Categorie: Campionati Mondiali
IL RALLY DEL PORTOGALLO NON CI SARÀ NEL WRC 2027
14 Ottobre 2026
Redazione
Scritto da: Maurizio Magri
Una delle classicissime del rallismo mondiale verrà pensionata anzitempo, sicuramente per la stagione 2027, con la speranza di un rientro in calendario per il 2028. Stiamo parlando del Rally del Portogallo.
Nonostante fossero già state fissate le date, dal 13 al 16 maggio, e apportate delle modifiche alla configurazione stessa dell’evento – incluso lo spostamento del “quartier generale” da Matosinhos a Viseu – per rendere tutto il più diversificato dal punto di vista geografico, l’organizzatore ha dovuto fare “dietrofront” ed annunciare pubblicamente l’assenza per il 2027, proprio alla vigilia del sessantesimo anniversario della corsa.
Tranne per una parentesi tra il 2002 e il 2006, la gara è sempre stata un appuntamento fisso per squadre, piloti ed appassionati.
La prima edizione risale al 1967 e dal 1973 la gara è stata inserita all’interno del World Rally Championship, dove è rimasta stabilmente fino al 2001.
Un punto di svolta, per la squadra corse Lancia Martini, fu sicuramente l’edizione del 1989, durante la quale l’allora direttore sportivo della casa torinese, Cesare Fiorio, venne chiamato a Maranello, proprio mentre si trovava in terra lusitana per seguire le gesta della Delta Integrale e dei suoi alfieri. Dismessi in fretta e furia i panni Lancia, dal giorno successivo divenne uomo Ferrari e passò così dagli asfalti e sterrati del mondiale rally ai muretti dei circuiti più importanti del globo.
Una delle edizioni più funeste, invece, fu quella di tre anni prima, e cioè nel 1986: durante l’ultimo anno dei Gruppi B, uno degli episodi che sicuramente contribuì all’abbandono da parte delle federazione di questi mostri a quattro ruote fu l’uscita di strada del portoghese Joaquim Santos, a bordo di una Ford RS200, che causò la morte di tre spettatori e il ferimento di decine persone.
Una caratteristica della gara, infatti, soprattutto fino ai primi anni novanta, era la presenza massiccia di pubblico in mezzo alla carreggiata. Gli spettatori creavano due vere e proprie ali di folla, coordinate e pronte ad aprirsi, come in una coreografia, qualche istante prima del passaggio delle vetture. Successivamente, proprio a causa della pericolosità del comportamento, si istituì un vero e proprio controllo della folla e la gara, seppur sempre molto ricca di pubblico, riuscì ad essere gestita nella maniera corretta ed esemplare.
L’auspicio di tutti gli appassionati, oltre ovviamente agli addetti ai lavori, è che il Rally del Portogallo ritorni ad essere inserito, di diritto, all’interno del campionato mondiale di rally e che la sua esclusione sia solo momentanea e non definitiva.
Credit: Takamoto Katsuta (X)