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IL PILOTA MARCO BUTTI SI PORTA A CASA IL TCR EUROPE

8 Novembre 2026

Redazione

Scritto da: Nicola Salatino

Dai kart al titolo europeo del TCR Europe, passando per i rally e le GT3. Il pilota di Porlezza ha costruito la propria carriera mettendosi alla prova in discipline diverse. A ventuno anni, il traguardo più importante racconta molto più di una stagione riuscita.

Ci sono piloti che sembrano avere fretta di arrivare e altri che, quasi senza accorgersene, imparano presto quanto sia importante saper aspettare. L’italiano Marco Butti appartiene a una categoria ancora più interessante; quella di chi ha cominciato a correre molto giovane, ha incontrato avversari ben più esperti e ha scoperto che il talento, da solo, non basta. Per trasformarlo in risultati servono capacità di adattamento, freddezza e quella maturità che, nel motorsport, non sempre coincide con l’età anagrafica.

Nato il 29 marzo 2005 e originario di Porlezza, sul lago di Lugano, Butti ha appena aggiunto alla propria carriera un risultato di grande peso: il titolo del TCR Europe Touring Car Series 2026. Il successo è arrivato a Barcellona, nell’ultimo appuntamento della stagione, al volante della CUPRA Leon VZ TCR preparata da Monlau Motorsport. Un traguardo che lo colloca tra i protagonisti della scena internazionale delle vetture turismo e dà una nuova prospettiva a un percorso cominciato quando era ancora adolescente.

UNA PASSIONE CRESCIUTA IN FAMIGLIA

Per capire la storia di Marco bisogna tornare alle origini. La passione per le corse non è arrivata per caso: il padre Fabio è legato da tempo al mondo del motorsport e ha maturato esperienze anche nell’ambiente dei rally, attraverso la propria attività. Per un ragazzo cresciuto respirando quell’atmosfera, il richiamo delle competizioni si è trasformato progressivamente in qualcosa di più concreto.

La prima palestra sono stati i kart, seguiti dall’ingresso nelle competizioni automobilistiche. Nel 2020 Butti ha iniziato a confrontarsi con le vetture da corsa, prendendo parte alla Clio RS Cup; nel 2021 è arrivato il passaggio alle turismo, un ambiente nel quale ha dimostrato rapidamente di poter stare al passo con piloti più navigati.

Ma è proprio il 2021 a regalare uno degli episodi più curiosi della sua giovane carriera. A sedici anni, alla prima partecipazione a una competizione rallistica, ha vinto lo Special Rally Circuit organizzato da Vedovati Corse all’Autodromo di Monza. Al volante di una Volkswagen Polo R5, affiancato da Fulvio Florean, si è imposto nella classifica assoluta davanti a concorrenti molto più esperti. Un esordio che aveva qualcosa di sorprendente non soltanto per il risultato, ma anche per la tranquillità mostrata durante la gara.

Quella vittoria raccontava già un aspetto interessante del suo carattere sportivo: la disponibilità a misurarsi con situazioni nuove, senza considerare il cambio di disciplina un ostacolo insormontabile.

TURISMO, GT3 E IL SALTO INTERNAZIONALE

Il percorso di Butti non si è sviluppato lungo una sola strada. Nel 2022 è arrivato il debutto nel Campionato Italiano Gran Turismo, con Audi Sport Italia e una R8 LMS GT3 condivisa con Simone Patrinicola. Al termine della stagione ha conquistato il titolo della classe GT3 AM nel campionato Sprint, confermando una capacità di adattamento che non si esauriva nelle gare turismo.

Nel frattempo, il TCR continuava a rappresentare il terreno principale sul quale costruire la propria crescita. Nel 2023, al volante della Hyundai Elantra N di Target Competition, ha conquistato la Coppa ACI Sport Under 25 del TCR Italy. Tre pole position e tre vittorie assolute hanno accompagnato una stagione nella quale ha dimostrato di poter lottare anche per posizioni importanti nella classifica generale.

