Skip to main content
Categorie:

IL MESE NERO CHE FERMÒ IL TEMPO NEL MOTORSPORT

1 Maggio 2026

Redazione

Scritto da: Roberto Bergomi

Maggio non è solo il mese della primavera. Per chi ama e vive di motori, è un mese sospeso, un tempo in cui il calendario sembra rallentare, quasi a voler trattenere il respiro. È un mese intriso di una malinconia profonda, un periodo in cui le date si intrecciano in una trama tragica che, a distanza di decenni, continua a segnare la memoria collettiva di chi ama le corse.

È un mese che porta con sé una strana miscela di gloria sportiva e profonda tristezza, un promemoria costante di quanto fosse (ed è) sottile il limite in questo sport. Tutti talenti purissimi che il mese di maggio ha strappato al mondo delle corse, trasformando l’asfalto e lo sterrato in luoghi di eterna memoria.

FORMULA 1 E RUOTE SCOPERTE

Ayrton Senna (1 maggio 1994): il tre volte campione del mondo morì durante il GP di San Marino a Imola. La sua scomparsa ha cambiato per sempre gli standard di sicurezza della F1.

Gilles Villeneuve (8 maggio 1982): l’indimenticabile “Aviatore” della Ferrari perse la vita durante le qualifiche del GP del Belgio a Zolder.

Lorenzo Bandini (10 maggio 1967): morì tre giorni dopo un terribile incendio durante il GP di Monaco. Era l’idolo indiscusso dei tifosi italiani e della Ferrari.

Elio de Angelis (15 maggio 1986): pilota di enorme talento e classe, perse la vita durante una sessione di test privati al Paul Ricard, in Francia.

RALLY, LE TRAGEDIE DEL 2 MAGGIO

Il 2 maggio è una data spettrale per il mondo del rally, legata indissolubilmente al destino della Lancia e della Corsica.

Attilio Bettega (2 maggio 1985): morì durante il Tour de Corse quando la sua Lancia 037 colpì un albero.

Henri Toivonen e Sergio Cresto (2 maggio 1986): esattamente un anno dopo Bettega, nello stesso rally, la loro Lancia Delta S4 uscì di strada ed esplose. Questa tragedia segnò la fine dell’era delle “Gruppo B”.

UN FILO ROSSO CHE UNISCE PISTA E TERRA

Non è una coincidenza che questi uomini siano caduti in questo preciso scorcio di anno. In quel periodo, la stagione entrava nel vivo, le sfide diventavano epiche, e il limite veniva cercato con ferocia. La tragedia, purtroppo, ha fatto parte di questo processo di ricerca del limite.

IL SILENZIO CHE RESTA

Sono stati i cavalieri di un’epoca in cui il coraggio era l’unica dotazione di sicurezza a disposizione. Cosa resta di questi uomini, oltre ai filmati sgranati e ai racconti dei testimoni? Resta un mondo delle corse radicalmente trasformato.

In Formula 1 la morte di Senna e Ratzenberger portò alla rivoluzione della sicurezza guidata da Max Mosley e Sid Watkins, introducendo il sistema HANS, barriere più sicure e abitacoli indistruttibili con  le scocche in fibra di carbonio.

Nei rally la tragedia di Toivonen e Cresto impose lo stop immediato a vetture troppo potenti per le strade di allora, dando priorità assoluta alla protezione degli equipaggi. Normative che oggi rendono il mondiale rally una sfida di tecnica e non più di puro azzardo.

Maggio rimane il loro mese. Un tempo in cui le corse si fermano per un secondo, per dire a questi campioni che, nonostante il tempo passi, nessuno di loro è mai stato davvero dimenticato.

Credit: Francesco Angelini (IG)