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ANDREAS BAKKERUD RIAPRE LA GRANDE CORSA AL TITOLO

15 Agosto 2026

Redazione

Scritto da: Nicola Salatino

C’erano quasi trent’anni di attesa da cancellare e un circuito completamente ridisegnato che aspettava soltanto di tornare protagonista. Il Mondello Park ha risposto presente. Il ritorno del FIA European Rallycross Championship in Irlanda, dopo una lunghissima assenza, ha regalato esattamente quello che ci si aspettava. Gare combattute, contatti, sorpassi al limite, strategie sulla Joker Lap e una finale rimasta aperta fino alle ultime battute.

A prendersi la scena è stato Andreas Bakkerud. Il norvegese ha messo insieme un fine settimana praticamente perfetto, conquistando il secondo successo della stagione e, soprattutto, riaccendendo una corsa al titolo che nelle ultime gare sembrava aver preso una direzione sempre più favorevole a Johan Kristoffersson.

Mondello Park era senza dubbio uno degli appuntamenti più attesi del calendario. Il ritorno di una pista così legata alla storia del motorsport irlandese aveva creato grande curiosità, anche perché il tracciato è stato profondamente rivisto proprio per riportare il rallycross al centro dell’attenzione.

E il pubblico ha risposto alla grande. Tribune affollate, paddock vivo e quell’atmosfera particolare che si respira quando una categoria torna in un luogo dove mancava da troppo tempo. Per un campionato che negli ultimi anni ha attraversato diversi cambiamenti, ritrovare un appuntamento capace di coinvolgere così tanto il pubblico rappresenta un segnale importante.

Già dalle qualifiche era chiaro che non sarebbe stata una domenica semplice per nessuno. Kristoffersson ha confermato ancora una volta di essere velocissimo, ma Bakkerud ha costruito la propria gara con grande concretezza. Nessun colpo di testa, nessun errore e soprattutto una gestione molto efficace di una pista tutt’altro che semplice, dove asfalto e sterrato richiedevano approcci completamente diversi.

In finale, il norvegese ha fatto la differenza fin dalla partenza. Allo spegnimento del semaforo ha preso il comando e, una volta davanti, non lo ha più lasciato. Ole Christian Veiby ha provato a tenere il passo del connazionale, mentre Kristoffersson si è trovato coinvolto in una gara decisamente più complicata rispetto alle aspettative.

Per una volta, infatti, il campione svedese si è ritrovato più impegnato a difendersi che ad attaccare. E in una gara di rallycross, dove tutto può cambiare nel giro di pochi metri, questo può fare una differenza enorme.

A decidere buona parte della finale è stata ancora una volta la Joker Lap. Bakkerud ha aspettato il momento giusto per percorrerla, riuscendo a rientrare davanti agli avversari e a conservare quel margine che gli serviva per arrivare fino alla bandiera a scacchi. Una scelta strategica importante, ma che da sola non sarebbe bastata: serviva anche una guida pulita, soprattutto su una pista dove un piccolo errore può costare immediatamente diverse posizioni.

Alla fine Veiby ha chiuso secondo, mentre Kristoffersson ha dovuto accontentarsi del terzo posto. Per lo svedese non è certo il risultato che avrebbe voluto, ma almeno gli ha permesso di limitare i danni e mantenere la leadership del campionato.

Il dato più interessante, però, è proprio questo: il suo vantaggio si è ridotto. E improvvisamente la lotta per il titolo torna ad avere un altro sapore. Bakkerud è tornato a farsi vedere nelle posizioni che contano e Veiby continua a rappresentare una minaccia concreta. Da qui alla fine della stagione, ogni punto potrebbe diventare pesantissimo.

Mondello Park ha avuto anche un altro protagonista, forse meno scontato. James Deane, nome conosciutissimo nel mondo del drifting, ha scelto proprio l’appuntamento irlandese per confrontarsi con il rallycross. La sua presenza ha attirato inevitabilmente l’attenzione del pubblico e del paddock, soprattutto per capire quanto velocemente un pilota abituato a un mondo così diverso potesse adattarsi a una disciplina caratterizzata da partenze concitate, contatti e continui cambi di superficie.

Affiancato dall’esperienza di Derek Tohill, Deane ha mostrato di poter stare al gioco e di avere una capacità di adattamento tutt’altro che scontata. Il suo debutto è stato uno degli argomenti più discussi del weekend e ha ricordato quanto, nonostante le differenze, il drifting e il rallycross abbiano alcuni punti in comune.

Ma Mondello Park ha raccontato anche qualcosa di più grande rispetto alla semplice classifica. Il campionato, dopo le riforme e i cambiamenti degli ultimi anni, sembra avere ritrovato una parte di quell’entusiasmo che lo aveva accompagnato in passato. Tornare su piste storiche e riportare il rallycross in contesti capaci di coinvolgere direttamente il pubblico può essere una strada importante per rilanciare l’interesse attorno alla categoria. L’Irlanda, in questo senso, ha dato una risposta molto positiva.

Anche dal punto di vista tecnico, le RX1 hanno confermato di essere macchine tutt’altro che semplici da gestire. Le partenze sono violentissime, le accelerazioni mettono a dura prova piloti e vetture e trovare il giusto compromesso di assetto non è affatto semplice quando nello stesso giro bisogna affrontare asfalto e sterrato.

È proprio questo uno degli aspetti che rende il rallycross così particolare. Una vettura perfetta sull’asfalto può non esserlo altrettanto sulla terra e viceversa. E su un weekend così combattuto, riuscire a trovare il bilanciamento giusto può significare guadagnare o perdere decimi che, alla fine, si trasformano in posizioni.

Bakkerud, a Mondello Park, ha dato l’impressione di essere tornato quello dei giorni migliori. Più che la semplice vittoria, ha colpito il modo in cui è arrivata. Il norvegese è sembrato sicuro, lucido e soprattutto consapevole di quando fosse il momento di attaccare e quando invece fosse necessario semplicemente non commettere errori. È una vittoria che vale molto più dei punti conquistati.

Kristoffersson, dall’altra parte, può comunque guardare alla classifica con una certa tranquillità, almeno per il momento. Rimane il riferimento del campionato, ma quello che fino a qualche gara fa sembrava un vantaggio rassicurante ora lo è molto meno. Bakkerud e Veiby sono lì e, soprattutto, hanno dimostrato di poter mettere pressione al campione.

Il ritorno di Mondello Park, quindi, non sarà ricordato soltanto per la vittoria di Andreas Bakkerud. Sarà ricordato per il ritorno del rallycross internazionale in Irlanda dopo quasi trent’anni, per un pubblico che ha accolto la categoria con entusiasmo e per una classifica che, improvvisamente, è tornata a essere molto più aperta.

Ed è forse proprio questo il bello del rallycross. Gare brevi, intensissime, dove non c’è praticamente mai tempo per respirare e dove una scelta sbagliata, un contatto o una Joker Lap affrontata nel momento sbagliato possono cambiare completamente il risultato.

Mondello Park doveva essere una prova importante per capire se il rallycross europeo fosse ancora capace di emozionare. Dopo questo weekend, la risposta sembra essere arrivata direttamente dalla pista: sì, e forse più di quanto molti si aspettassero.

Credit: Andreas Bakkerud (IG)