Il passaggio successivo è stato quello internazionale. Nel 2024 Butti ha affrontato il FIA TCR World Tour con GOAT Racing, guidando una Honda Civic Type R FL5. Il campionato mondiale di riferimento per le vetture Turismo gli ha consentito di confrontarsi con un livello competitivo ancora più elevato, su circuiti e in contesti differenti. Nello stesso anno ha rappresentato l’Italia nella specialità Touring Cars ai FIA Motorsport Games di Valencia, manifestazione che riunisce piloti di diverse discipline sotto i colori delle rispettive nazioni.

Sono esperienze che, al di là dei singoli piazzamenti, contribuiscono a formare un pilota. Cambiano le vetture, cambiano gli avversari e cambiano le condizioni nelle quali è necessario trovare il limite. Ogni passaggio aggiunge un tassello, purché si abbia la capacità di farne tesoro.

LA LEZIONE DEL 2025 E LA RISPOSTA DEL 2026

Il titolo europeo appena conquistato assume un significato particolare se si guarda alla stagione precedente. Tornato nel TCR Europe nel 2025, Butti era stato protagonista della lotta per il campionato e aveva raggiunto l’ultimo appuntamento da leader della classifica. Problemi tecnici nella fase conclusiva gli avevano però impedito di difendere quella posizione, facendolo scivolare al quinto posto finale.

Un epilogo difficile da accettare per chi era arrivato così vicino al traguardo, ma anche una premessa importante per la stagione successiva. Nel febbraio 2026 è stato annunciato il suo ingresso in Monlau Motorsport, squadra spagnola reduce dai titoli piloti e team della serie. Il programma prevedeva una CUPRA Leon VZ TCR e una formazione competitiva, con Adam Shepherd e Viktor Andersson come compagni di squadra.

L’obiettivo era chiaro: ripartire con ambizioni importanti, ma anche con la consapevolezza che il risultato finale sarebbe passato attraverso un’intera stagione, non attraverso una singola prestazione.

La risposta è arrivata proprio a Barcellona, dove il campionato si è deciso. Butti ha chiuso entrambe le gare con un sesto posto, piazzamenti che, in una domenica nella quale la priorità era il titolo, si sono rivelati sufficienti per conquistare la corona europea. Non c’era bisogno di inseguire a ogni costo una vittoria di manche: occorreva portare a termine il lavoro, senza compromettere quanto costruito durante l’anno.

È forse questo il dettaglio più significativo del suo successo. Nelle corse si tende spesso a celebrare il sorpasso spettacolare, il giro perfetto o la rimonta impossibile. Eppure, un campionato si vince anche quando si riconosce il momento in cui è più importante amministrare che attaccare.

UN TITOLO CHE APRE NUOVE STRADE

A ventuno anni, Marco Butti ha già conosciuto ambienti diversi, dal rally alle Gran Turismo, passando per le principali competizioni Turismo. Non è una garanzia di successo futuro, perché il motorsport non concede rendite di posizione e ogni stagione impone di ripartire da zero. È però un bagaglio che può fare la differenza quando si alza il livello della competizione.

Adesso il titolo europeo certifica ciò che il percorso aveva già lasciato intravedere: velocità, versatilità e capacità di gestire la pressione nei momenti decisivi. Resta da capire quale sarà il prossimo capitolo, perché le ambizioni di un pilota giovane non si esauriscono con una coppa alzata sul podio.

Intanto, per il pubblico di casa, c’è un appuntamento ormai confermato: Butti sarà ufficialmente al via del Rally ACI Como-Trofeo Villa d’Este, in programma il 7 e 8 novembre. Un’occasione per rivederlo in azione sulle strade di casa e tornare al volante proprio nella disciplina in cui aveva sorpreso tutti al suo debutto.

La sua storia dimostra come il percorso di crescita di un pilota possa seguire strade diverse: dalla pista ai rally, passando anche attraverso le delusioni e la voglia di rimettersi in gioco.

Il titolo europeo è il risultato più importante della sua carriera finora. La sfida, adesso, sarà dimostrare che non si tratta di un punto d’arrivo, ma della base sulla quale costruire tutto ciò che verrà dopo.

Credit: Marco Butti (IG)