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CRAIG BREEN, IL RICORDO DI UN TALENTO CHE RESTA

13 Aprile 2026

Redazione

Scritto da: Camillo Andrulli

A tre anni dal tragico incidente che costò la vita al pilota irlandese, noi di Rally News Plus vogliamo ripercorre le imprese e le gesta dell’uomo. Ricordando che nonostante gli standard di sicurezza oggi siano elevati, la fatalità è sempre dietro l’angolo e, purtroppo per noi appassionati di rally, ​il 13 aprile è una data che rimarrà per sempre impressa nella memoria collettiva con un velo di profonda tristezza.

Più che per i freddi dati statistici, Craig Breen è ricordato per la sua umanità. Era il ragazzo che piangeva di gioia al traguardo di una prova speciale, colui che viveva letteralmente il suo sogno di quando era bambino, innamorato di ciò che faceva.

​Infatti, Craig aveva ereditato la passione dal padre Ray, a sua volta pilota a livello nazionale. Dopo aver mosso i primi passi sui kart, il richiamo della terra e dell’asfalto delle prove speciali è stato irresistibile.

​Il suo talento è emerso rapidamente a livello internazionale. Tra i suoi successi giovanili più brillanti ricordiamo sicuramente due tappe cruciali della sua carriera.

La vittoria della WRC Academy nel 2011, un trionfo che lo ha consacrato come uno dei giovani più promettenti del panorama rallistico, e quando nel 2012 è diventato campione mondiale S-WRC. Un traguardo, quest’ultimo, carico di emozione e dolore, arrivato nello stesso anno in cui perse il suo storico navigatore e amico, Gareth Roberts, in un tragico incidente durante il Targa Florio. Un evento che segnò Craig profondamente, ma che non fermò la sua determinazione a correre anche per onorare l’amico scomparso.

​Sebbene la vittoria assoluta in una gara del mondiale gli sia sempre sfuggita per un soffio, il suo palmarès vanta 9 podi nel WRC, ottenuti spesso in gare difficili e prestigiose.

​Tra i momenti più iconici della sua carriera ci sono sicuramente le lacrime di gioia dopo aver conquistato il suo primo podio assoluto in WRC al Rally di Finlandia nel 2016, a cui sono seguiti tanti altri tra cui quelli al Rally di Svezia 2018 e 2023: due splendidi secondi posti, a dimostrazione della sua eccezionale sensibilità di guida sui fondi a scarsa aderenza.

​Breen non era solo un pilota veloce ma anche e soprattutto una bella persona con le sue interviste a fine prova speciale, fatte spesso a cuore aperto e senza filtri, che lo hanno reso uno dei piloti più amati dal pubblico in poco tempo.

​La favola del pilota irlandese si è interrotta bruscamente e in modo incomprensibile il 13 aprile 2023, durante una sessione di test pre-evento in preparazione al Rally di Croazia, al volante della sua Hyundai i20 N Rally1. Breen è uscito di strada, ipattando contro una staccionata di legno a bordo carreggiata che si è rivelata fatale. Un palo è penetrato nell’abitacolo dal lato del pilota, non lasciandogli scampo. Il suo co-pilota, James Fulton, è fortunatamente rimasto illeso fisicamente, ma l’intero parco assistenza e il mondo dello sport da quel giorno è un po’ cambiato.

​Oggi, a distanza di anni, l’eredità di Craig Breen non vive solo nelle immagini delle sue auto che sfrecciano tra i boschi o sulla neve. Vive nello spirito con cui interpretava il motorsport, in un’epoca dominata da atleti iper-focalizzati e talvolta robotici, Craig ci ha ricordato che correre è, prima di tutto, passione, divertimento e gratitudine.

Ma nonostante ciò, oggi Craig continua a vivere grazie alla fondazione in suo nome che supporta i giovani talenti del panorama rallistico irlandese.

​Se il pilota ci ha insegnato a spingere sempre, anche solo per un podio, l’uomo ci ha insegnato a non dare mai per scontato il privilegio di poter inseguire i propri sogni, ricordandoci in ogni sua intervista di goderci il viaggio.

Grazie di tutto Craig.

Credit: Hyundai Motorsport (X)