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MONDIALE RALLY IN USA, VERSO IL RITORNO NEL 2027

11 Luglio 2026

Redazione

Scritto da: Camillo Andrulli

Dall’11 al 17 giugno scorsi, alcuni funzionari della federazione FIA insieme ad una delegazione del WRC Promoter hanno fatto tappa in America, accompagnati dal comitato per la competizione automobilistica degli Stati Uniti (ACCUS). Una settimana interamente dedicata a definire e ad individuare le possibili collocazioni per una tappa del mondiale rally oltreoceano.

In particolare, hanno visitato il Tennessee e il Kentucky, assistendo anche alla quarta tappa del campionato nazionale ARA, cosa che gli ha permesso di entrare in contatto con chi i rally li fa e gli organizza già in America.

Nel corso della settimana la delegazione ha esaminato anche le strutture mediche locali ed il World’s Fair Park di Knoxville, dove potrebbe sorgere il parco assistenza. Guidati poi dal team di Rally USA hanno infine visitato Broadway, una nota via di Nashville che ben si presterebbe per la cerimonia di partenza. Il Rally USA ha inoltre fornito tutte le indicazioni necessarie circa il personale e la sicurezza richiesta per un potenziale evento nel calendario WRC.

Sia chiaro però: nonostante l’annuncio del ritorno del WRC nel 2027, il fatto che ci sia stato un evento di candidatura non implica che gli Stati Uniti entreranno direttamente nel calendario del mondiale rally, perché tutto il materiale raccolto passerà ora nelle mani della FIA e delle rispettive commissioni per valutarne la reale fattibilità, come ha anche dichiarato il presidente della Federazione Internazionale, Mohammed Ben Sulayem.

“Il completamento dell’evento di candidatura Rally USA rappresenta un importante primo passo verso il ritorno del FIA World Rally Championship (WRC) negli Stati Uniti. Desidero ringraziare il nostro club membro ACCUS, l’ARA, gli organizzatori locali e tutti coloro che hanno collaborato per supportare questo processo. Ora che l’evento di candidatura è concluso, la nostra attenzione si concentra sulla redazione dei report e sulla condivisione delle lezioni apprese con gli organizzatori locali. Sono determinato a riportare il WRC negli Stati Uniti, una nazione in cui gli sport motoristici fanno parte del DNA culturale. Quanto visto ci offre l’opportunità non solo di valutare le prove speciali proposte, ma anche di collaborare strettamente con gli organizzatori per dare forma all’evento migliore possibile per il campionato, i piloti e i tifosi”.

Parole che fanno ben intendere che c’è la ferma volontà di voler tornare a competere nel paese a stelle e strisce. Ma in America ci credono già, al punto di aver attivato già una pagina Instagram e un sito web ufficiali, dove è possibile candidarsi come volontario. Tuttavia, i più esperti si ricorderanno che in realtà il rally ha già avuto una sua storia in America, dunque perché ora e perché non tornare lì? Perché tutte queste formalità?

Ebbene, parte di questo riavvicinamento del WRC alla terra dello Zio Sam probabilmente è dato anche dalla crescita che il campionato nazionale ARA ha avuto nell’ultimo anno, grazie anche ai nostri cugini americani di DirtFish, cosa che ha stimolato non poco la curiosità ai piani alti.

Le formalità, invece, sono dovute alla promozione del territorio; una terra così vasta e piena di bellezze naturali merita di essere valorizzata, ma tutto sta a capire come e dove. In passato il WRC è stato in Michigan (dal 1972 al 1974 con il Rally Press-on-Regardless) e nello stato di Washington (dal 1986 al 1988 con l’Olympus Rally), ma da allora molte cose sono cambiate. Primi tra tutti gli standard di sicurezza si sono evoluti e sono diventati più stringenti, motivo per cui la scelta del percorso deve essere fatta secondo criteri ben precisi.

Per quanto riguarda la risposta al perché ora, bisogna cercare, oltre che nella crescita del campionato nazionale, anche nell’interesse da parte del WRC Promoter e della FIA di puntare sulla qualità e sperare di conseguenza che ci possa essere un ritorno di pubblico, di soldi ma soprattutto di team e costruttori, anche in vista dei nuovi regolamenti WRC27 e del futuro della massima serie di rally.

E proprio i regolamenti WRC27 vengono in aiuto, dal momento che le vetture del prossimo anno non dovranno per forza rispecchiarne una di serie, ma si baseranno su un telaio tubolare attorno a cui modellare la carrozzeria (nello spirito dei limiti imposti dal regolamento, reso noto qualche giorno fa), dando la possibilità a quei marchi poco conosciuti nel mercato europeo o americano di espandersi.

Dunque grande attesa per quello che sarà il prossimo futuro dei rally e la crescita che il WRC potrebbe avere proprio grazie ad una presenza stabile nella terra delle mille opportunità, dove il sogno americano potrebbe incontrare quello di chi sogna di riportare il mondiale rally ai fasti di ciò che un tempo era.

Credit: Rally USA Official (IG)