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LA COPPIA OGIER & LANDAIS VINCE IN GRECIA CON TOYOTA

3 Luglio 2026

Redazione

Scritto da: Tiziano Topini

Si è concluso lo scorso weekend il 70° EKO Acropolis Rally Greece, uno degli appuntamenti sicuramente più entusiasmanti dal punto di vista sportivo e paesaggistico. La terra ellenica ha da sempre regalato spunti interessanti nel motorsport. Se è vero che Monte-Carlo è un rally a parte, anche quello dell’Acropolis lo è; consideriamolo quindi come un evento “capriccioso”, dove gli dèi fanno il bello e il cattivo tempo, un po’ come accadde a Odisseo quando affrontò il ritorno a Itaca. Dunque, ascoltate.

Il principale protagonista di questo rally, almeno inizialmente, è stato Thierry Neuville, su Hyundai i20 Rally1, il pilota belga e campione mondiale 2024 (andatevi a recuperare quella stagione, perché è stata incredibile). Per tutta la durata dell’evento è rimasto in testa per più della metà delle tappe, dando del filo da torcere alla Toyota a suon di traversi sul fondo ghiaioso, ed io stesso ero molto attento alla sua prestazione.

Questa leadership della classifica, però, poiché, come si suol dire, “una gara non è finita fin quando non è finita”, è stata minata dalla lenta ma inesorabile risalita del francese Ogier su Toyota GR Yaris Rally1. Riducendo progressivamente il vantaggio durante le prove speciali di sabato, il francese ha infine conquistato la leadership nel corso della prima tappa di domenica, arrivando così a uno scontro degno dei miti dell’antica Grecia.

Se ciò non bastasse, Thierry Neuville, che ha dovuto cedere il passo all’avversario Ogier a causa di una (ahimé) doppia foratura, si è visto infliggere un ritardo di un minuto nella giornata di domenica, durante la penultima prova speciale, la PS16 Aghii Theodori 2, vanificando così ogni sforzo per poter competere contro il francese.

Va comunque detto che la prestazione di Ogier nella giornata di domenica è stata davvero superlativa: ha dominato la corsa finale, vincendo la Power Stage Loutraki 2 e conquistando così la vetta della classifica di domenica con, sentite un po’, 28 secondi di vantaggio. A fine evento, Neuville ha dimostrato una grande sportività, applaudendo alla vittoria di Ogier.

“Lo abbiamo già detto, in alcune sezioni è una questione di fortuna”, ha dichiarato Neuville ai microfoni di DirtFish. “Ho cercato di fare il possibile, abbiamo superato un paio di sassi, ma ovviamente con quelli piccolissimi non si può fare molto.”

Anche Ogier si è lasciato andare a dichiarazioni in merito all’evento appena concluso: “È stato un lungo weekend. Sapevamo che non ci sarebbe stato tempo per rilassarsi in vista di questa Power Stage, che era così dura. Non potevo spingere, ho guidato con la massima delicatezza possibile, cercando di sentire ogni sasso. Ora ce l’abbiamo fatta, una sorta di rivincita per quella persa in Portogallo.”

Ogier è arrivato terzo nella classifica di domenica, mentre Neuville secondo. Takamoto Katsuta ha conquistato il terzo posto e il quarto podio stagionale. L’unico inconveniente durante la sua partecipazione al rally è stata la “sfogliazione” del suo pneumatico durante la SS4 Stiri 1.

Peccato per Josh McErlean su Ford Puma Rally1. Nella giornata di domenica mattina era riuscito a conquistare un sorprendente quarto posto, a seguito di una foratura sofferta dalla Hyundai i20 N Rally1 di Adrien Fourmaux.

Il rally dell’irlandese ha rischiato una brusca battuta d’arresto nella penultima prova speciale, Aghii Theodori 2. A causa di una curva a sinistra presa troppo larga, è rimasto bloccato sul ciglio della strada. Fortunatamente, però, è riuscito a disincagliare la vettura dal terreno instabile e a ripartire, anche se con un minuto di ritardo.

Questo contrattempo, però, non gli ha certamente impedito di dar vita a una battaglia a tre per il quarto posto nella Power Stage Loutraki 2, contro Sami Pajari su Toyota e Fourmaux su Hyundai. McErlean è riuscito a resistere alla guida di Pajari, il pilota più veloce secondo la classifica di domenica, conquistando così il quarto posto con un vantaggio di 6,7 secondi.

“Non ci siamo certo resi la vita facile nella fase precedente”, ha detto McErlean. “Un ringraziamento enorme a tutta la squadra e a ogni singola persona che ha continuato a credere in noi, perché è stato un inizio di stagione molto difficile.”

Alla fine Fourmaux si è dovuto accontentare del quinto posto al traguardo, a causa di quattro forature nelle tre giornate disputate sullo sterrato, inclusa la Power Stage. Per chi se lo fosse perso, il francese stava recuperando su Katsuta per il terzo posto, dato che aveva registrato il miglior tempo durante la SS14 Aghii Theodori 1, la prima tappa di domenica, prima che le due forature gli facessero perdere tempo.

La battaglia a tre, però, nonostante la sua spettacolarità, ha fatto scendere Fourmaux e McErlean rispettivamente al quarto e al quinto posto per via di una penalità di un minuto, dovuta al fatto di non essersi allacciati correttamente le cinture. Per Elfyn Evans, l’attuale leader del campionato, il Rally dell’Acropolis è stato un evento da dimenticare. È arrivato settimo assoluto, con un solo punto conquistato la domenica grazie al quinto posto nella Power Stage.

