Categorie: Campionati Europei
SESKS & FRANCIS VINCONO IN PORTOGALLO CON MRF
27 Ottobre 2026
Redazione
Scritto da: Nicola Salatino
Il lettone conquista il quinto successo europeo al termine di un finale davvero incredibile. Il problema tecnico di Korhonen spalanca la strada alla Škoda, mentre Sarrazin porta la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale sul secondo gradino del podio. Marczyk è vicecampione europeo.
Ci sono rally che si decidono sul cronometro e altri nei quali, prima ancora dei secondi, bisogna fare i conti con la capacità di resistere agli imprevisti. Il 39esimo Rally Six Cities North of Portugal, disputato dal 23 al 25 ottobre e ultimo appuntamento dell’europeo rally 2026, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Mārtiņš Sesks e Renārs Francis hanno conquistato la vittoria con la loro Škoda Fabia RS Rally2 dopo aver visto il successo allontanarsi proprio nell’ultima giornata, quando la Toyota di Roope Korhonen sembrava avere ormai preso il controllo della gara. Poi, ancora una volta, il rally ha cambiato direzione.
SHAKEDOWN: SESKS METTE SUBITO TUTTI IN FILA
Il primo riferimento cronometrico è arrivato venerdì 23 ottobre, con lo Shakedown di Luilhas, una prova di 7,33 chilometri utile agli equipaggi per verificare le vetture e affinare le regolazioni prima dell’inizio della competizione. Il miglior tempo è stato quello di Sesks, capace di fermare il cronometro a 4’22″777.
Alle sue spalle si è piazzato Korhonen, secondo in 4’23″430, con un ritardo di 653 millesimi. Terza posizione per Pablo Sarrazin, al volante della Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale, in 4’24″375. Nikolay Gryazin, anch’egli su Lancia, ha chiuso quarto in 4’24″861, davanti al compagno di marca Léo Rossel, quinto in 4’25″404.
Un’indicazione interessante, ma ancora soltanto una fotografia della preparazione: lo Shakedown non assegnava la vittoria e non anticipava necessariamente i valori della gara. Le strade portoghesi, con fondo sterrato impegnativo e pietre capaci di mettere a dura prova pneumatici e meccanica, avrebbero presto imposto un’altra misura delle ambizioni.
LA GARA: IL VANTAGGIO CAMBIA PADRONE
La competizione vera è entrata nel vivo venerdì sera con la prova spettacolo sull’asfalto della salita di Monte Penha, a Guimarães, prima di trasferirsi sulle più selettive strade sterrate. Sabato Sesks ha costruito una giornata solida, riuscendo a conservare il comando nonostante qualche segnale di preoccupazione tecnica sulla Škoda. Al termine della prima tappa il lettone aveva 10″5 di vantaggio su Korhonen, mentre Sarrazin occupava la terza posizione.
Il finlandese, però, non si è limitato a controllare. Con la Toyota GR Yaris Rally2 ha vinto diverse speciali e ha continuato a mettere pressione al leader, approfittando anche delle difficoltà incontrate da altri protagonisti. La giornata è stata movimentata: Kris Meeke si è ritirato dopo un incidente sulla PS4, mentre Andrea Mabellini ha dovuto abbandonare sulla PS7 per un problema meccanico. Nella stessa prova sono usciti di scena anche Tymek Abramowski e Sarah Rumeau, entrambi dopo essersi cappottati.
Domenica il confronto si è trasformato in una sfida di nervi. Un problema a un ammortizzatore ha rallentato Sesks, che dopo il giro mattutino si è ritrovato alle spalle di Korhonen. Il finlandese ha ulteriormente consolidato la propria posizione sulla PS14, portando il margine a 10″6 con tre prove ancora da disputare. A quel punto la vittoria sembrava davvero nelle sue mani.
Ma la Toyota ha accusato un guasto al differenziale posteriore, che ha lasciato la vettura in modalità a due ruote motrici. Sesks ha potuto così riprendere il comando e costruire il successo, mentre Korhonen ha dovuto rinunciare a una vittoria che fino a pochi chilometri prima appariva alla sua portata.
POWERSTAGE: SESKS FIRMA ANCHE L’ULTIMO ACUTO
L’ultima prova del rally è stata la PS17 Lameirinha 2, valida come Powerstage, lunga 11,2 chilometri. Qui Sesks ha completato la propria rimonta nel modo più convincente, segnando il miglior tempo in 6’48″2.
Alle sue spalle si è piazzato Gryazin, con la Lancia, staccato di appena quattro decimi in 6’48″6. Terzo tempo per Simone Tempestini, a 2″1, seguito da Jan Solans a 2″8 e da Léo Rossel a 6″3. La prova conclusiva ha avuto un peso particolare anche nella lotta per il podio: Sarrazin, pur senza brillare nel tempo della Powerstage, è riuscito a superare Korhonen nella graduatoria assoluta, approfittando delle difficoltà del finlandese.
CLASSIFICA FINALE: LA ŠKODA DAVANTI ALLA LANCIA
Al termine delle 17 prove speciali, la classifica finale del 39° Rally Six Cities North of Portugal ha premiato Sesks e Francis, primi in 2h05’42″1. Per il lettone si tratta della quinta vittoria nell’europeo rally, conquistata al termine di una gara che sembrava essergli sfuggita proprio quando Korhonen aveva trovato il modo di passare al comando.
Secondo posto per Pablo Sarrazin e Yannick Roche con la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale, a 1’02″9. Per Sarrazin è arrivato il primo podio europeo, risultato ancora più significativo dopo i problemi allo sterzo che lo avevano condizionato nel corso della mattinata. Korhonen e Anssi Viinikka hanno chiuso terzi a 1’25″0, davanti a Jan Solans, quarto a 1’48″0, e Simone Tempestini, quinto a 2’28″4.
La top10 è stata completata da Arthur Pelamourgues, Armindo Araújo, Miko Marczyk, Pedro Almeida e Léo Rossel. Araújo è stato il miglior portoghese al traguardo, settimo assoluto. Marczyk, ottavo, ha invece consolidato il secondo posto nella classifica finale del campionato europeo, alle spalle del già laureato campione Teemu Suninen e davanti a Mabellini, costretto al ritiro.
Da segnalare anche la prova di Almeida, nono nonostante i problemi al cambio, e il recupero di Rossel, penalizzato in precedenza da una ruota danneggiata. In altre categorie, Rio Ogata ha vinto l’ERC3 al debutto, Karl Peder Nordstrand si è imposto nel Junior ERC e Timo Schulz ha conquistato il doppio titolo ERC4 e Junior ERC, ottenendo anche il premio che gli permetterà di correre nel Junior WRC nel 2027.
Con il quartier generale a Fafe e le prove distribuite tra sei municipalità del nord del Portogallo, il rally ha confermato il fascino di un territorio nel quale la strada non concede tregua. La Lameirinha e il celebre salto di Pedra Sentada hanno offerto la cornice perfetta a un finale da ricordare: Sesks ha vinto perché ha saputo restare in corsa quando la situazione si era complicata, mentre Korhonen ha scoperto quanto possa essere sottile il confine tra un successo ormai vicino e una gara che sfugge di mano. È anche questo, in fondo, il senso dei rally: la velocità conta, ma non basta mai da sola.
Credit: Mārtiņš Sesks (X)