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TERZO POSTO PER FAGGIOLI ALLA PIKES PEAK 2026

4 Luglio 2026

Redazione

Scritto da: Nicola Salatino

La Pikes Peak non guarda i curriculum. Non le interessa chi sei, cosa hai conquistato o quanto sei stato veloce il giorno prima. Se decide che non è la tua giornata, se la prende e basta.

Il pilota Simone Faggioli lo sapeva. Era tornato in Colorado da campione in carica, deciso a difendere quella vittoria conquistata nel 2025. E fino alla gara sembrava davvero avere tutto dalla sua parte.

La Nova Proto NP01 ATM Bardahl è stata la vettura da battere per tutta la settimana. Faggioli ha trovato subito il ritmo sui 19,99 chilometri della “Race to the Clouds”, dominando le prove e conquistando la pole con il miglior tempo assoluto, impreziosito dal record per una vettura con motore termico. Sembrava l’inizio di un’altra giornata perfetta. Poi, però, la montagna ha cambiato il copione.

Nei primi due settori della salita qualcosa sulla vettura ha smesso di funzionare come avrebbe dovuto. Un problema tecnico che ha spento sul nascere la rincorsa alla vittoria proprio quando contava di più. Su una gara come la Pikes Peak non esiste rimonta; ogni secondo perso resta lì.

Faggioli, però, non ha mai alzato il piede. Ha continuato ad attaccare fino al traguardo, riuscendo comunque a conquistare un prezioso terzo posto assoluto. Davanti, intanto, Romain Dumas ha fatto valere tutta la sua esperienza, tornando sul gradino più alto del podio con una salita praticamente perfetta.

Il risultato lascia inevitabilmente un po’ di amaro in bocca. Non tanto per il podio, quanto per quello che si era visto nei giorni precedenti. Per tutta la settimana, infatti, il pilota toscano era stato il riferimento della manifestazione, e il record firmato in qualifica lo dimostra meglio di qualsiasi parola.

Dopo la gara, lo stesso Faggioli ha spiegato che il problema si è concentrato nei primi due settori, mentre soltanto nella parte finale la vettura è tornata a esprimersi al meglio. L’ipotesi principale riguarda un’anomalia alla power unit, che il team analizzerà nei prossimi giorni.

Alla fine resta un podio che vale più di quanto racconti la classifica. Perché conquistarlo con una vettura lontana dalla condizione ideale conferma ancora una volta il livello del pilota e della squadra italiana.

Questa volta la Pikes Peak ha premiato Romain Dumas. Ma il Colorado lascia anche una certezza: Simone Faggioli aveva tutte le carte in regola per giocarsi la vittoria fino all’ultimo metro. E conoscendo il carattere del campione toscano, è facile immaginare che quella con la montagna più famosa del mondo sia soltanto una sfida rimandata.

Credit: Simone Faggioli (IG)