Categorie: Campionati Mondiali
EVANS & MARTIN VINCONO IL TITOLO MONDIALE IN ITALIA
5 Ottobre 2026
Redazione
Scritto da: Nicola Salatino
Ci sono domeniche che, per chi ama il rally, finiscono dritte nella memoria. Non tanto per quello che racconta la classifica, ma per il modo in cui una gara può cambiare volto nel giro di pochi minuti. È esattamente quello che è successo al Rally Italia Sardegna, diventato quest’anno l’ultimo appuntamento del mondiale rally. Il titolo iridato sembrava ormai destinato a finire nelle mani di Oliver Solberg, ma la Power Stage ha ribaltato tutto quando lo svedese è uscito di strada a poche curve dal traguardo.
A festeggiare, alla fine, sono stati Elfyn Evans e Scott Martin. Dopo cinque secondi posti nel campionato del mondo, il gallese e il suo navigatore hanno finalmente conquistato quel titolo inseguito per anni. Un successo che riporta un britannico sul tetto del mondo venticinque anni dopo Richard Burns e che, per Evans, ha un peso ancora maggiore considerando come si era messa la gara.
La Sardegna ha ritrovato quest’anno Alghero come sede principale, dopo la parentesi di Olbia, e ha riproposto tutto quello che da sempre rende speciale e difficile questo appuntamento. Gli sterrati dell’isola non perdonano, il fondo cambia rapidamente e basta poco per compromettere una gara costruita per giorni. In più, con l’uscita dal calendario del Rally dell’Arabia Saudita, la tappa italiana è diventata per la prima volta l’ultimo round della stagione. Una responsabilità in più, soprattutto per chi si giocava il campionato.
Alla vigilia erano tre i piloti ancora in corsa per la corona: Evans, Sami Pajari e Solberg, tutti al volante della Toyota GR Yaris Rally1. Evans arrivava in Sardegna con un buon margine, ma la posizione di partenza e il ritmo mostrato da Solberg hanno presto cambiato gli equilibri. Il giovane svedese ha preso sempre più confidenza con le prove speciali, fino a portarsi al comando nella giornata di sabato. Alla vigilia dell’ultima tappa era quindi lui a guardare tutti dall’alto nella classifica del rally, anche se il discorso mondiale era tutt’altro che chiuso.
La domenica, però, ha cambiato nuovamente le carte in tavola. Evans ha perso terreno sulla penultima speciale, dove una foratura lo ha costretto a fermarsi per sostituire una ruota. Secondi preziosi che sono volati via proprio nel momento in cui ogni punto poteva diventare decisivo, compresi quelli della Super Sunday. A quel punto Solberg sembrava avere il titolo praticamente in mano. Gli bastava gestire l’ultima prova e portare a termine una stagione già straordinaria.
Poi è arrivata la Power Stage. Solberg è uscito di strada nell’ultimo chilometro, quando mancavano soltanto poche curve alla conclusione. L’errore gli è costato circa quindici secondi, ma soprattutto quei punti bonus che sarebbero stati fondamentali per chiudere definitivamente la corsa al titolo. Evans, invece, ha continuato a spingere fino alla fine, sapendo perfettamente che ogni secondo poteva cambiare la sua stagione.
La Power Stage è andata a Thierry Neuville, autore di un tempo di 4’54″2. Il belga ha preceduto Sami Pajari di 3″3 ed Evans di 5″6. Solberg ha invece terminato soltanto ottavo, con un ritardo di 14″5. Quanto bastava per cambiare la storia del campionato. Evans ha così chiuso la stagione a 243 punti, contro i 238 di Solberg, conquistando finalmente il titolo mondiale.
Il paradosso è che, mentre Evans festeggiava il campionato, la vittoria del rally è rimasta proprio a Solberg ed Elliott Edmondson. Nonostante l’errore finale, il loro fine settimana è stato di altissimo livello e ha permesso loro di chiudere davanti a tutti. Seconda posizione per Sébastien Ogier e Vincent Landais, staccati di 57″6, mentre Sami Pajari e Marko Salminen hanno completato il podio a 1’37″4.
Adrien Fourmaux e Alexandre Coria hanno portato la Hyundai i20 N Rally1 al quarto posto. Evans e Martin hanno invece terminato quinti, a 4’48″1, ma per loro la posizione finale contava relativamente. Dopo anni di tentativi e cinque secondi posti mondiali, avevano finalmente raggiunto il risultato che mancava.
Per Toyota è stata una giornata particolare anche guardando al campionato. Il costruttore giapponese ha piazzato tre dei suoi equipaggi ai primi tre posti della classifica iridata, confermando la solidità mostrata nel corso della stagione. Ma la Sardegna ha rappresentato anche il saluto alle Rally1 così come le abbiamo conosciute negli ultimi anni, prima del cambio regolamentare previsto per il 2027.
Ogier ha ricordato con particolare affetto questa generazione di vetture e un’epoca importante della propria carriera, pur indicando nelle WRC Plus introdotte nel 2017 il punto più alto della sua esperienza. Pajari, invece, ha chiuso una stagione di crescita importante, caratterizzata, secondo quanto dichiarato dallo stesso finlandese, da nove podi e tre vittorie. Il giovane pilota ha sottolineato quanto abbia significato poter guidare queste vetture e, allo stesso tempo, ha lasciato intendere di voler continuare a migliorare.
Non sono mancate nemmeno le note amare. Thierry Neuville, nonostante la vittoria nella Power Stage, ha concluso soltanto quindicesimo dopo essere stato costretto a rientrare attraverso il Super Rally. Mārtiņš Sesks ha invece salutato un’esperienza durata due anni e mezzo al volante delle Rally1, mentre Fourmaux ha ripercorso la crescita maturata nelle ultime quattro stagioni, ricordando anche quel successo in gara che ancora gli manca.
Alla fine, però, sarà soprattutto il finale a rimanere negli occhi. Il Rally Italia Sardegna ha chiuso il mondiale con un ribaltamento che sembrava quasi impossibile fino a pochi minuti prima. Solberg ha conquistato la vittoria del rally, Evans ha conquistato quella più importante, quella che vale una carriera.
Il WRC ora guarda già al 2027 e a una nuova era tecnica. Per Elfyn Evans e Scott Martin, però, il futuro può aspettare. Dopo anni passati a sfiorarlo, il titolo mondiale è finalmente loro.
Credit: Elfyn Evans (X)