubando negli ultimi istanti la vittoria a Ricky Brabec. Un momento scioccante dello sport, come quando Greg LeMond batté Laurent Fignon di otto secondi al Tour de France del 1989 o come quando il Manchester United vinse la finale di Champions League del 1999 nei minuti di recupero. Ovviamente il Red Bull KTM Factory Racing è esploso di gioia, mentre il pilota americano del Monster Energy Honda HRC, che ha mancato il tris, ha inghiottito l’amara sconfitta con dignità, accontentandosi del secondo posto.

Sul gradino più basso del podio, a 25 minuti e 12 secondi di distanza da Benavides, Tosha Schareina, anche lui con l’Honda. Per quanto riguarda i piloti italiani, erano sei gli azzurri al via: Paolo Lucci, Tommaso Montanari, Andrea Gava, Tiziano Internò (fondatore del canale Rally POV), Cesare Zacchetti e Mattia Riva. Nella classifica generale ha brillato Tommaso Montanari, conquistando il 21esimo posto e l’11esimo nella categoria Rally2. Anche Tiziano Internò e Andrea Gava si sono comportati bene, dimostrando un’ottima gestione della gara chiudendo entrambi nella top 40 assoluta, rispettivamente in 37esima e 39esima posizione. Ancora più significativo è stato il fatto che tutti gli italiani abbiano visto il traguardo finale: Cesare Zacchetti ha concluso 58esimo, Mattia Riva 63esimo e Paolo Lucci ha chiuso 87esimo.

Spostandoci sulle quattro ruote a vincere è stata la coppia Al-Attiyah/Lurquin, che a bordo della Dacia Sandrider con il tempo di 48 ore, 56 minuti e 53 secondi hanno regalato al marchio rumeno il primo trionfo nel rally-raid. “Ringrazio Fabian Lurquin e tutto il team. Il prossimo anno tre Dacia sul podio. La Dakar è una corsa imprevedibile. Vincere non era scontato neanche con un margine di 15 minuti”, ha affermato il qatariota Al-Attiyah, che ora con sei vittorie nella dakar si trova a metà strada tra leggende del calibro di Ari Vatanen (quattro vittorie) e Stéphane Peterhansel (otto palmares con le auto). A completare il podio ci hanno pensato le Ford di Nani Roma e di Mattias Ekström; quest’ultimo a 14 minuti e 33 secondi dai primi, si è aggiudicato insieme al suo navigatore Emil Bergkvist il gradino più basso del podio arrivando davanti a leggende del calibro di Loeb, arrivato quarto, e Sainz, arrivato quinto. Quattro gli italiani presenti nella Dakar auto: i fratelli Silvio e Tito Totani, Maurizio Gerini (navigatore di Laia Sanz) e Rebecca Busi alla sua quarta Dakar, unica italiana nel Challenger.

A trionfare nelle altre categorie? Nel Challenger lo spagnolo Pau Navarro, che ha dominato con 23 minuti di vantaggio su Yasir Seaidan. Nella SSV, a primeggiare è stato l’americano Brock Heger. Nella categoria Stock, tutti si aspettavano un trionfo di Peterhansel, ma problemi meccanici nella seconda settimana gli sono costati il podio. A trionfare nella classe dedicata alle auto di produzione sono stati il giovane lituano Rokas Baciuška e il navigatore Oriol Vidal a bordo del Land Rover Defender Rally D7X-R. Nella categoria Truck a trovare la nota giusta è stato Vaidotas Žala, che al suo secondo tentativo alla guida in un camion ha conquistato la vittoria. Italiani anche qui, con il camion numero 610, presenti: Claudio Bellina alla sua 19esima Dakar, Bruno Gotti e Marco Arnoletti.

Nonostante i vincitori della Dakar Classic siano stati Karolis Raisys e Christophe Marques, al volante di una storica Land Rover 109 Serie III Station Wagon, a fare notizia è stata la forte presenza degli azzurri: 53, più della metà dei partecipanti totali. Tra i concorrenti della Classic anche due rappresentanti della Federazione Automobilistica Sammarinese: Simone Casadei, navigatore su un Iveco a trazione integrale, e Guido Guerrini, campione del mondo (come pilota) della FIA ecoRally Cup nel 2025, navigatore su una Porsche 959. Tra i paesaggi della Dakar spazio anche per i veicoli a carburante alternativo. La terza edizione della Dakar Future Mission 1000 è stata vinta da Jordi Juvanteny a bordo del camion Kh7-Ecovergy e con le e-bike a trionfare è stato Arctic Leopard Galicia.

“I sogni sono cibo per l’anima, come il cibo è cibo per il corpo”, affermava il poeta brasiliano Paulo Coelho, e a pochi giorni dall’epilogo della “sfida delle sfide” sono molti quelli che si chiedono già come fare per tornare il prossimo anno, come Casadei che ha affermato: “Appena sono tornato a casa, subito dopo aver abbracciato i miei figli, mi sono seduto a pensare come tornare nel deserto nel 2027”.

Credit: media.thesandriders.com (Web)

RIVIVIAMO IL MITICO RALLYE MONTE-CARLO 2026

Scritto da: Luca Gentile

Certe vittorie non hanno bisogno di presentazioni. Quella di Oliver Solberg al Rallye Monte-Carlo 2026 è una di queste. Seconda gara in carriera al volante di una Rally1, seconda vittoria. Ma stavolta non si tratta di un evento qualsiasi. Stavolta il 24enne figlio d’arte conquista la gara più iconica e imprevedibile del mondiale WRC, aprendo la stagione con una prestazione che ha lasciato il segno.

