Categorie: Campionati Mondiali
IL WRC PROMOTER GMBH PASSA A COSMOBILIS GROUP
1 Agosto 2026
Redazione
Scritto da: Nicola Salatino
Ci sono notizie che fanno rumore. E poi ce ne sono altre che, almeno all’inizio, passano quasi sotto silenzio. Nessun rombo di motore, nessuna prova speciale, nessuno champagne sul podio. Eppure sono proprio queste a poter cambiare davvero il futuro di uno sport.
L’annuncio dell’acquisizione di WRC Promoter da parte del gruppo francese Cosmobilis e del fondo Park Square Capital è una di quelle notizie. Non si parla di un nuovo pilota, di un costruttore o di un regolamento, ma di chi, da oggi in poi, avrà il compito di decidere come raccontare, sviluppare e far crescere il FIA World Rally Championship e il FIA European Rally Championship.
Per molti potrebbe sembrare soltanto un passaggio societario. In realtà è molto di più. È un cambio di rotta che potrebbe segnare il destino del rally per gli anni a venire.
Dopo anni sotto la gestione di Red Bull e della società d’investimento tedesca KW25, il timone passa nelle mani di una nuova proprietà che arriva con idee chiare e grandi ambizioni. Il presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, non ha usato mezzi termini, definendolo addirittura il “deal of the century”. Un’espressione forte, che rende bene l’importanza dell’operazione.
Negli ultimi anni il WRC ha continuato a regalare gare spettacolari, piloti straordinari e scenari che nessun’altra categoria al mondo può offrire. Ma è altrettanto vero che qualcosa si è inceppato. Il rally ha fatto fatica a conquistare nuovo pubblico, a parlare il linguaggio delle nuove generazioni e a riportare grandi costruttori sulla scena. Il potenziale c’è sempre stato, ma spesso è sembrato rimanere inespresso.
Ed è proprio qui che entra in gioco questa nuova proprietà. Da una parte c’è Cosmobilis, realtà francese molto forte nel settore dell’automotive e della mobilità. Dall’altra Park Square Capital, fondo con grande esperienza negli investimenti internazionali. Insieme vogliono trasformare il rally in un prodotto molto più forte dal punto di vista commerciale e mediatico, senza limitarlo a essere soltanto uno sport seguito dagli appassionati di sempre.
La guida di questa nuova fase è stata affidata a Eric Boullier, uno dei manager più conosciuti del motorsport. Dopo le esperienze in Formula 1 con Lotus e McLaren, il francese si ritrova davanti a una sfida completamente diversa: riportare il rally al centro della scena mondiale.
L’idea è semplice da spiegare, ma molto complessa da realizzare. Ogni rally dovrà diventare un evento capace di vivere ben oltre i chilometri cronometrati. Non soltanto una gara, ma uno spettacolo, un’esperienza, qualcosa che riesca a coinvolgere milioni di persone davanti a uno schermo e migliaia di tifosi lungo le prove speciali. È una visione ambiziosa. Forse necessaria.
Perché il motorsport è cambiato. Oggi non basta organizzare una competizione di alto livello. Bisogna saperla raccontare, renderla accessibile, creare contenuti, coinvolgere il pubblico ogni giorno dell’anno e non soltanto durante un weekend di gara. Naturalmente non mancano le incognite.
Il WRC si trova in un momento delicatissimo della sua storia. All’orizzonte c’è la rivoluzione tecnica del 2027, c’è il tema del ritorno dei costruttori e c’è soprattutto la necessità di trovare il giusto equilibrio tra innovazione e tradizione. Crescere è fondamentale, ma senza perdere quell’anima che rende il rally diverso da qualsiasi altra disciplina.
Anche l’Europeo potrebbe uscire profondamente rafforzato da questa nuova organizzazione. Negli ultimi anni l’ERC è cresciuto tantissimo e rappresenta ormai il trampolino di lancio ideale per tantissimi giovani talenti. Una gestione coordinata con il Mondiale potrebbe finalmente creare un percorso più chiaro per piloti, team e marchi, rendendo il passaggio verso il WRC ancora più naturale.
La vera domanda, però, resta una sola. Questa operazione cambierà davvero il destino del rally o assisteremo semplicemente a un cambio di proprietà? La risposta, come sempre, non arriverà durante una conferenza stampa e nemmeno dentro una sala riunioni. Arriverà sulle prove speciali.
Perché il rally vive di risultati, di emozioni e di passione. Se questa nuova gestione saprà riportare il Mondiale dove merita di stare, attirando nuovi costruttori, nuovi tifosi e nuovi investimenti senza snaturarne l’identità, allora potremo davvero parlare dell’inizio di una nuova era.
Per il momento una cosa è certa: il rally ha voltato pagina. Adesso inizia il capitolo più importante, quello in cui bisognerà dimostrare che tutte le promesse possono trasformarsi in realtà. E sarà soltanto il tempo a dirci se questa sarà ricordata come la svolta che ha cambiato il WRC e l’ERC per sempre.
Credit: Thierry Neuville (X)