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FIA WMSC APPROVA IL REGOLAMENTO TECNICO WRC27

25 Ottobre 2026

Redazione

Scritto da: Tommaso Brotto

Martedì 19 Ottobre, in una videoconferenza con gli uffici della federazione a Londra, il World Motor Sport Council (WMSC) si è riunito per definire le linee guida della nuova era del rally e delle competizioni “a strade-chiuse”. Partendo dalla strada già tracciata nei meeting datati luglio 2025, in cui erano stati definiti nuovi piani di investimento per il WRC, il presidente Ben Sulayem ha esposto i princìpi guida che hanno dato vita ai nuovi pacchetti regolamentari per gli anni a venire: “Rinforzare i campionati, migliorare la sicurezza, incoraggiare l’innovazione, attrarre nuovi marchi e rendere il motorsport più accessibile, senza perdere di vista la responsabilità verso i membri del club e i milioni di appassionati in tutto il mondo”.

La federazione intende dunque focalizzarsi sullo sviluppo ingegneristico senza tralasciare l’annosa questione dei costi di accesso, un tema sempre più spinoso anche per campionati come il World Rally Championship (WRC) che, pur prevedendo spese minori di altre discipline, ha visto uscire dalle proprie fila diversi marchi negli ultimi decenni. In quest’ottica si colloca dunque la scelta, già discussa alla presentazione Lancia dello scorso anno, di introdurre una nuova categoria entry-level, o come definita dalla stessa FIA “grass-roots”, quella delle vetture Rally6: quest’ultime prendono forma sulla strada già tracciata dal regolamento francese FR6 e verranno dedicate ai campionati nazionali.

Le nuove due ruote motrici avranno un costo previsto che va dai 35 ai 47 mila dollari a seconda del modello, grazie ad una moltitudine di componenti che derivano direttamente dalla serie, quali freni, gomme e scatola del cambio. Il limite peso/potenza è fissato ai 7,5 chilogrammi per cavallo, prospettando una potenza di circa 140 cavalli, mentre i limiti di cubatura sono fissati a 1.6 litri per i motori turbo e 2 litri per quelli aspirati (interessante notare come nell’attuale gruppo FR6 le vetture siano tutte turbocompresse e sotto i 1600 centimetri cubi). Per aumentare l’attrattività di tale categoria, la federazione ha previsto una maggior semplificazione e un’uniformazione dei vari campionati nazionali, ai quali sarà dedicata inoltre una maggior presenza della FIA in termini di branding e marketing.

Venendo alla “classe regina”, il nuovo regolamento prevede una sorta di sdoppiamento delle regole di omologazione: da una parte troviamo le “WRC Cars” che seguono le restrizioni già approvate a fine 2025. Quest’ultime vengono affiancate dalle “WRC Kit Cars”, le quali si basano sulle vetture Rally2 con alcune modifiche che ne aumentano le prestazioni: le nuove “Kit” prevedono delle migliorie aerodinamiche riguardanti parafanghi, paraurti anteriori e un nuovo dispositivo che ha effetto sul carico del retrotreno. Entrambe le omologazioni prevedono in aggiunta un allargamento dei restrittori del turbo di un millimetro. La federazione ha inoltre cercato di ragionare a lungo termine in merito alle potenziali differenze prestazionali tra le vetture: è prevista infatti una maggior flessibilità “in corso d’opera” per garantire innanzitutto prestazioni omologhe interne alla categoria e, in secondo luogo, una sufficiente differenziazione tra nuove Rally1 e Rally2.

Il campionato 2027 prevederà inoltre una rettifica delle regole del campionato costruttori e l’introduzione del campionato team: riguardo il primo, in linea con le novità regolamentari del prossimo anno, sarà aperto non solo ai costruttori tradizionali. Pensiamo ad esempio a Toyota o Hyundai, ma anche a team privati iscritti come costruttori (si veda il caso di Prospeed con “Project Rally One”) passando da essere un “Manufacturers Championship” ad un “Constructor Championship”. Il nuovo campionato team riguarderà invece solo la categoria Rally1 e si articolerà su sette eventi designati dall’organizzazione, a cui sarà obbligatorio partecipare per poter essere eleggibili alla vittoria.

L’ultimo capitolo del concilio è dedicato alle gare cross-country, anche qui sia in termini tecnici che amministrativi: per quanto riguarda il rally-raid le novità riguardano sia la categoria Ultimate che la Challenger, con una “roadmap” fissata al 2030 per la “top-class” e all’anno precedente per quella di accesso. Nel gruppo Ultimate vi saranno nuove regole di sicurezza per le celle dell’abitacolo, una riprogettazione tecnica per un’eventuale introduzione di powertrain alternativi e maggior flessibilità in alcune aree per i costruttori, sempre all’insegna del cost-cutting. Lo sviluppo avverrà nel 2027 mentre nel 2029 i team potranno già partecipare con questi regolamenti nella categoria “Experimental”.

L’anno successivo diventerà invece la norma per l’intero campionato. Discorso analogo per il gruppo “Challenger” che vede un’espansione della tecnica motoristica, con un nuovo limite fissato a 1620 centimetri cubi contro i 1050 attuali, limitando però fortemente lo sviluppo, onde incorrere in un aumento delle spese che è sempre dietro l’angolo. Di più, i nuovi abitacoli saranno obbligatoriamente chiusi e ulteriormente rinforzati.

In entrambe le categorie saranno introdotti dei badge FIA, utilizzati per distinguere i “priority drivers” (con logo oro e argento) dai “non-priority”, che avranno il classico colore blu del marchio FIA. Guardando ai campionati Baja troviamo buone notizie anche per la nostra penisola: il Rally di Sardegna sarà infatti introdotto nella European Baja Cup, mentre l’omologo campionato mediorientale vede introdurre una tappa in Oman. Insomma, le novità a partire dal prossimo anno sono tante, e ci auguriamo che servano ad aumentare il prestigio e la visibilità delle corse “in fuoristrada”.

Credit: Aleix Oria (IG)