Al volante della Toyota GR Yaris Rally1 ufficiale e con Elliott Edmondson alle note, Solberg ha preso il comando già dalla seconda speciale di giovedì pomeriggio e da lì non si è più voltato indietro. Ha chiuso con 58 secondi di vantaggio su Elfyn Evans – l’unico a tenerne il passo – e circa due minuti su un Sébastien Ogier in versione stratega, terzo all’arrivo e pronto a un’altra stagione part-time. Nessuno era mai riuscito, nell’era moderna del Monte-Carlo, a vincere così giovane. Un segno del presente che si fa futuro.

UN MONTE-CARLO D’ALTRI TEMPI

A restituire imprevedibilità al rally monegasco ci hanno pensato le condizioni meteo: neve, ghiaccio, pioggia. Tanta, ovunque. I tratti di alta montagna si sono trasformati in una roulette ghiacciata, costringendo gli equipaggi a scelte azzardate sulle gomme e a una guida sul filo del rasoio. Chi ha sbagliato ha pagato caro. Out Sami Pajari e tre Ford Puma Rally1 (Armstrong, McErlean e Munster), mentre Katsuta e Paddon hanno chiuso staccatissimi, battuti perfino dalle migliori Rally2.

Solberg ha firmato sei scratch su sedici speciali, anche commettendo due errori che avrebbero potuto costargli caro. Ma è rimasto sempre davanti, anche quando Evans ha provato a rimontare e Ogier ha scelto di non forzare, accontentandosi del terzo gradino del podio. Toyota così apre il mondiale con un messaggio chiaro: il dominio continua.

TOYOTA PIGLIATUTTO: È GIÀ FUGA MONDIALE

La classifica costruttori riflette la supremazia della casa giapponese: 59 punti, contro i 35 di Hyundai. E se Ogier si alternerà con Lorenzo Bertelli da qui in avanti (in Svezia), Solberg ed Evans hanno già chiarito le gerarchie. Oliver è in testa al mondiale con 30 punti, quattro in più di Evans e dodici su Ogier. Il prossimo appuntamento, in programma dal 12 al 15 febbraio in Svezia, sarà un’altra sfida da non perdere, con Bertelli pronto a debuttare nel 2026 affiancato da Simone Scattolin.

SUPER DAPRÀ E IMPRESA LANCIA NEL SUPER SUNDAY

Gli italiani non si sono limitati a fare presenza. Roberto Daprà, al volante della Skoda Fabia RS Rally2 e navigato da Luca Guglielmetti per ACI Team Italia, ha chiuso secondo di categoria e ottavo assoluto, con una gara solida e priva di sbavature. Prestazione da incorniciare, anche considerando le difficoltà della classe WRC2.

Dietro di lui, una pagina di storia: per la prima volta una vettura Rally2 – la Lancia di Yohan Rossel – ha vinto la classifica del Super Sunday, basata sui tempi delle sole speciali di domenica. In questo evento monegasco si sono fatte notare anche le nuove Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale, affidate a Gryazin e Rossel, sesta e nona nella categoria. Un primo passo concreto per il ritorno del marchio torinese, che punta dichiaratamente al 2027 per competere tra le Rally1.

FONTANA: DUE SCRATCH CON UNA RALLY3!

Se però c’è un nome destinato a far parlare di sé dopo questo Monte-Carlo, è quello di Matteo Fontana. Il giovane comasco, con una Ford Fiesta Rally3 EVO e il fido Alessandro Arnaboldi alle note, ha piazzato due tempi da urlo domenica, vincendo le SS14 e SS15 – compresa la temutissima Col de Turini. A separarlo dai big solo la classe di omologazione: una Rally3 non dovrebbe riuscire in imprese del genere, eppure Fontana ha firmato due scratch assoluti, davanti a ogni Rally1 e Rally2. Anche grazie a un meteo migliorato che gli ha regalato un fondo più favorevole, certo, ma il sorpasso in prova su un rivale è il sigillo di una prestazione che resterà negli annali.

SPATARO RE DELLE DUE RUOTE MOTRICI

Chiude il trionfo tricolore Andrea Spataro, primo nella classe Rally4 al volante della Peugeot 208 condivisa con Alessia Muffolini. Un successo che vale doppio, perché ottenuto in condizioni meteo proibitive e in una gara che ha falcidiato ogni certezza. La sua vittoria tra le due ruote motrici completa un weekend che ha ridato all’Italia un posto di rilievo anche tra le piccole categorie.

IL MONDIALE RALLY È GIÀ ACCESO

Con il successo di Solberg, la tripletta Toyota e gli exploit italiani, il Rallye Monte-Carlo 2026 ha regalato emozioni autentiche, quelle che da sempre rendono unico il WRC. E se il buongiorno si vede dal mattino, ci aspetta una stagione da ricordare.

