Categorie: Altri Rally
TANTE EMOZIONI ALLA FIORIO CUP – TROFEO ALEX FIORIO
4 Novembre 2026
Redazione
Scritto da: Nicola Salatino
Alla Masseria Camarda un fine settimana di sport, amicizia ed emozioni. Dalla vittoria di Roberto Daprà e Luca Guglielmetti alla sfida tra Italia ed Europa, fino ai tanti momenti che hanno reso speciale una manifestazione capace di andare ben oltre il risultato sportivo.
Ci sono manifestazioni che si ricordano per chi ha trionfato, per una prestazione particolare o per un risultato rimasto impresso nelle classifiche. E poi ce ne sono altre che, una volta terminato tutto, lasciano qualcosa in più; il ricordo di un’atmosfera, di persone che hanno condiviso la stessa passione e di una giornata nella quale lo sport è riuscito a diventare un’occasione di incontro. La Fiorio Cup – Trofeo Alex Fiorio, andata in scena tra il 31 ottobre e il 1° novembre nella splendida cornice di Masseria Camarda, appartiene sicuramente a questa seconda categoria.
Fin dal primo momento si è respirato un clima particolare, fatto di entusiasmo, cordialità e autentica partecipazione. Piloti, navigatori, addetti ai lavori, ospiti e appassionati si sono ritrovati in un contesto nel quale la competizione non ha mai preso il sopravvento sul piacere di stare insieme. Una festa dei rally, prima ancora che una sfida tra equipaggi, capace di coinvolgere tutti i presenti e di restituire quella dimensione umana che rende questo sport così speciale.
Dietro una manifestazione riuscita c’è sempre un lavoro che spesso il pubblico non vede. In questo caso, organizzare un appuntamento di tale portata in tempi decisamente ristretti, dopo la prematura scomparsa di Alex Fiorio, non era affatto semplice. Eppure, grazie all’impegno e alla determinazione di Maria Paola Fiorio, al prezioso contributo della sorella Francesca e alla partecipazione dell’intera famiglia Fiorio, Cesare compreso sempre generoso nel condividere le sue analisi tecniche, ogni dettaglio ha trovato la propria collocazione. Da non trascurare il contributo di Alex Bruschetta, il cui lavoro organizzativo è stato determinante per dare forma all’evento in così poco tempo.
La famiglia Fiorio ha saputo accogliere tutti con una disponibilità e una cordialità che hanno rappresentato uno dei valori aggiunti del fine settimana. Un’ospitalità autentica, mai formale, che ha fatto sentire ciascun ospite parte di qualcosa di più grande. A completare il quadro, il lavoro dello staff di Masseria Camarda, sempre attento e impeccabile nel garantire accoglienza e assistenza durante le diverse fasi della manifestazione.
A dare voce e ritmo alla giornata ci hanno pensato Claudia Peroni e Nicola Pio Restagno, protagonisti di una conduzione particolarmente efficace. Con professionalità, simpatia e la capacità di coinvolgere il pubblico, sono riusciti ad accompagnare i presenti attraverso i diversi momenti della manifestazione, valorizzando protagonisti, curiosità e passaggi sportivi senza mai perdere il contatto con l’atmosfera della festa.
Ma uno dei momenti più intensi e inattesi della manifestazione è arrivato quasi a sorpresa, quando Maria Paola Fiorio è tornata a bordo di un’auto da rally, la Lancia Delta ex Aghini, affrontando il percorso insieme alla sua navigatrice Giulia Bico, presente anche per offrire il proprio supporto all’organizzazione. Un momento che ha emozionato i presenti, perché ha segnato il ritorno in abitacolo dopo un periodo di pausa seguito alla conquista della Coppa ACI Sport Femminile del Trofeo Italiano Rally 2025. Non era una gara, né tantomeno l’annuncio di un ritorno ufficiale, ma qualcosa di forse ancora più spontaneo e autentico: il riavvicinarsi a un mondo che evidentemente sa lasciare un segno profondo. E allora, inevitabilmente, una domanda nasce tra gli appassionati: chissà che un giorno non si possa rivedere Mariapaola anche sui campi di gara? Per ora resta la bellezza di quel giro e l’emozione condivisa da tutti coloro che hanno avuto la fortuna di assistervi.
La manifestazione ha avuto anche un importante momento di incontro con il territorio, con la presentazione degli equipaggi in Piazza Plebiscito a Ceglie Messapica. Un’occasione per avvicinare ulteriormente il pubblico al mondo dei rally e portare la festa anche fuori dai confini della masseria, coinvolgendo la comunità locale e gli appassionati.
UNA GARA VERA, DOVE NON BASTAVA PREMERE SULL’ACCELERATORE
Domenica mattina, però, una volta accesi i motori, la Fiorio Cup ha mostrato anche il suo volto più agonistico. Otto equipaggi, quattro italiani e quattro provenienti dal panorama rallistico europeo, si sono confrontati al volante delle Skoda Fabia RS Rally2 preparate da PA Racing, con pneumatici Pirelli e, soprattutto, nelle medesime condizioni tecniche. Una scelta precisa, pensata per ridurre le variabili e lasciare che fossero soprattutto capacità, sensibilità e precisione dei piloti a fare la differenza.
