Categorie: Altri Rally
MONTE-CARLO, GRANDI VETTURE DA RALLY ALL’ASTA
23 Aprile 2026
Redazione
Scritto da: Riccardo Bianchini
Domani alcune delle vetture da rally più iconiche del mondo verranno battute all’asta da Bonhams Cars, nella splendida cornice di Monte-Carlo. L’evento, in programma il 24 aprile nel weekend del Grand Prix de Monaco Historique, attirerà numerosi acquirenti e appassionati pronti ad aggiudicarsi, alla migliore offerta, autentici gioielli a quattro ruote provenienti da tutto il mondo.
Tra i lotti più interessanti spicca il numero 132. Una splendida Lancia Fulvia Gruppo IV del 1970. L’auto, all’epoca subito iscritta ai rally dal Jolly Club negli eventi validi per il campionato italiano, venne acquistata qualche tempo dopo dal pilota varesino Giancarlo Biasuzzi. La guidò verso il successo per due anni, facendola danzare tra i tornanti dei rally più famosi d’Italia. Per esempio, nel 1973 la vettura prese parte al Campagnolo, alla Coppa Liburna, alla 333 Minuti e al Rally Valli Imperiesi, ottenendo in quella stagione diversi piazzamenti nella top10 assoluta.
L’anno dopo, invece, prese parte al Rally dell’Isola d’Elba, alla Ruota d’Oro, di nuovo alla Coppa Liburna e al Trofeo Marlboro, mantenendo la stessa costanza con cinque piazzamenti nei primi 10. Nel 1975, Biasuzzi continuò a guidare la Fulvia nei rally italiani, spesso sotto i colori della Scuderia Grifone, in eventi come la Linea Mobili, la 4 Regioni e il Rally del Bellunese, per poi separarsi dalla Fulvia nello stesso anno, vendendola ad Alessandro Baraldo, che la iscrisse subito alla Coppa Valtellina e al Due Valli.
Fece una breve pausa nelle mani di Oscar Rumi, prima di riapparire in quelle di Maurizio Ambrogetti – pilota del Jolly Club – per poi essere acquistata da Angelo Miniggio, prima di tornare ad Ambrogetti nel 2012 e, in seguito, essere acquistata dall’attuale proprietario. Un modello iconico che valse alla casa torinese il titolo di campione costruttori nel 1972. Con il suo motore a 4 cilindri a V stretto, i suoi 165 cavalli e gli 825 kg di peso, questo esemplare – grazie a un restauro – è ancora capace di sprigionare tutto lo spirito Lancia. Chissà, quindi, chi si porterà a casa questo bolide a trazione posteriore, ricco di storia, dal valore stimato tra i 140.000 e i 180.000 euro?
Subito dopo, con il lotto numero 133, balza all’occhio nella lista, uno dei modelli più influenti degli ultimi decenni, uno dei pezzi più interessanti dell’intera asta. L’auto più prestigiosa tra le vetture da rally presenti il 24 aprile a Monte-Carlo, l’Audi quattro A2 Gruppo B appartenuta ad Hannu Mikkola e vincitrice del Rally del Portogallo nel 1983. Con un valore stimato tra i 900.000 e 1.200.000 euro, è uno di quei pezzi che fanno parte della storia. Ufficiale di fabbrica Audi, ha infatti contribuito a far vincere il titolo al pilota finlandese nel 1983. Un’auto che, con una potenza prossima ai 340 cavalli e una cilindrata di 2.145 cc, collocava la quattro nella Categoria 2 delle vetture di Gruppo B.
Iscritta alla gara di apertura della stagione 1983, questa vettura venne usata dal pilota Hannu Mikkola per disputare il celebre Rally di Monte-Carlo. Dopo la vittoria in Portogallo, rimase in officina per ricevere l’aggiornamento “A2”, per poi tornare in azione al Rally dell’Acropoli, in Grecia. Il pilota finlandese e la sua vettura offrirono lì una prestazione impressionante, vincendo le prove speciali 3, 4, 5, 10, 12, 21, 23, 28, 31 e guidando la classifica generale per lungo tempo, prima di ritirarsi alla prova speciale 40 a causa di un problema al motore.