Credit: Toyota Gazoo Racing WRT (X)

A FEBBRAIO IL 16° HISTORIC RALLY VALLATE ARETINE

Scritto da: Comunicato Stampa

Il 16° Historic Rally delle Vallate Aretine si prepara a rinnovare la propria tradizione, confermando la propria validità per il Campionato Italiano Rally Auto Storiche, per il Michelin Trofeo Storico e per il Trofeo A112 Abarth Yokohama. L’edizione del 2026 – che interesserà ancora le strade della provincia di Arezzo – proporrà una novità sostanziale nel format, con la gara che si svolgerà interamente nella giornata di sabato 28 febbraio. Una scelta, quella degli organizzatori di Scuderia Etruria SCRL, che renderà l’evento più compatto e intenso, senza rinunciare alle particolarità che lo hanno reso celebre.

IL PROGRAMMA DI GARA

Le fasi di iscrizione alla gara resteranno aperte fino al termine ultimo di venerdì 20 febbraio. Le attività preliminari si concentreranno nella settimana dell’evento con la distribuzione del road book e le ricognizioni regolamentate delle prove speciali, in programma giovedì 26 febbraio e venerdì 27 febbraio. Nella giornata di venerdì 27 febbraio si svolgeranno anche le verifiche sportive e le verifiche tecniche che avranno come sede il Palasport Le Caselle di Arezzo. Da lì la gara entrerà nel vivo sabato 28 febbraio, con la partenza fissata alle ore 07:45 mentre l’arrivo finale è previsto alle ore 16:50 in Via Roma ad Arezzo, cornice della cerimonia di premiazione.

Dal punto di vista tecnico, l’Historic Rally delle Vallate Aretine interesserà esclusivamente i chilometri delle prove speciali di Portole e Rassinata, affrontate più volte nel corso della giornata, mentre il parco assistenza sarà ubicato a Camucia, per ottimizzare la gestione logistica e i tempi di gara. Dal punto di vista tecnico le prime quattro prove speciali ricalcheranno fedelmente il tracciato della passata edizione mentre per l’epilogo gli organizzatori hanno scelto una soluzione di grande impatto, con una prova speciale unica da 34,30 chilometri, la “Portolata”, ottenuta dall’unione dei tratti precedenti. Nel complesso il rally proporrà 96,53 chilometri di prove speciali, per un totale di 190,09 chilometri di percorso concentrati in una sola giornata di competizione.

L’Historic Rally delle Vallate Aretine arriva a questa edizione forte del prestigio sportivo maturato in quattordici, precedenti edizioni. A prevalere lo scorso anno fu Matteo Musti. Il pavese, dopo aver conquistato la leadership nella quarta prova speciale, consolidò il margine sugli inseguitori fino alla vittoria assoluta condivisa con il co-pilota Claudio Biglieri su Porsche Carrera RS, centrando il secondo successo dopo quello del 2023. Alle loro spalle conclusero Alberto Salvini e Davide Tagliaferri, anch’essi su Porsche Carrera RS, penalizzati nel primo giorno di gara da una errata scelta di pneumatici. Sul terzo gradino salì il vincitore del quarto Raggruppamento Sergio Galletti, al volante della Subaru Legacy condivisa con Mirco Gabrielli, autore di una prestazione di alto livello culminata con il miglior tempo in due prove speciali.

Credit: Amicorally (Web)

IL TROFEO LANCIA È PRONTO A TORNARE NEL 2026

Scritto da: Comunicato Stampa

Il 2025 ha rappresentato una pagina storica per Lancia nel mondo delle competizioni, con il ritorno ufficiale alle corse suggellato dalla conquista del titolo piloti e costruttori nel campionato italiano 2WD. Una doppia corona che ha certificato la solidità del progetto tecnico e sportivo e ha rafforzato il ruolo del marchio all’interno del CIAR.

Partendo da queste basi suggellate dai numeri record della scorsa stagione, il Trofeo Lancia è pronto a tornare in grande stile sulle strade dei rally italiani anche nel 2026, forte di un progetto che unisce continuità, ambizione e importanti novità. Protagonista assoluta sarà ancora una volta la Lancia Ypsilon, che nella seconda edizione del campionato firmato dalla casa di Torino raddoppia la propria presenza: accanto alla consolidata Ypsilon Rally4 HF, debutterà infatti la nuovissima Ypsilon HF Racing Rally6, aprendo le porte del Trofeo a una nuova generazione di piloti.

Una tradizione che si rinnova senza perdere i suoi punti di forza: grande visibilità, supporto concreto ai giovani talenti, un montepremi tra i più ricchi del panorama tricolore e tutto il fascino del Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco. Sarà infatti ancora il CIAR a ospitare le 6 gare del Trofeo Lancia 2026, articolate su 5 eventi di cui uno con doppia gara, seguendo come lo scorso anno le tappe più iconiche del calendario senza perdere d’occhio gli appuntamenti internazionali. Il Rally Il Ciocco saluterà l’avvio del Trofeo Lancia dedicato alla Ypsilon Rally4 HF, mentre il Due Valli vedrà il debutto della novità Ypsilon HF Racing Rally6, da qui in poi i due trofei seguiranno lo stesso percorso.

Per questo motivo, nel 2026 la struttura che ha reso il Trofeo un progetto vincente viene confermata in ogni suo aspetto. Al centro della scena resta la Ypsilon Rally4 HF, capace di trasformarsi in breve tempo da successo commerciale a vettura vincente in gara. Tutte le auto del Trofeo saranno nuovamente ospitate all’interno del Villaggio Lancia Corse HF, vero e proprio cuore pulsante del monomarca: una casa per i piloti, un punto di riferimento per i tifosi e uno spazio dove vivere a pieno l’esperienza Lancia tra area assistenza, hospitality e zona dedicata al pubblico.

