Categorie: Campionati Europei
KRISTOFFERSSON E IL TEAM KMS RX VINCONO I TITOLI 2026
16 Settembre 2026
Redazione
Scritto da: Nicola Salatino
Due giorni, quattro titoli da assegnare e una sfida per la corona Euro RX1 rimasta aperta fino all’ultimo. In Portogallo Johan Kristoffersson ribalta il verdetto della serie, mentre Gurklys, Bénézet e Raag entrano nella storia delle nuove categorie FIA.
A Lousada non poteva esserci un finale più adatto al rallycross. Polvere, contatti, sorpassi, colpi di scena e persino la notte. Il FIA European Rallycross Championship ha chiuso la stagione 2026 con un doppio appuntamento che, per la prima volta nella storia della serie, ha portato una gara europea sotto i riflettori, in una gara disputata in notturna. Sabato 12 e domenica 13 settembre il piccolo ma celebre tracciato portoghese è diventato così il teatro dell’ultimo atto di un campionato che aveva ancora tutti e quattro i titoli da assegnare.
La storia più attesa era naturalmente quella della Euro RX1. Andreas Bakkerud arrivava in Portogallo con un solo punto di vantaggio su Johan Kristoffersson: 158 contro 157 dopo cinque appuntamenti, con il norvegese leader ma chiamato a difendere una posizione tutt’altro che rassicurante. Dietro di loro, anche la lotta per il terzo posto era apertissima, con Ole Christian Veiby avanti di una sola lunghezza su Juha Rytkönen.
Il sabato ha però cambiato rapidamente l’inerzia del campionato. Kristoffersson, dopo un avvio non impeccabile nelle qualificazioni, ha trovato il ritmo giusto proprio quando contava. Bakkerud, al contrario, ha visto complicarsi la propria gara prima con una foratura e poi con l’eliminazione in semifinale. Il norvegese, dopo il contatto alla prima curva con Rytkönen e Veiby che aveva già condizionato la sua posizione di partenza, ha subito un’ulteriore foratura nei quarti, finendo fuori dalla lotta per la finale.
Kristoffersson non si è lasciato sfuggire l’occasione. Il pilota della Volkswagen Polo ha vinto la finale del sabato, mettendo una seria ipoteca sul titolo e trasformando in una sola giornata uno svantaggio di un punto in un margine di sicurezza. Una vittoria pesante, arrivata peraltro davanti a Patrick O’Donovan, autore di un fine settimana finalmente libero dai problemi che ne avevano frenato la stagione.
Ma la domenica ha confermato quanto il rallycross sappia essere imprevedibile. Bakkerud è rimasto nuovamente escluso dalla finale a causa di problemi al cambio nella semifinale, mentre Kristoffersson ha continuato a spingere. La finale è stata poi una delle immagini più singolari dell’intero weekend: una bandiera rossa per un contatto che ha coinvolto Nils Volland e Ole Christian Veiby ha imposto la ripartenza, mentre anche Patrick O’Donovan e Juha Rytkönen sono rimasti coinvolti nei successivi sviluppi della gara. Kristoffersson, invece, ha approfittato della situazione e ha preso il largo.
Il secondo successo consecutivo a Lousada ha così consegnato a Johan Kristoffersson il suo primo titolo europeo di rallycross. Un risultato particolare per un pilota che aveva già costruito una parte enorme della propria leggenda nel campionato mondiale: il titolo portoghese arriva infatti dopo otto corone iridate e completa, almeno per ora, il suo palmarès internazionale nella disciplina. La classifica finale lo vede campione con 235 punti, davanti a Juha Rytkönen, autore di una straordinaria rimonta fino a quota 175, e Andreas Bakkerud, fermo a 171.
Ed è proprio Rytkönen una delle sorprese più interessanti del finale. Il finlandese non solo ha approfittato delle difficoltà di Bakkerud, ma ha chiuso davanti al norvegese nella classifica finale grazie anche al terzo posto conquistato nella gara domenicale. Una ricompensa importante per una stagione nella quale il pilota Hyundai è rimasto costantemente nelle posizioni di vertice senza però riuscire a trovare quella vittoria che avrebbe potuto cambiare ancora di più il suo campionato.
Se la Euro RX1 ha avuto il suo dominatore, le altre categorie hanno regalato altrettante storie. In Euro RX3 il titolo è andato a Rytis Gurklys. Il lituano ha affrontato Lousada con dieci punti di margine su Julien Meunier e ha saputo gestire la pressione fino alla conquista della corona. Curiosamente, il portoghese André Sousa ha vinto entrambe le finali della categoria, ma non è bastato per inserirsi nella lotta al titolo. Gurklys ha addirittura chiuso il weekend con una squalifica nella finale domenicale, senza però perdere il vantaggio necessario per diventare campione.
La Euro RX4, categoria introdotta proprio nel 2026, ha invece incoronato Andrea Bénézet. Il francese partiva da una situazione decisamente favorevole, con 24 punti di vantaggio su Filip Melon, e ha conservato il margine necessario per conquistare il primo titolo della storia della categoria. Una piccola pagina di storia anche tecnica, perché la RX4 nasce utilizzando vetture Rally4 adattate al rallycross.
Stesso discorso per la Euro RX5, altra categoria al debutto nel campionato. Qui il duello era tutto estone, tra Armin Raag e Martin Juga. Soltanto due punti li separavano alla vigilia dell’ultimo weekend e per Raag non era certo una formalità. Alla fine, però, il pilota della P-Tech ha conquistato il primo titolo della storia della Euro RX5, mentre la domenica ha visto Bryan Luca Neumeyer firmare la sua prima vittoria nella categoria.
Lousada saluta così una stagione che ha segnato anche un ritorno alle origini del rallycross europeo. Dal 2026 la classe regina è tornata a essere esclusivamente endotermica, mentre il calendario ha riportato il campionato su circuiti dalla forte identità storica, da Riga a Nyirád, passando per Höljes, Mondello Park e Lohéac. Lousada, dopo aver aperto la stagione 2025, ha avuto il compito di chiuderla e lo ha fatto nel modo più spettacolare possibile.
Alla fine restano quattro campioni, ma soprattutto la sensazione che il rallycross europeo abbia ritrovato una direzione precisa. E forse non è un caso che, per raccontare l’ultimo fotogramma della stagione, si debba tornare proprio a Lousada: un circuito compatto, rumoroso, immerso nella tradizione portoghese, dove per una notte le luci hanno illuminato la pista e Johan Kristoffersson ha acceso quella che potrebbe essere l’inizio di una nuova pagina della sua storia.
Credit: Kristofferson Motorsport (IG)