Questa fu l’ultima gara di Mikkola con l’Audi in questione. Il pilota proseguì infatti la stagione con un altro telaio, vincendo in Argentina e al Rally dei 1000 Laghi. Proprio in quell’occasione quest’Audi riapparve con Lasse Lampi e Pentti Kuukkala, che la portarono al 7° posto assoluto, dopo diversi piazzamenti nelle prime tre posizioni nelle prove speciali. La costanza di Mikkola e del navigatore Hertz, unita all’efficacia della quattro, permise al finlandese di conquistare il titolo mondiale piloti. Questo esemplare ebbe un ruolo chiave nel campionato 1983, contribuendo con 30 dei 105 punti ottenuti da Mikkola nella stagione in questione. Nel 1984, il mezzo fu venduto da Audi Sport al pilota austriaco Walter Meyer, che la impiegò rapidamente nel campionato europeo di rallycross, vincendo in particolare la prova svedese.
Nel 1985 fu venduta al finlandese Timo Virtanen, che continuò a utilizzarla nel rallycross. Nel 1989, l’Audi fu acquistata da Ismo Pätsi e gareggiò nelle corse su ghiaccio e nel rallycross fino al 1993, per poi essere utilizzata in rallysprint e cronoscalate fino al 1996. Negli anni 2000 il mezzo si trasferì in Francia e venne acquistata dallo specialista e appassionato del modello Claude Girod. Successivamente passò nelle mani di Benoît Antonel e fu avviato un restauro presso VMS Compétition, specialista di vetture da rally con sede a Sainte-Maxime, per poi essere acquistata nel 2023 dall’attuale proprietario.
Sempre di produzione germanica, ma con una storia al 100% diversa, nella lista, con il numero di lotto 139, si trova la famosa Audi quattro A1 Group B “Belga 2” del 1983. Questo esemplare, stimato tra i €350.000 e i €500.000, è uno di quegli affari che chi ha la possibilità non deve lasciarsi scappare. Ex Marc Duez, questo telaio ha una storia incredibile, legata a braccetto a quella del team “Belga”. Era il 1980 quando al Sig. Mal-Voy entrò in testa il pallino di far correre una quattro sulle strade della sua nazione con un pilota belga; l’unico problema era che gli mancavano il budget e il pilota.
A farsi avanti? Appunto l’azienda di sigarette “Belga”, lo stesso sponsor che nel ’82 sostenne Marc Duez, aiutandolo a diventare campione nazionale con una Porsche 911 SC. Così il progetto, sostenuto anche da Audi Sport e Castrol, e J.G. Mal-Voy partì. Però il tutto nacque di fretta e, trattandosi di un progetto privato, Audi affidò la preparazione della quattro a Konrad Schmidt, con un solo inverno per costruire e mettere a punto la vettura in vista delle Boucles de Spa del 1983. Duez guidò la nuova vettura solo per poche centinaia di metri prima che venisse iscritta.
Però l’auto, soprannominata Christine, era destinata a un solo rally: un’altra auto era già in preparazione per il resto della stagione 1983. Il telaio in questione, l’85A0900069, la 69° quattro prodotta secondo le specifiche Gruppo B, denominata – si immagina per essere stata la seconda quattro del team – la Belga 2. L’auto fu rapidamente iscritta al Rally Lotto Haspengouw nel maggio 1983, dove Marc Duez conquistò la vittoria assoluta con 26 prove speciali vinte su 32. Nel giugno 1983, la Belga 2 partecipò alla 24 Ore di Ypres, concludendo 4° assoluta dietro alle Lancia 037 di Miki Biasion e Jean-Claude Andruet e alla Ferrari 308 GTB di Francis Vincent.