Sul fronte Rally4, confermato il ricco montepremi che caratterizzato la prima edizione del Trofeo. Sarà premiata sia la classifica assoluta sia le tre categorie previste: Junior, riservata ai piloti under 25, Master, dedicata ai piloti fino a 35 anni, ed Expert, per i piloti oltre i 35 anni. Ogni gara assegnerà premi dedicati a ciascuna categoria, ma soprattutto resta invariato il prestigioso premio finale, che offrirà al campione under 35 la possibilità di diventare pilota ufficiale Lancia nel 2027, in Italia o in Europa.

Sul fronte tecnico, un ruolo chiave sarà giocato dagli pneumatici, con Michelin pronta a introdurre un nuovo prodotto pensato per migliorare ulteriormente le prestazioni delle vetture e rispondere alle novità del campionato italiano, in un contesto sempre più competitivo e performante.

La grande novità del 2026 è però l’istituzione della classe dedicata alla Ypsilon HF Racing Rally6, la più piccola delle Ypsilon da competizione: una vera entry level che consentirà l’accesso al mondo dei rally a una platea ancora più ampia. Anche i piloti al volante della Rally6 potranno contare su un montepremi dedicato, strutturato con la stessa formula vincente della sorella maggiore Rally4, con premi gara per gara e un importante premio finale per il campione. La nuova categoria seguirà il Trofeo negli stessi appuntamenti che vedranno impegnate le Rally4, partecipando a 4 eventi per un totale di 5 gare e offrendo così un percorso ideale sia per i giovani talenti sia per i gentleman driver desiderosi di mettersi alla prova con una vettura da competizione divertente e formativa.

Tutti i dettagli del Trofeo Lancia 2026 verranno svelati ufficialmente in occasione del Racing Meeting, in programma il 7 e 8 febbraio alla Fiera di Vicenza, dove il futuro dei rally firmati Lancia prenderà definitivamente forma e apriranno ufficialmente le iscrizioni.

Credit: media.stellantis.com (Web)

DAVIDE CIRONI PROVA LA LANCIA DELTA S4 GRUPPO B

Scritto da: Tiziano Topini

Se si prende un magazine a sfondo corsaiolo dai primi anni ’70 fino al 1991, nella stragrande maggioranza dei casi, nella sezione rally, ci si imbatterà in qualche articolo dedicato alla Lancia. Poiché, se è vero che la 131 Abarth ha avuto una carriera agonistica breve ma intensa, con le sue linee squadrate immediatamente riconoscibili, è altrettanto vero che è sempre stata la casa fondata da Vincenzo Lancia a potersi annoverare negli annali del rally, con oltre trent’anni di attività.

La Delta S4 è forse stata la massima espressione della ricerca tecnologica, successiva a una Lancia 037 che, al debutto nel WRC dell’83, in quel Rally di Montecarlo “disinnevato” (chi conosce la storia di quel rally sa cosa intendo), vinse il mondiale come ultima vettura a trazione posteriore capace di battere l’Audi a quattro ruote motrici, progenitrice di un sistema di trazione che di lì a poco sarebbe diventato lo standard nel WRC. Durante l’annata 1984, la Lancia fece correre la 037 EVO II mentre, nel frattempo, lavorava “sottobanco” alla nuova vettura.

Dopo aver costruito il primo esemplare del prototipo, l’auto venne testata senza sosta al circuito della Mandria, e il resto è storia. La vettura divenne leggenda con cinque vittorie in due anni e dodici partecipazioni agli eventi, ed è a questo punto che arriviamo al fulcro dell’articolo. Davide Cironi, il 25 dicembre scorso, ha pubblicato un video sul suo canale YouTube ufficiale nel quale ha avuto (beato lui) la fortuna di poter guidare, con il piede piuttosto pesante, una Delta S4 ex ufficiale, condotta in passato da un equipaggio che ha scritto la storia del rally: Alén-Kivimäki.

Inutile dire che a farla da padrona nel video è il suono di quel poderoso quattro cilindri in linea sovralimentato, che sembra essere stato incastrato a forza dentro la vettura. Durante il filmato, Cironi si lascia andare a una considerazione, a mio dire, molto interessante riguardo a questa macchina: “Normalmente si è portati a pensare che queste macchine siano indomabili, difficilissime e terrificanti da guidare. Il più delle volte non è così. Il più delle volte sono macchine costruite perché i loro piloti potessero essere imbattibili e quindi dovevano essere intuitive. Chiaramente intuitive per quanto può esserlo una macchina da corsa, dove devi essere preparatissimo a tutto, con quello che comporta guidare una macchina così”.

Una descrizione particolare della Delta S4, perché, nonostante fossero vetture destinate a “piloti di riguardo”, difficili da domare e anche parecchio costose da mantenere, erano costruite per vincere. Con la tecnologia a disposizione all’epoca, si cercava di realizzare auto sicure, che al tempo stesso trasmettessero questa sensazione ai piloti, nonostante la loro schiena poggiasse a pochi centimetri da un motore tutt’altro che docile.

Certamente quei piloti avevano anche una buona dose di – mi si passi il termine – incoscienza, ma forse, a conti fatti, tutti i piloti, e soprattutto quelli di oggi, senza un minimo di accettazione del rischio, non correrebbero affatto. È vero che le auto moderne sono più complesse, dotate di un’elettronica raffinata che consente un bilanciamento ideale, ma parliamo pur sempre di vetture da corsa.