“Le cose sembravano andare abbastanza bene sabato pomeriggio. Dopo un inizio difficile, la situazione stava migliorando”, ha detto Evans. “Ma poi le cose sono un po’ precipitate con una foratura di sabato e un’altra stamattina.” Il vantaggio dell’inglese Evans si è ridotto a sette punti totali per via del compagno di squadra Katsuta, mentre Ogier, vincitore dell’evento, è salito al terzo posto nella classifica del campionato, a 33 punti dalla vetta.

Sami Pajari è quarto, a 44 punti da Evans. Fourmaux si è rivelato il miglior pilota della Hyundai: sesto posto, a 61 punti dalla prima posizione e due punti davanti al belga Neuville.

Lo spagnolo Dani Sordo era destinato all’ottavo posto, ma il team ha optato per ritirare la vettura prima della Power Stage. In questo modo avrà più componenti di ricambio per i prossimi rally, quelli di Estonia e Finlandia. Il suo ritiro ha così “permesso” a Mārtiņš Sesks, pilota part-time di M-Sport, di salire di una posizione, conquistando l’ottavo posto assoluto. La sua prestazione, però, è stata poco incisiva a causa di una penalità di 3 minuti e 10 secondi, per aver lasciato l’area di assistenza con 19 minuti di ritardo.

Oliver Solberg, su Toyota GR Yaris Rally1, ha vissuto un rally piuttosto sfortunato. Durante la SS2 di venerdì, Bauxites, ha accusato una foratura all’anteriore sinistra, che gli ha causato un ritardo di 1 minuto e 30 secondi, facendolo così retrocedere in nona posizione assoluta e obbligandolo a una corsa contro il tempo per rimontare, ma con un ritmo che sicuramente non gli ha giovato nella guida.

Sempre durante la giornata di venerdì, nella SS7 Thiva, è finito su un terrapieno, che lo ha costretto al ritiro. Nella giornata di domenica ha accumulato soltanto un punto, chiudendo così al 16° posto assoluto. Ora la china da scalare è davvero ripida, con un distacco di 55 punti da Evans.

“È sicuramente un duro colpo questo fine settimana”, ha ammesso Solberg. “Sono molto deluso. È difficile, ma devo solo crederci e continuare a lottare.” La malasorte non ha risparmiato nemmeno Jon Armstrong. Arrivato 20° nella classifica generale, ha dovuto ritirarsi nella giornata di venerdì a causa di un guasto al turbo. Il pilota irlandese ha ripreso la gara il sabato, ma non ha conquistato punti, nonostante la vittoria nella SS5 Elikon Mt.

Passiamo ora alla categoria WRC2. Robert Virves, su Škoda Fabia RS Rally2 del team Toksport WRT, ha conquistato la sua seconda vittoria consecutiva, precedendo il compagno di squadra e campione del mondo Andreas Mikkelsen.

I due piloti si sono dati battaglia per tutta la durata dell’evento, a colpi di freno a mano e controsterzo, mangiandosi a vicenda i secondi del cronometro e occupando le prime due posizioni sin dalla SS3 Mt. Parnassos di venerdì, con un distacco tra loro di soli, sentite un po’, 20 secondi netti. Purtroppo, però, Mikkelsen, durante il primo passaggio della SS15 Loutraki 1, si è dovuto fermare per una foratura, consegnando di fatto la vittoria a Virves.

Stessa sorte è toccata a Jan Solans, anche lui su Škoda Fabia RS Rally2. Lo spagnolo occupava la terza posizione fino a sabato, ma a Loutraki 1 ha cambiato una gomma e, poco dopo, ne ha forata un’altra. Ha poi effettuato il check-in con 15 minuti di ritardo ma, non riuscendo più a ripartire, si è dovuto ritirare dalla quinta posizione che in quel momento occupava.

In questo modo Alejandro Cachón, su Toyota GR Yaris Rally2, è salito sul terzo gradino del podio, a un minuto da Mikkelsen e a due minuti dal vincitore del rally, Virves. Lasciatemi ora spendere due parole per Lancia. Il marchio italiano ha schierato ben quattro Lancia Ypsilon Rally2 HF ufficiali, ma solo due sono arrivate al traguardo e, purtroppo, lontane dal podio.

La SS15 Loutraki 1, come si è capito, è diventata il tallone d’Achille per la maggior parte delle vetture e, anche in questo caso, ha reclamato la sua vittima: Léo Rossel si è dovuto fermare per una foratura e ha concluso al 14° posto. Il fratello Yohan, invece, ha accusato problemi al servosterzo durante la SS7 Thiva. Si è poi ritirato per problemi al motore nella SS10 Mt. Menalo 1.

Conner Martell si è ribaltato durante la SS14 Aghii Theodori 1, ma ne è uscito fortunatamente illeso. Pablo Sarrazin è stato l’unico ad aver disputato il rally senza intoppi per tutta la durata dell’evento, ma è stato un po’ più lento e ha concluso al 15° posto.

Voglio ora trarre alcune conclusioni. Questo rally sembra aver messo a dura prova gli pneumatici. Il fondo ghiaioso si è rivelato estremamente abrasivo e, se da un lato contribuisce spesso a ribaltare il risultato finale della gara, dall’altro penalizza duramente i piloti che si trovano a fare i conti con questo tipo di inconvenienti.

Credit: Toyota Gazoo Racing WRT (X)