Dopo qualche gara nell’84, la Belga 2 fu venduta in Grecia, dove fu riscoperta nel 2008 dall’appassionato Claude Girod. Era cambiata molto poco, conservando ancora la rara iniezione Pierburg, il sistema a carter secco, il motore, il cambio e l’abitacolo con sedili a guscio Recaro. Persino la griglia tagliata agli angoli, visibile nelle fotografie d’epoca del Rally Haspengouw, era ancora presente. Fu quindi avviato un restauro che però, per ragioni finanziarie e pratiche, non venne completato. L’auto fu infine acquistata dall’attuale proprietario francese nell’agosto 2021. La Belga 2 fu quindi affidata a VMS Compétition, a Sainte-Maxime, specialista in auto da rally, per un restauro completo. Oggi, appena restaurata e supportata da circa €200.000 di fatture, rappresenta un’auto in perfette condizioni.
E infine, con il lotto 140, lei: la Lancia Stratos Gruppo IV 1976. La regina delle regine. La prima vettura di un grande costruttore progettata specificamente per i rally. Disegnata da Gandini, ma con carrozzeria Bertone ed equipaggiata con il potente V6 Ferrari Dino da 2,4 litri, ha regalato a tanti appassionati emozioni uniche, oltre a diversi titoli mondiali costruttori alla Lancia. Una vera opera d’arte su quattro ruote, capace di far vivere emozioni soltanto con uno sguardo. Perché, dopo tutto, chi non ricorda le immagini della livrea Alitalia che taglia i traguardi? Chi si è scordato il suo rombo?
Un esemplare, nello specifico, consegnato nuovo in Italia nel 1975 come versione HF Stradale, venne immediatamente inviato presso University Motors – uno dei cinque preparatori ufficialmente autorizzati – per la conversione alle specifiche Gruppo IV. Iscritta sotto i colori Jolly Club, disputò il suo primo rally nel giugno 1976 al 4 Regioni, con Maurizio Ambrogetti al volante. Poco dopo, fu acquistata da Antonio Codognelli, che già nel 1974 partecipò a una prova del campionato mondiale a Sanremo. Alla fine del 1976, la vettura partecipò al Rally del Ciocco senza buoni risultati, mentre nel marzo 1977 concluse 9° assoluta. Nell’aprile dello stesso anno, Codognelli ottenne il 10° posto alla Coppa Città di Cesena.
Purtroppo al Rally 4 Regioni 1977, Codognelli uscì di strada, danneggiando gravemente la vettura. Tuttavia, secondo le pratiche dell’epoca, la Stratos fu ricostruita utilizzando la scocca di un altro telaio. Amministrativamente mantenne identità, documenti FIA e immatricolazione, ma adottò la livrea gialla del telaio donatore. La sua storia non finì quell’anno: infatti riapparve al Rally di Sanremo 1977 senza però classificarsi, per poi ottenere un eccellente 3° posto alla Coppa Luigi Feraboli. La stagione 1978 iniziò molto bene: la Stratos in questione concluse 2° assoluta al Rally Prealpi Orobiche con Serafino Rancati. Nel 1979, con livrea prima bianca e poi rossa, ottenne risultati notevoli: 9° assoluta (3° di classe) al Rally 100.000 Trabucchi e 5° assoluta (2° di classe) al Rally Valle d’Aosta.
Nel 1980, completamente rossa, disputò sette rally con buoni risultati, tra cui 7° alla Coppa Luigi Feraboli e 6° al Valle d’Aosta. Nel 1981, Codognelli partecipò a quattro gare, con un notevole 2° posto al Rally Colline Oltrepò. Nel 1982, ultima stagione agonistica, la vettura ottenne alcuni dei suoi migliori risultati: 5° al Rally Mille Miglia, 4° al Colline Oltrepò e 3° al Rally Mantova Corse. L’auto fu ridipinta in nero e mantenuta da FIA France Italie Automobiles a Levallois. Da allora fu utilizzata principalmente per uso ricreativo e conservata in buone condizioni fino al restauro completo del 2018. Oggi, stimata tra i 750.000 euro e i 900.000 euro, è in vendita con la livrea di Andruet e rappresenta uno dei rari esemplari sopravvissuti dell’epoca Jolly Club.
Credit: Bonhams Cars (Web)