Il percorso si sviluppava sui fondi sterrati della proprietà di Masseria Camarda e proponeva una sfida tutt’altro che banale. Quattro prove speciali, per oltre sedici chilometri complessivi, con i tratti affrontati nei due sensi di marcia: una soluzione che obbligava gli equipaggi a modificare riferimenti, traiettorie e approccio alle curve, senza poter contare semplicemente sulla ripetizione di una guida già acquisita. Cambiando direzione, infatti, cambiano anche i punti di frenata, gli ingressi e le uscite dalle curve, oltre alla gestione del fondo.
A rendere ancora più interessante il confronto era la presenza di numerosi paletti a delimitare il tracciato. Non si trattava soltanto di individuare la traiettoria più veloce, ma di farlo senza commettere errori. Toccare o abbattere un paletto significava incorrere in una penalità di 10 secondi, con il rischio di vedere vanificato in un istante il vantaggio costruito lungo il percorso. In una gara dove i distacchi si misuravano sui decimi, la differenza tra una guida spettacolare e una realmente efficace poteva essere proprio lì: qualche metro in meno, una curva affrontata con maggiore pulizia, un passaggio preciso anziché una manovra troppo aggressiva.
Era dunque fondamentale trovare il giusto compromesso tra velocità e controllo. Spingere troppo poteva costare caro, ma rinunciare al ritmo avrebbe inevitabilmente lasciato spazio agli avversari. Una sfida nella quale anche la capacità di mantenere la concentrazione per tutte le prove diventava determinante, perché un errore, una sbavatura o una penalità potevano cambiare sensibilmente la classifica.
LE QUATTRO PROVE E IL DOMINIO DI DAPRÀ-GUGLIELMETTI
A interpretare meglio di tutti questa particolare formula sono stati Roberto Daprà e Luca Guglielmetti, capaci di costruire il proprio successo prova dopo prova. L’equipaggio italiano è rimasto in testa in tutte e quattro le speciali, confermando una notevole regolarità e una precisione che, in una competizione di questo genere, valgono quanto la velocità pura.
Le prime due prove si sono disputate sul tratto di Masseria Camarda, lungo 3,99 chilometri. Già dalla speciale d’apertura Daprà-Guglielmetti hanno preso il comando, con Tamara Molinaro e Lorenzo Granai secondi a 6″34 e Henning e Maud Solberg terzi a 8″75. Nelle prove successive il copione è rimasto sostanzialmente lo stesso: i vincitori hanno continuato a imporre il proprio ritmo, mentre alle loro spalle la lotta per le posizioni di vertice si faceva sempre più interessante.
Le altre due prove si sono sviluppate su 4,15 chilometri ciascuna. Qui il confronto è proseguito con distacchi che hanno continuato a evolversi, confermando quanto fosse difficile trovare il giusto equilibrio tra aggressività e precisione. Daprà e Guglielmetti, invece, non hanno lasciato spazio agli avversari, completando una prestazione impeccabile.
La classifica finale, calcolata tenendo conto delle penalità e dello scarto della peggiore prova, ha premiato proprio la loro continuità. Roberto Daprà e Luca Guglielmetti hanno conquistato la Fiorio Cup con il tempo di 11’48″81, precedendo Pontus Tidemand e Morgan David Olsson, secondi a 5″86, e Giovanni Trentin e Pietro Elia Ometto, terzi a 7″16. A seguire Matteo Bernini e Lorenzo Mattucci, Henning e Maud Solberg, Tamara Molinaro e Lorenzo Granai, Hedda Hosas e Pol Tibau Roura, Eliott Delecour e Alan Lanfray.
La sfida tra le due squadre ha aggiunto un ulteriore motivo di interesse alla competizione. Il Team Italia, capitanato dall’ex campione Andrea Aghini, ha avuto la meglio sul Team Europa, guidato da Henning Solberg, con il punteggio di 78 a 50. Un confronto che ha dato alla manifestazione anche il sapore di una sfida internazionale, senza togliere nulla allo spirito di amicizia che ha accompagnato l’intero fine settimana.
UN TROFEO, UNA FAMIGLIA, UNA PASSIONE CHE CONTINUA
La Fiorio Cup – Trofeo Alex Fiorio ha dimostrato che una manifestazione sportiva può avere un valore che va ben oltre la classifica finale. Il ricordo di Alex, il legame della famiglia Fiorio con il mondo dei rally, la presenza di tanti protagonisti e la partecipazione degli appassionati hanno dato vita a un appuntamento nel quale passato, presente e futuro si sono incontrati in modo naturale.
Alla fine, forse, è proprio questo il risultato più bello della Fiorio Cup: aver ricordato a tutti che i rally non sono soltanto cronometri, classifiche e tempi sul passaggio, ma soprattutto persone, amicizie, emozioni e una passione capace di unire generazioni diverse. E se il Trofeo Alex Fiorio è riuscito a trasformare tutto questo in una grande festa, allora l’obiettivo è stato centrato. Con la speranza che questa bella storia possa avere presto un nuovo capitolo.
Credit: Fiorio Cup – Trofeo Alex Fiorio (IG)