Categorie: Campionati Mondiali
LANCIA CORSE HF, IL RESOCONTO DELLA STAGIONE 2026
18 Ottobre 2026
Redazione
Scritto da: Tiziano Topini
Credo sia arrivato il momento di trarre qualche conclusione sul primo anno dal ritorno di Lancia Corse HF nei rally. Il team franco-italiano ha riportato in auge l’inarrestabile elefantino oppure si è trattato soltanto di uno specchietto per le allodole? Prima di rispondere, però, credo sia giusto ripercorrere gli appuntamenti a cui ha preso parte. Sedetevi, allacciate le cinture a quattro punti e leggete.
Il 94esimo Rallye Automobile Monte-Carlo (22-25 gennaio) è stato sicuramente l’evento sul quale si sono concentrati molti degli sguardi degli appassionati della categoria Rally2. Dopo ben 33 anni di assenza, Lancia è tornata a mordere l’asfalto ghiacciato monegasco, questa volta sotto la direzione francese. Non me la sento di parlare di “fortuna del principiante”, poiché lo sviluppo della vettura è stato affidato a Stellantis Motorsport, con sede a Satory, in Francia. Si tratta di una squadra di tutto rispetto, dotata di un importante know-how maturato con le Citroën C3 nelle loro diverse declinazioni da competizione, protagoniste sulle strade di tutto il mondo. Quindi sì, almeno sulla carta, il progetto si è dimostrato davvero competitivo.
Come detto poc’anzi, la vettura ha debuttato a Monte-Carlo, ottenendo risultati tutto sommato incoraggianti: Gryazin ha chiuso al 6° posto, seguito da Yohan Rossel al 7°, confermando le buone potenzialità del progetto.
Dopo i saliscendi del Turini, ci spostiamo in Croazia per il Croatia Rally 2026 (9-12 aprile), dove le vetture dell’elefantino hanno dominato sulle strade tortuose del Paese. La prima vittoria iridata è arrivata grazie a Yohan Rossel, mentre Gryazin ha conquistato il terzo posto. Al 50° Rally Islas Canarias – Rally of Spain è arrivato un nuovo trionfo per Yohan Rossel, che si è imposto nuovamente al primo posto, confermando la competitività della vettura, tra le più veloci della classe WRC2. Gryazin ha invece concluso al 6° posto.
Al 59° Vodafone Rally de Portugal (7-10 maggio), prima gara su sterrato del mondiale, il fondo ha messo a dura prova numerose vetture di diverse categorie nel corso delle tre giornate. Gryazin è comunque riuscito a salire sul podio, conquistando il 2° posto di classe, mentre la vettura di Rossel ha accusato un guasto alla sospensione. Nonostante il rientro nella giornata di domenica grazie al Super Rally, il francese ha concluso in 18° posizione, lontano dalla zona punti.
Il FORUM8 Rally Japan 2026 (28-31 maggio) ha visto al via soltanto la vettura guidata da Gryazin che, nonostante fosse l’unica Lancia presente, è riuscita a conquistare il primo posto di classe.
Peccato, invece, per il 70° EKO Acropolis Rally Greece (25-28 giugno), dove sono state schierate ben quattro vetture. Quella condotta da Leo Rossel ha concluso al 6° posto di classe, mentre l’equipaggio Sarrazin-Roche, al volante della vettura del team privato 2C Junior Team, ha chiuso subito alle sue spalle, in 7° posizione e quindi in zona punti, ma lontano dal podio. Sfortunate, invece, le altre due Lancia: quella di Yohan Rossel si è dovuta ritirare a causa di un guasto al motore, mentre quella di Conner è stata costretta allo stop dopo un cappottamento.
Al 75° Secto Rally Finland (30 luglio-2 agosto), i migliori piazzamenti sono stati quelli di Gryazin, 7°di classe, e di Yohan Rossel, 9°. Sarrazin-Roche ha invece chiuso in 18° posizione. Le due vetture private del 2C Junior Team, condotte rispettivamente da Conner e Leo Rossel, hanno terminato la gara in 18° e 22° posizione.
Una piccola, ma importante rimonta è arrivata durante il 3° Ueno Rally del Paraguay (27-30 agosto), con Gryazin al 5° posto e Yohan Rossel al 6°. Risultati che, pur non portando Lancia sul podio, hanno contribuito a consegnarle un traguardo storico: il titolo WRC2, conquistato con tre gare d’anticipo, a 33 anni dall’ultima affermazione iridata del marchio nel mondo dei rally. Nonostante il campionato fosse ormai deciso, Lancia ha comunque preso parte agli appuntamenti successivi. Al 3° Rally Chile BIOBÍO (10-13 settembre), Yohan Rossel ha conquistato la prima posizione di classe, mentre Gryazin è stato costretto al ritiro dopo un cappottamento.
Il 23° Rally Italia Sardegna (1-4 ottobre) ha rappresentato l’ultimo appuntamento mondiale sulle strade sarde, dato che dal prossimo anno la tappa italiana del mondiale si trasferirà a Roma. Il Rally Saudi Arabia è stato annullato a causa dei disordini in Medio Oriente, riducendo così il numero degli appuntamenti previsti in calendario. Delle quattro Ypsilon al via, l’unica a raggiungere il traguardo è stata quella di Sarrazin-Roche. La vettura di Martel-Gelsomino si è ritirata in seguito a un incidente, mentre quella di Leo Rossel ha accusato problemi meccanici. Una nota a margine riguarda l’equipaggio tutto italiano formato da Avandero-Granai, che ha concluso la gara in 39° posizione.
Bene, credo sia arrivato il momento di tirare le somme. Se da un lato la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale è nata per raccogliere il testimone della Citroën C3 Rally2, giunta ormai alla fine del proprio ciclo di omologazione, dall’altro bisogna riconoscere che la sua predecessora era una vettura estremamente solida, capace di regalare grandi soddisfazioni ai diversi team nelle mani di piloti esperti.
È anche vero che il ritorno in gara è stato un modo per restituire visibilità a Lancia, un marchio che negli ultimi anni era quasi finito nel dimenticatoio. Il vero peccato, secondo alcuni, è che non si tratti di un progetto interamente italiano, quanto piuttosto di un programma con una forte impronta francese. Si tratta, tuttavia, di un’osservazione che ho sentito ripetere molte, forse troppe volte. In fondo, anche diversi progetti Lancia del passato facevano ampio ricorso alla meccanica Fiat. La Delta originale, prima di essere trasformata nella vettura da rally che tutti conosciamo, condivideva infatti pianale e meccanica con la Fiat Ritmo. Ma tant’è: non voglio assolutamente trasformare questo articolo in un bancone da bar.
La Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale ha saputo raccogliere al meglio l’eredità della Citroën, ormai prossima al pensionamento agonistico. Non credo si possa parlare di fortuna del principiante, considerando che i piloti impegnati nel progetto erano tutt’altro che esordienti. Piuttosto, penso si sia trattato di un perfetto incastro di circostanze, competenze e prestazioni che ha portato alla conquista del titolo WRC2.
Certo, questo successo non ha lo stesso peso del titolo nella categoria regina, ma è giusto dare a Cesare quel che è di Cesare e riconoscere i meriti del team e dei piloti, capaci di conquistare il campionato con una vettura praticamente nuova.
Credit: media.stellantis.com (Web)