Correre oggi con auto dotate della tecnologia di allora sarebbe un grave insulto alla sicurezza. Ho letto davvero molti – troppi – commenti del tipo: “All’epoca c’erano Alén, Biasion, Röhrl, adesso sono tutti pilotini che corrono grazie ai soldi”. La Lancia Delta S4 rimarrà per sempre una pietra miliare della storia del rally: una vettura costretta a crescere in fretta, senza poter esprimere appieno il proprio potenziale, che probabilmente le avrebbe regalato molte più vittorie.

Credit: Davide Cironi (IG)

INTERNATIONAL RALLY CUP VERSO LA SUA 25° EDIZIONE

Scritto da: Comunicato Stampa

È articolato su quattro gare, il format che assegnerà i titoli assoluto e di categoria della venticinquesima edizione di International Rally Cup. La IRC Sport, di concerto con Pirelli, ha ufficializzato un format che farà leva sull’ampio consenso consolidato negli ultimi anni, proponendo una programmazione che vedrà accendere i motori ad aprile e spegnerli a fine agosto.

Gli appuntamenti inseriti a calendario, validi per IRC 2026, sono il Rallye Elba (17-18 aprile), il Rally Internazionale del Taro (30-31 maggio), il Rally Internazionale Casentino (17-18 luglio) ed il Rally Valli della Carnia, manche che – venerdì 21 e sabato 22 agosto – manderà in archivio le “nozze d’argento” di International Rally Cup con il panorama rallistico internazionale.

Ufficializzato anche l’orario di premiazione dei campioni 2025, con i riflettori di Rally Racing Meeting che – sabato 7 febbraio, nel salone espositivo della Fiera di Vicenza – saranno puntati sui protagonisti di IRC 2025 dalle ore 11:00 alle ore 12:00, con la consegna dei riconoscimenti riservati ai protagonisti della classifica assoluta e delle varie categorie.

Credit: Pro One Media (IG)

SUPER GARA A MONTECARLO PER DAPRÀ & PINTARALLY

Scritto da: Comunicato Stampa

Il rallista Roberto Daprà con Luca Guglielmetti alle note, su Skoda Fabia RS Rally2 del team Delta Rally supportato dalla scuderia trentina Pintarally Motorsport e ACI Team Italia, regalano un 2° posto nel WRC2 e un 8° assoluto oltre che ad un 2° nel WRC2 Challenge alla 94° edizione del Rally di Monte-Carlo, primo appuntamento 2026 del FIA World Rally Championship. Quattro tappe e diciassette prove speciali per un totale di 339 chilometri cronometro alla mano.

“È stata una gara durissima, sicuramente la più difficile che abbia mai fatto. Condizioni così non si vedevano da tanti anni, come hanno detto in molti, quindi essere arrivati secondi in una gara così è davvero speciale. Come ho sempre sostenuto, abbiamo affrontato gli eventi “step by step”, un passo alla volta, senza mai voler strafare. Adesso ci godiamo questo podio. Sicuramente è un ottimo inizio di stagione. Se negli ultimi due anni avessi deciso di affrontare una gara mondiale con la mentalità di provare a fare i tempi, probabilmente l’avrei “tirata in un muro”, per dirla schietta”.

“Magari l’anno scorso non avrei finito il Monte-Carlo e quest’anno non avrei avuto quel vantaggio in più dato dall’aver già fatto la gara. Credo che il rally sia uno sport di esperienza ed è giusto darsi il tempo necessario per acquisirla, per poi arrivare a un bellissimo risultato come è stato oggi. Grazie a tutti i miei sponsor, partner familiari, la squadra e il mio co-pilota”.

La stagione 2026 vede il pilota trentino protagonista nel campionato mondiale WRC2, affrontando 7 delle 14 gare in programma e sarà al volante della Skoda Fabia RS Rally2 del team Delta Rally e seguita direttamente da Skoda Motorsport, sempre col il supporto della scuderia Pintarally Motorsport e affiancato dal fido navigatore Luca Guglielmetti.

Nato a Trento il 25/04/2001, debutta nei rally a partire dal 2019 con la sua partecipazione al Rally San Martino di Castrozza e Primiero. Roberto Daprà si è distinto con la vittoria nella categoria Rally4 ai FIA Motorsport Games e il 5° posto assoluto nel FIA Junior ERC. Nel 2023 ha conquistato il titolo di categoria ERC4 e ha chiuso la stagione da vicecampione nel FIA Junior ERC sulla Peugeot 208 Rally4.

Nel 2024 ha debuttato nel FIA WRC2 e si è imposto nella serie Promozione all’interno del CIAR Sparco al Rally 1000 Miglia e al Rallye Sanremo, oltre a trionfare al Rally San Martino di Castrozza, tappa di casa del Trofeo Italiano Rally dove ha centrato la sua prima vittoria assoluta. L’anno scorso Daprà ha vinto il WRC2 al Rally Italia Sardegna e si è classificato 5° assoluto nella classifica finale del WRC2 Challenger ed 8° in quella del WRC2.

