Categorie: Campionati Esteri
GILBERT & GUIEU VINCONO LA FRANCE CUP 2026
21 Ottobre 2026
Redazione
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Il pilota dei Vosgi, insieme a Christopher Guieu, conquista la finale francese con la Porsche 992 Rally GT. I rallisti Denis Millet e Antonin Mougin completano il podio dopo un’ultima prova che cambia il volto della classifica. Su 236 equipaggi indicati nei risultati, soltanto 176 arrivano al traguardo.
Ci sono rally nei quali bisogna costruire la vittoria chilometro dopo chilometro, senza lasciarsi distrarre dal risultato degli avversari. E poi ci sono quelli in cui, oltre alla velocità, serve la capacità di restare lucidi mentre tutto intorno cambia. La Finale della Coupe de France des Rallyes 2026, disputata dal 15 al 17 ottobre a Remiremont, nei Vosgi, appartiene alla seconda categoria. A conquistare il successo sono Quentin Gilbert e Christopher Guieu, capaci di portare la loro Porsche 992 GT+ davanti a una concorrenza numerosa e particolarmente agguerrita.
Il verdetto finale racconta una gara tutt’altro che scontata. Gilbert chiude in 1h19’25″2, con 1’23″6 di vantaggio sulla Volkswagen Polo GTI R5 di Denis Millet e Romain Blondeau-Toiny. Terza, a soli 8″4 dalla seconda posizione, l’altra Polo di Antonin Mougin e Isabelle Galmiche. Un podio che premia equipaggi capaci di interpretare al meglio le strade della regione, ma che non racconta da solo tutte le sorprese maturate nel corso della competizione.
Gilbert, una vittoria costruita senza compromessi
Il dato più significativo è forse proprio la vettura che sale sul gradino più alto del podio. In una finale nella quale le Rally2 rappresentano una presenza importante, Gilbert riesce a imporsi con una Porsche appartenente alla categoria GT+. Non è soltanto una vittoria di classe: è il successo assoluto di un equipaggio che riesce a tenere alle spalle vetture concepite per un contesto tecnico differente, dimostrando quanto, in una gara singola, la combinazione fra prestazione, regolarità e capacità di gestione possa fare la differenza.
La distanza dal secondo classificato, superiore al minuto e venti secondi, conferma la solidità del risultato. Dietro Gilbert, infatti, la battaglia per le posizioni successive è decisamente più serrata. Mougin e Galmiche terminano a 1’32″0 dalla vetta, mentre Stève Mourey e Madlyn Brice, con la Citroën C3 Rally2, si fermano a 1’55″3. Quattro equipaggi diversi nelle prime quattro posizioni, con due Volkswagen, una Citroën e una Porsche a rappresentare interpretazioni differenti del rally moderno.
Per Gilbert, rappresentante della Ligue Grand-Est du Sport Automobile, il successo assume anche un significato particolare: la vittoria arriva sulle strade dei Vosgi, in un territorio vicino alla sua area sportiva di riferimento. Un’affermazione che la FFSA ha celebrato come il risultato di una prova solida e veloce, maturata in condizioni meteorologiche variabili e con colpi di scena fino agli ultimi chilometri.
La finale si decide anche quando il cronometro sembra aver già parlato
Il prologo aveva offerto indicazioni interessanti. Matthieu Hocquaux e Guillaume Duval, al volante della Toyota GR Yaris Rally2, avevano firmato il miglior tempo, davanti a Ludovic Godard e Matthieu Bôle-Richard con la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale. Gilbert e Guieu si erano collocati in terza posizione, a 5″2 dai migliori. Un avvio che lasciava aperte diverse possibilità, senza anticipare il risultato conclusivo.
La finale, del resto, non è una gara nella quale basta partire forte. La selezione degli equipaggi qualificati attraverso le diverse leghe francesi porta a Remiremont piloti che hanno già dimostrato il proprio valore nel corso della stagione. L’obiettivo è conquistare una vittoria nazionale, ma anche emergere in un appuntamento che assegna riconoscimenti nelle differenti categorie.
Il caso di Hocquaux è emblematico: dopo il miglior tempo nel prologo, il pilota della Toyota è costretto al ritiro nella prima prova speciale per un problema al sensore di posizione dell’acceleratore. Un inconveniente tecnico che interrompe sul nascere una partecipazione cominciata nel migliore dei modi. È uno degli episodi che ricordano quanto la classifica di una finale possa cambiare rapidamente, indipendentemente dalle ambizioni della vigilia.
Godard scivola, Mourey e Mougin ne approfittano
Il finale riserva un altro passaggio decisivo. Ludovic Godard e Matthieu Bôle-Richard, con la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale, erano rimasti nelle posizioni di vertice nelle prove precedenti, ma l’ultima speciale modifica sensibilmente il loro bilancio. Il francese termina infatti al diciottesimo posto assoluto, a 9’43″8 dal vincitore. Non un ritiro, dunque, ma una perdita di terreno pesante proprio quando il traguardo è ormai vicino.
A beneficiare del cambiamento sono soprattutto Mourey e Mougin, che chiudono rispettivamente quarto e terzo nella classifica generale. Anche Millet riesce a trasformare una gara consistente in un secondo posto, staccato da Gilbert ma davanti a una serie di avversari competitivi.
Ai piedi del podio si piazza Côme Ledogar, navigato da Matthieu Duval sulla Porsche 992 GT3 Cup, a 3’18″0 dal vincitore. Un altro risultato interessante per la categoria GT+, che piazza due vetture nelle prime cinque posizioni assolute.
Una selezione severa, fino all’ultima vettura
I numeri restituiscono la dimensione dell’appuntamento. La classifica allegata indica 236 equipaggi e 176 arrivati: sessanta ritiri, una selezione significativa in una competizione articolata su asfalto per 133,50 chilometri cronometrati, all’interno di un percorso complessivo di 354,83 chilometri.
Le cause degli abbandoni sono diverse. Fra gli episodi documentati figurano le doppie forature che fermano Julien Casale e il suo copilota all’ottava prova speciale, problemi meccanici, incidenti e capottamenti. Anche vetture di categorie differenti sono coinvolte in una gara che non risparmia né le Rally2 né le auto delle classi inferiori. La varietà delle motivazioni conferma quanto sia riduttivo leggere il risultato soltanto attraverso i tempi dei primi classificati.
Non mancano, inoltre, le penalità ai controlli orari. Per alcuni equipaggi, ritardi e anticipi comportano secondi preziosi da aggiungere al tempo finale: un aspetto meno spettacolare rispetto alla lotta in prova speciale, ma altrettanto determinante nella costruzione della classifica.
La festa del rally francese
La Finale di Remiremont conferma così la natura particolare della Coupe de France: un appuntamento che riunisce equipaggi provenienti da percorsi sportivi differenti e li mette a confronto in un unico, impegnativo fine settimana. Non è soltanto una sfida fra vetture di vertice, ma anche una vetrina per chi ha costruito la propria stagione attraverso i rally regionali e nazionali.
In questo contesto, il successo di Gilbert e Guieu assume un valore che va oltre il distacco finale. La Porsche GT+ si impone davanti alle Rally2, mentre alle sue spalle una finale movimentata ridisegna il podio fino all’ultima speciale. Remiremont saluta così una gara intensa, nella quale la velocità ha contato, ma non è bastata da sola: servivano affidabilità, lucidità e la capacità di arrivare in fondo quando tanti altri erano già fuori dai giochi.
Credit: Yannick Schub (IG)