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RALLYCROSS 2026, TRA SHOW E RITORNI CLAMOROSI

10 Giugno 2026

Redazione

Scritto da: Nicola Salatino

Bastano due gare per capire quando una stagione ha qualcosa di speciale. E il rallycross 2026, almeno per ora, sta dando proprio questa sensazione. Negli ultimi anni la categoria aveva attraversato momenti complicati. Tra cambi di regolamento, discussioni sul futuro e griglie non sempre all’altezza della sua storia, in molti avevano iniziato a chiedersi dove fosse finito il rallycross che aveva fatto innamorare una generazione di appassionati.

Le prime due gare dell’anno, però, sembrano aver riportato in pista quello spirito. A Riga si è rivisto il solito Johan Kristoffersson. Vince ancora, certo, ma non con la facilità a cui ci aveva abituati. Il weekend del campione svedese è stato più complicato del previsto e proprio per questo il successo assume ancora più valore. Quando c’è stato da fare la differenza, l’ha fatta. Ma la vera storia della gara lettone è probabilmente un’altra.

Si chiama Joni Turpeinen, ha appena 17 anni e al debutto in RX1 è salito sul podio senza il minimo timore reverenziale. Vederlo resistere agli attacchi di Andreas Bakkerud è stato uno di quei momenti che fanno drizzare le antenne. Perché nel motorsport il talento si riconosce subito, e il finlandese sembra averne parecchio. Riga ha offerto anche tutto il resto: contatti, paraurti che volano, strategie Joker Lap azzeccate e qualche errore costato carissimo.

In pratica, rallycross allo stato puro. Poi il campionato si è spostato a Nyirád, una pista che non perdona nessuno. Il “Calderone Rosso” ungherese è uno di quei circuiti dove non basta avere la macchina più veloce. Serve resistere, adattarsi e spesso anche sopravvivere al caos. Ed è proprio in Ungheria che si è avuta la sensazione più interessante di questo inizio stagione. Kristoffersson resta il favorito, ma non sembra più inattaccabile.

Bakkerud continua a essere uno che prova il sorpasso anche quando sembra impossibile. Veiby è sempre lì. Turpeinen cresce a vista d’occhio. E dietro stanno emergendo altri nomi pronti a inserirsi nella lotta. Forse è presto per parlare di una nuova era. Due gare non bastano per fare una stagione. Ma bastano per capire che il Rallycross 2026 è partito con il piede giusto. Le griglie sono più ricche, i protagonisti non mancano e soprattutto le gare sono tornate a essere imprevedibili.

Che poi è esattamente quello che gli appassionati chiedevano da anni. A Riga è stato Johan Kristoffersson a confermare il proprio status di riferimento della categoria, ma senza il dominio schiacciante delle stagioni migliori. Tre settimane dopo, a Nyirád, Andreas Bakkerud ha risposto con una vittoria pesantissima che gli è valsa anche la leadership del campionato.

In mezzo c’è stata l’esplosione di Joni Turpeinen, due podi nelle prime due gare e la sensazione che il rallycross abbia finalmente trovato uno dei protagonisti del futuro. Se il livello resterà questo, il 2026 potrebbe davvero essere l’anno della rinascita.

Credit: KMS RX – Kristoffersson Motorsport (IG)