Credit: Pintarally Motorsport (IG)

TRENTIN PUNTA TUTTO SUL MONDIALE RALLY NEL 2026

Scritto da: Comunicato Stampa

Il nuovo anno di Giovanni Trentin è già stato tracciato e saranno ben sei gli appuntamenti nei quali il detentore del titolo assoluto nel Campionato Italiano Rally Terra (CIRT), il più giovane di sempre con la firma posta a soli diciotto anni, sarà impegnato nel FIA World Rally Championship (WRC), la massima serie planetaria per la disciplina.

Il programma del giovane portacolori di MT Racing e di ACI Team Italia, sostenuto anche in questa campagna da Movisport, prenderà il via dal Rally Sweden (dal 12 al 15 febbraio), per proseguire con i già noti Rally Islas Canarias (dal 23 al 26 aprile) e Rally de Portugal (dal 7 al 10 maggio), prima di affrontare un vero e proprio ritorno alle origini con il Rally Estonia (dal 16 al 19 luglio) e con il Rally Finland (dal 30 luglio al 2 agosto), eventi che hanno portato alla ribalta internazionale il giovane pilota di Montebelluna sulle trazioni anteriori di casa Ford. Dulcis in fundo la gara di casa, il Rally Italia Sardegna (dall’1 al 4 ottobre).

“Non posso che essere estremamente felice di tornare a correre nel mondiale con un programma di ben sei eventi” – racconta Trentin – “e per questo devo ringraziare tutti i partners che hanno deciso di rinnovarmi la loro fiducia. Ci divideremo tra gare che abbiamo già disputato nel 2025 ed altre inedite quindi sarà un anno nel quale dovremo lavorare duramente per continuare a crescere. L’obiettivo è quello di avvicinarsi il più possibile ai big di categoria”.

Al fine di preparare al meglio il debutto stagionale la punta di diamante della scuderia di Follina sarà della partita in un’altra sua vecchia conoscenza, l’Arctic Lapland Rally (dal 29 al 31 gennaio), puntando a rinverdire il giusto affiatamento con i fondi innevati.

Presente in calendario anche la partecipazione al Rally del Bardolino (14 e 15 marzo), tappa della Coppa Rally ACI Sport di quarta zona che anticiperà la trasferta sugli asfalti delle Canarie.

“Mancano poche settimane al via della nostra stagione” – aggiunge Trentin – “e non vedo l’ora di tornare all’Arctic perchè voglio farmi trovare pronto per la Svezia. Cercheremo di sfruttare al meglio ogni singola opportunità che ci verrà offerta, dando il massimo come sempre”.

Squadra che vince non si cambia ed ecco che spetterà nuovamente a Delta Rally il compito di sostenere Trentin sul fronte tecnico, mettendo a sua disposizione una Skoda Fabia RS Rally2 che sarà condivisa con il quattro volte scudettato Pietro Elia Ometto.

“Il nostro pacchetto è ormai collaudato” – conclude Trentin – “e questo sarà sicuramente un punto di forza importante per noi sul fronte tecnico. Con Pietro ho già corso in passato e sono certo che la sua lunga esperienza mi permetterà di fare un ulteriore salto in avanti. Non posso che essere grato ad Alessandro Franco, una persona fantastica ed un navigatore eccezionale con il quale abbiamo condiviso un 2025 che dire indimenticabile è poco. Abbiamo tutte le carte in regola per fare bene ma non ci poniamo obiettivi precisi. Vogliamo crescere”.

Credit: Mario Leonelli (IG)

RIPERCORRIAMO LA DAKAR 2026 TAPPA PER TAPPA

Scritto da: Camillo Andrulli

8000 km, 13 tappe, 325 veicoli iscritti tra le varie classi. Un solo vincitore. Questi i numeri del rally-raid più famoso del mondo. Vediamo insieme tutto quello che è successo in questa edizione nella categoria Ultimate.

INTRODUZIONE

La Dakar 2026 è stata la 48° edizione e si è svolta per la settima volta consecutiva in Arabia Saudita, come parte del World Rally-Raid Championship (W2RC) 2026. È iniziata a Yanbu il 3 gennaio 2026 ed è terminata nella stessa città il 17 gennaio.

Quest’anno niente “48 ore”; al suo posto due “tappe marathon” divise tra le due settimane in cui i concorrenti hanno dovuto competere senza assistenza esterna, con i propri mezzi e provviste.

Disclaimer: in questo recap ripercorriamo tappa per tappa i momenti salienti della categoria T1+ delle auto, senza parlare nei dettagli di tutto quello che è successo in questa e nelle altre categorie.

PROLOGO

Nessuna classifica, 95 km da percorrere di cui solo 22 cronometrati. Quella che doveva essere una semplice passerella si è trasformata in una prima battaglia tra le Ford e la Mini, mentre Dacia e Toyota sono rimaste più indietro.

Anche i veterani Sainz e Loeb hanno preferito non prendersi rischi. Chi si è preso rischi è stato il tedesco Schröder che si è ribaltato, compromettendo la sua Dakar ancor prima dell’inizio.

TAPPA 1: YANBU – YANBU

Il primo giorno è volato via senza troppi intoppi. Nei primi 305 chilometri, i piloti hanno deciso di iniziare a spingere subito, mentre i più gettonati tra cui Carlos Sainz, Sébastien Loeb e, il vincitore iridato, Yazeed Al-Rajhi si sono mossi con qualche difficoltà.

