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RINASCITA INTEGRALE, IL SUO ARRIVO A CASA [EP. 2]

4 Agosto 2026

Redazione

Scritto da: Maurizio Magri

Dopo l’ultimo fine settimana tra le montagne camune, a settembre 2020 la favolosa Delta Integrale 16v ha preso la via di casa, destinazione il mio box. Per i primi giorni l’ho ricoverata nel secondo box, quello singolo, ovvero di “servizio”, nel quale l’auto e il carrello sono entrati di misura e la serranda si è chiusa per due dita (letteralmente!!).

Qualche giorno dopo ho fatto cambio di alloggio, “relegando” (con un po’ di dispiacere, lo ammetto!) la Peugeot 106 Rallye che usavo in quel periodo per correre in salita sul carrello e trasferendo la Delta nel box più grande, quello che io considero la mia “officina”, la mia seconda casa.

Come primo intervento, ho rimosso l’alettone posteriore, che è sempre stato una spina nel fianco fin dal primo momento che ho avuto l’incontro ravvicinato con la vettura. “L’appendice aerodinamica”, applicata da uno dei precedenti proprietari, mi ha sempre trasmesso il messaggio del “vorrei ma non posso”, cioè “desidero la Delta Evoluzione (e poi, perché?!?), ma non riesco ad averla e quindi piazzo una bella ala posticcia alla mia 16v, così da darle lo stesso (quasi) aspetto”.

Ho poi iniziato a svuotare l’auto degli interni, così da poterli catalogare, verificarne la bontà e poter agevolare nel compito di “alleggerimento vettura” la BossAuto (http://www.bossauto.it), officina alla quale ho deciso di rivolgermi ed affidarmi per le operazioni di ripristino e restauro meccanico e di carrozzeria.

Nel frattempo, ho cercato su internet numerosi ricambi e nelle varie demolizioni vetture “donatrici” che mi permettessero di poter smontare alcune componenti, così da poter sostituire i dettagli e le plastiche rovinate. Compito molto arduo, sia dal punto di vista del reperimento – ormai da molti anni le Lancia Delta sono merce rara e trovarne nelle demolizioni è pressoché impossibile -, sia dal punto di vista economico – reperire pezzi di ricambio su internet è altrettanto difficile e molto oneroso -.


Altro aspetto importante, per le eventuali vetture “donatrici”, è quello di tenere in considerazione quelle prodotte sul finire della serie, anche nelle connotazioni più “civili”, in quanto venivano comunque impreziosite con particolari dell’allestimento comuni alle “sorelle più muscolose”, oltre a condividere molte altre parti, come il cruscotto, pannelli porta e plastiche varie degli interni.

Le due settimane successive mi son servite, nei ritagli di tempo, per finire di svuotare l’Integrale 16v. I sedili e i pannelli porta sono stati affidati alle sapienti mani di un altro amico della provincia di Vicenza, il quale, con la collaborazione del suo tappezziere, ha provveduto a farli restaurare e rivestire, andando a sostituire i tessuti e l’alcantara ove sbiaditi, rovinati e strappati.

Nel fine settimana a cavallo tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre 2020, invece, ho trasferito l’Integrale 16v alla BossAuto, così che potesse iniziare ad essere controllarla, sia meccanicamente che di carrozzeria.

Dopo un primo esame superficiale, il quale non ha evidenziato vizi gravi, solo grazie ad un’analisi più attenta si è potuta constatare, purtroppo, una problematica importante alla scocca, la quale, tempo addietro, era stata raddrizzata, a seguito probabilmente di un’uscita di strada con conseguente probabile capottamento.

Lo si è potuto notare dal montante anteriore lato passeggero, leggermente più basso di quello lato guida, e del profilo del tetto, più spiovente a sinistra rispetto a destra. La notizia mi ha abbastanza spiazzato, anche perché, fino a quel momento, avevo sempre riposto tutte le mie speranze e la mia fiducia proprio nella bontà del telaio: la scocca, a dispetto di una caratteristica molto comune alle Lancia Delta, era difatti priva di ruggine.

Un altro lavoro, sicuramente non preventivato, si è aggiunto così alla già lunga lista: la messa in dima, su piano di riscontro. Con l’occasione, si è poi proceduto a rinforzare la scocca nelle zone più delicate, a prescindere dalla botta presa: son stati infatti applicati dei “fazzoletti” nei punti più critici e sollecitati del telaio, così da dare maggior struttura ed evitare, in futuro, i tipici cedimenti e le classiche crepe che, con l’utilizzo, vanno a crearsi.

[Continua…]

Credit: Maurizio Magri (Web)