Categorie: Campionati Mondiali
IL 23° RALLY ITALIA SARDEGNA CHIUDERÀ IL MONDIALE 2026
18 Settembre 2026
Redazione
Scritto da: Nicola Salatino
La federazione internazionale e il WRC Promoter hanno ufficializzato l’esclusione del Rally Saudi Arabia dal calendario iridato 2026. Le incertezze legate alla situazione regionale e le conseguenti difficoltà logistiche hanno portato alla cancellazione della prova dal mondiale rally. Sarà così il Rally Italia Sardegna, dall’1 al 4 ottobre, a chiudere anticipatamente la stagione e ad assegnare il titolo mondiale.
Certe volte un campionato cambia strada proprio quando sembra ormai averne tracciato il percorso fino all’ultima curva. È quello che è accaduto al FIA World Rally Championship 2026, che da oggi ha un finale diverso da quello immaginato soltanto poche settimane fa.
La FIA e WRC Promoter hanno infatti confermato che il Rally Saudi Arabia, inizialmente programmato dal 12 al 15 novembre come quattordicesimo e ultimo appuntamento della stagione, non farà parte del campionato del mondo. La decisione è arrivata dopo mesi di lavoro con la Saudi Automobile and Motorcycle Federation, la Saudi Motorsport Company e gli organizzatori locali, nel tentativo di trovare una soluzione che consentisse lo svolgimento della gara.
Alla fine, però, l’incertezza legata agli sviluppi regionali e soprattutto le conseguenze sulla logistica hanno reso impossibile mantenere l’appuntamento all’interno del WRC. La FIA ha precisato un aspetto importante: non si tratta di una bocciatura delle capacità organizzative saudite. Anzi, Rally Saudi Arabia si svolgerà comunque nelle date previste, ma sarà valido per il FIA Middle East Rally Championship e non per il mondiale.
È una distinzione tutt’altro che secondaria, perché racconta bene il senso della decisione. Il progetto saudita non viene cancellato, ma semplicemente rinviato nella sua dimensione mondiale. Mohammed Ben Sulayem ha confermato la volontà della FIA di continuare a lavorare con i partner locali per riportare il WRC in Arabia Saudita nel 2027. Una posizione condivisa anche da Éric Boullier, CEO di WRC Promoter, che ha sottolineato come la decisione non rappresenti un giudizio sulla preparazione dell’organizzazione saudita. E così, quasi senza preavviso, il Rally Italia Sardegna diventa il gran finale del campionato.
DALLA PENULTIMA ALL’ULTIMA PAGINA
Quando il calendario 2026 era stato approvato, la Sardegna occupava già una posizione particolare: dal 1° al 4 ottobre sarebbe stata la penultima prova, lasciando all’Arabia Saudita il compito di scrivere l’ultima pagina del campionato. La scelta di collocare la gara italiana in autunno aveva già aggiunto un elemento di interesse, con condizioni potenzialmente molto diverse rispetto alle tradizionali edizioni estive. Ora quel significato cambia completamente.
Il Rally Italia Sardegna sarà il tredicesimo e ultimo appuntamento del WRC 2026. Un cambiamento che arriva proprio quando la lotta per il titolo è entrata nella sua fase più delicata. Dopo il Rally Chile Biobío, Elfyn Evans guida la classifica con 230 punti, davanti a Sami Pajari con 213 e Oliver Solberg con 209. Tre piloti, tutti su Toyota, sono quindi racchiusi in appena 21 punti.
Il risultato del Cile ha contribuito a rendere ancora più interessante la situazione. Solberg ha conquistato la vittoria, mentre Evans, costretto a fermarsi per una foratura nella parte conclusiva della gara, ha chiuso quinto. Il gallese ha comunque raccolto punti importanti sulla Power Stage, conservando la leadership con 17 punti di margine su Pajari e 21 su Solberg.
A questo punto, però, non ci sarà una seconda possibilità in Arabia Saudita. Tutto si concentrerà sui chilometri della Sardegna. Ed è qui che la modifica del calendario assume anche un valore sportivo particolare. Il Rally Italia Sardegna è una gara che non concede facilmente compromessi: fondo sterrato, pietre, temperature che possono cambiare rapidamente e prove speciali capaci di mettere a dura prova pneumatici e concentrazione.
L’edizione autunnale, inoltre, può aggiungere un ulteriore elemento di imprevedibilità. Lo stesso organizzatore aveva evidenziato, già prima della modifica del calendario, come la collocazione di ottobre potesse portare condizioni più variabili e superfici più insidiose.
TOYOTA HA GIÀ VINTO, MA NON TUTTO
C’è poi un curioso contrasto nella situazione del campionato. Il titolo costruttori è già stato assegnato. Il successo di Oliver Solberg in Cile ha infatti permesso a Toyota Gazoo Racing WRT di conquistare matematicamente il sesto titolo consecutivo, portando a dieci i campionati costruttori conquistati dalla casa giapponese e raggiungendo il record storico della Lancia.
Ma proprio Toyota si presenta alla Sardegna con una situazione completamente diversa per quanto riguarda il titolo piloti. Evans, Pajari e Solberg sono infatti separati da appena 21 punti e tutti e tre arriveranno ad Alghero con una possibilità concreta di giocarsi il campionato. Una circostanza che rende ancora più particolare il finale del 2026: il dominio della squadra è già stato certificato, mentre all’interno dello stesso schieramento resta apertissima la sfida per il titolo individuale.
Non è un dettaglio da poco. Il destino del campionato passa attraverso una squadra che ha già raggiunto il proprio obiettivo principale, ma che ora dovrà gestire tre ambizioni personali molto diverse.
LA SARDEGNA AL CENTRO DELLA SCENA
Per il Rally Italia Sardegna è una promozione arrivata quasi all’improvviso, ma che aumenta enormemente il peso dell’appuntamento.
La gara organizzata dall’Automobile Club d’Italia con il supporto della Regione Sardegna era stata già pensata come ultimo appuntamento europeo del campionato. Adesso diventa addirittura il teatro della sfida decisiva per il titolo mondiale. Il quartier generale sarà ancora ad Alghero e la manifestazione si svolgerà dall’1 al 4 ottobre.
Il conto alla rovescia, dunque, è già cominciato. Restano da percorrere ancora i chilometri del Rally Italia Sardegna, ma una cosa è già cambiata: non sarà più semplicemente una gara importante. Sarà la gara.
L’Arabia Saudita dovrà attendere. Il progetto WRC non è stato accantonato e FIA e WRC Promoter hanno ribadito l’intenzione di lavorare per riportarlo nel calendario 2027. Nel frattempo, il rally saudita continuerà comunque a vivere a novembre all’interno del Middle East Rally Championship, mantenendo così un appuntamento internazionale che potrà rappresentare un ulteriore passo verso il futuro ritorno nel mondiale.
Per il WRC, invece, il futuro immediato ha assunto una forma molto più familiare: la Sardegna. Ed è forse questo l’aspetto più interessante di una decisione nata da circostanze che con lo sport hanno poco a che vedere. Il campionato perde una gara nuova e ambiziosa, ma guadagna un finale concentrato, ravvicinato e con tre pretendenti separati da pochissimi punti.
Toyota ha già conquistato il mondo dei costruttori. Ora resta da capire quale dei suoi tre equipaggi salirà sul tetto del rally mondiale. E per scoprirlo non servirà aspettare novembre. Basteranno le strade bianche della Sardegna.
Credit: Esapekka Lappi (X)