A spuntarla è stato Guillame De Mevius con la sua Mini, seguito dalla Dacia di Nasser Al-Attiyah e dalla Ford di Martin Prokop.

TAPPA 2: YANBU – AL-‘ULA

Il secondo giorno sono venute fuori le prime insidie, grazie alle quali chi partiva indietro è stato in grado di rimontare: le pietre presenti su parte del percorso hanno provocato diverse forature, cosa che non è successa a chi era attardato, grazie alla “pulizia” fatta dai primi. In questo modo Toyota è riuscita a recuperare grazie al capolavoro firmato Seth Quintero e a piazzare 5 vetture nelle prime 5 posizioni.

Ford è stata invece la squadra che ha pagato il prezzo più alto con tutti i suoi equipaggi. A fine giornata la classifica assoluta riportava Al-Attiyah al primo posto, seguito proprio da Quintero e de Mevius, quest’ultimo che nonostante tutto è riuscito a contenere il distacco nei due minuti.

TAPPA 3: AL-‘ULA – AL-‘ULA

La terza tappa della Dakar 2026 è stata vinta dall’americano Mitch Guthrie al volante della sua Ford Raptor T1+, che grazie a questa prestazione ha anche conquistato la leadership della classifica generale, con un dominio dei mezzi Ford nei primi cinque posti nella classifica generale.

Complice dello strepitoso traguardo del team americano anche Carlos Sainz, che ha recuperato terreno, mentre concorrenti di alto profilo come Nasser Al-Attiyah e Sébastien Loeb hanno perso molto tempo a causa di forature e difficoltà, scivolando più indietro nella classifica, con Seth Quintero che ha accumulato un distacco di oltre un’ora. Male anche Yazeed Al-Rajhi e Guillame de Mevius, con quest’ultimo che ha raggiunto il traguardo grazie all’assistenza.

TAPPA 4: AL-‘ULA (TAPPA MARATHON)

Nella prima “tappa marathon” il sudafricano Henk Lategan con la sua Toyota ha dominato la prova aprendo un grande vantaggio sugli avversari e ha conquistato la testa della classifica generale, con Nasser Al-Attiyah e la sua Dacia come unico vero inseguitore che ha chiuso secondo.

Dietro di loro notevoli distacchi per gli altri concorrenti, con Ford in terza e quarta posizione assoluta dopo la prestazione della precedente tappa. De Mevius e Al-Rajhi sono stati invece costretti al ritiro.

TAPPA 4: AL-‘ULA (TAPPA MARATHON) – HA’IL

La quinta tappa si è aperta con la conclusione della “marathon”, ed è finita con un dominio Ford grazie ad una strepitosa tripletta: Mitch Guthrie ha vinto la prova dopo che Nani Roma, inizialmente primo, ha ricevuto una penalità, precedendo in classifica Roma e Martin Prokop, tutti su Ford Raptor T1+.

Dietro di loro è arrivato Lucas Moraes con la Dacia, mentre Toyota e altri rivali hanno perso terreno. Nonostante questo Henk Lategan ha mantenuto la leadership generale con vantaggio su Al-Attiyah, seguito da quattro equipaggi Ford.

TAPPA 6: HA’IL – RIYADH

Nella sesta tappa non sono emerse particolari complicazioni, con Nasser Al-Attiyah e Sébastien Loeb che hanno regalato una fantastica doppietta a Dacia, mettendosi dietro gli equipaggi Toyota e Ford.

Grazie a questo successo, il qatariota si è preso anche la leadership della classifica generale scavalcando Lategan che è rimasto secondo, inseguito a sua volta dalla Ford di Nani Roma.

TAPPA 7: RIYADH – WADI AD DAWASIR

Dopo un giorno di riposo, i team hanno ripreso la corsa caratterizzata fin qui da distacchi ancora molto contenuti. A guidare per 400 chilometri è Lategan su Toyota, inseguito dalla Ford Raptor T1+ Ekström. Ma a 40 chilometri dalla fine il sudafricano passa in ritardo all’ultimo waypoint, perdendo tutto il vantaggio che aveva accumulato fino a quel momento.

A spuntarla è quindi lo svedese che va a vincere e accorcia in classifica, mentre Lategan vede sfumare la possibilità di riagguantarne nuovamente la testa e scivola in quarta posizione. Al comando resta Al-Attiyah.

TAPPA 8: WADI AD DAWASIR – WADI AD DAWASIR

Una tappa dal gusto dolce-amaro per Lategan che finisce secondo per soli tre secondi dietro a Saood Variawa (Toyota) e davanti a Ekström (Ford), mentre il leader assoluto, Al-Attiyah (Dacia) amministra in quinta posizione.

A fine giornata la classifica generale recita 1° Al- Attiyah, 2° Ekström e 3° Lategan, che è quindi riuscito a recuperare una posizione. Ma adesso a far paura è proprio lo svedese di Ford portatosi a quattro minuti dal leader, mentre dietro i primi tre i distacchi restano contenuti e tutto può ancora succedere.

TAPPA G: WADI AD DAWASIR – BISHA (MARATHON)

Giorno 9. Prima parte della seconda “tappa marathon”. Ancora una volta partire davanti porta svantaggi ai primi e benefici a chi parte dopo, come ad esempio ai polacchi Goczal Eryk e Goczal Michal, nipote e zio che regalano una doppietta al team privato Energylandia che schiera le Toyota GR Hilux T1+.

I piloti Roma e Sainz ora guidano la classifica generale, rispettivamente in prima e seconda posizione. A seguire Al-Attiyah, Lategan e Ekström a chiudere la top5.

TAPPA 10: BISHA (MARATHON) – BISHA

La seconda parte è stata molto combattuta e a vincere alla fine è stato Mathieu Serradori a bordo della sua Century CR7, a dimostrazione di quanto combattuta sia stata questa edizione della Dakar che ha visto trionfare il quinto costruttore differente. Un altro come Serradori che ha giocato di strategia per finire bene ma non benissimo nella tappa precedente e guadagnare un vantaggio per quella successiva è stato Al-Attiyah.

Il qatariota, complice anche la debacle degli altri contendenti, si è ripreso la testa della classifica assoluta portandosi a 12 minuti da Lategan (ora secondo), a sua volta inseguito dalla Ford di Roma a 50 secondi. Ekström e Sainz, in questa tappa, hanno perso terreno e sono ora rispettivamente in sesta e settima posizione ad oltre 30 minuti di ritardo da Al-Attiyah.

TAPPA 11: BISHA – AL HENAKIYAH

A -2 tappe dalla fine, Al-Attiyah può permettersi di amministrare il vantaggio e lasciare che gli altri commettano errori nel tentativo di recuperare. A vincere l’undicesima tappa è stato Ekström, davanti alla Ford privata di Romain Dumas e al compagno di squadra Sainz, mentre il qatariota di Dacia ha finito la prova in diciassettesima posizione a 12 minuti dal primo e a soli 4 minuti dal suo diretto inseguitore Roma.

Sogno finito per Lategan e la sua Toyota che invece sono stati colpiti da un problema, accumulando un ritardo di quasi quattro ore, mentre con delle buone prestazioni nelle ultime tappe Loeb è ora terzo assoluto.

TAPPA 12: AL HENAKIYAH – YANBU

Nulla da fare, l’inarrestabile Nasser Al-Attiyah porta a casa un’altra tappa e consolida la leadership della classifica assoluta, mentre il suo diretto inseguitore Nani Roma perde ancora qualcosina nei suoi confronti.

TAPPA 13 (FINALE): YANBU – YANBU

Ci siamo, gli ultimi 105 chilometri. Una passerella verso il traguardo, dopo aver vagato per due settimane nel deserto. A vincere è Ekström davanti a Lategan e Loeb, ma gli occhi sono puntati tutti su Nasser Al-Attiyah che chiude la tappa in 36esima posizione mantenendo, nonostante ciò, un vantaggio di oltre nove minuti su Nani Roma e vincendo per la sesta volta in carriera la Dakar. Il pilota regala così anche il primo successo a Dacia e a Prodrive.

COS’ALTRO È SUCCESSO IN QUESTA EDIZIONE?

Da segnalare anche ciò che è successo proprio nella tappa finale nella categoria Moto. Il pilota della Honda, Ricky Barbec, parte primo con un vantaggio sul secondo di 3’20”, ma a sette chilometri dalla fine commette un errore di navigazione e resta imbottigliato in mezzo ad una mandria di dromedari. Arriva sul traguardo in decima posizione e per soli due secondi perde la leadership, che va a Luciano Benavides con la sua KTM che vince la Dakar 2026 nella categoria moto.

Land Rover ha partecipato e vinto nella categoria Stock, schierando tre Defender pesantemente rivisti per poter affrontare nel modo migliore possibile la gara. Il brand britannico ha deciso di promuovere in questo modo il proprio veicolo, sperando anche di risollevare i propri volumi di vendita.

Molti piloti, tra cui anche il 9 volte campione del mondo WRC Sébastien Loeb, si sono lamentati delle troppe forature nel corso delle varie prove e di come queste abbiano influenzato pesantemente le prestazioni reali dei concorrenti, compromettendo la classifica.

VIP in incognito. Parliamo di Mark Mateschitz (figlio del fondatore della Red Bull e co-proprietario del team) e della sua compagna/conduttrice televisiva Victoria Swarovski. Hanno deciso di partecipare sotto falso nome alla Dakar di quest’anno, rispettivamente come Mark Mustermann e Vic Flip. Il primo ha partecipato proprio nella massima categoria con un Toyota GR Hilux T1+, chiudendo in 34esima posizione. Lei ha partecipato nella categoria Challenger T3.1, chiudendo al 21° posto, al volante di una “più modesta” BRP Can-Am Maverick R.

Boom di brand cinesi anche alla Dakar, con JJ-Sport che ha schierato ben cinque vetture nella categoria T1+ (riconoscibili grazie all’ala posteriore che ad ogni salto tra le dune si staccava). Sotto al cofano montano un motore Ford Ecoboost V6. Le vetture, tutte guidate da equipaggi cinesi, non hanno però minimamente impensierito i brand più blasonati e affermati.

Una delle foto più iconiche di questa edizione resterà questa:

A Ford va anche il premio per la migliore sinfonia, sprigionata dal motore: un V8 Coyote con una cilindrata di 5.0 litri. Ascoltare per credere.

Appuntamento al 17 marzo per il secondo round del World Rally-Raid Championship (W2RC) 2026, con il BP Ultimate Rally Raid Portugal. L’evento principale è andato, ma restate sintonizzati per non perdervi quello che accadrà nel futuro del campionato.

Credit: Ford Racing (X)