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STORIA E CURIOSITÀ SUL MITICO GRAN PREMIO DI BARI

8 Aprile 2026

Redazione

Scritto da: Camillo Andrulli

Concedeteci per una volta di non parlare di rally, cronoscalate o eventi fuoristrada, ma di qualcosa che ci sta comunque molto a cuore, non solo perché coinvolge la nostra città, ma anche perché per la prima volta ci vede come media partner dell’evento, proprio lì dove due anni fa il nostro sogno è cominciato.

Tra poche settimane, infatti, andrà in scena la 9° Rievocazione Storica del Gran Premio di Bari, organizzata dall’Old Cars Club. Un evento biennale che riporta sulle strade centrali del capoluogo pugliese le atmosfere di quando il Gran Premio di Bari vedeva sfidarsi anche Ferrari e Alfa Romeo con Nino Farina, Alberto Ascari e Juan Manuel Fangio tra i protagonisti.

Il Gran Premio di Bari era una di quelle gare extra-campionato di Formula 1 che non assegnavano punti per la classifica iridata, ma che si disputavano per prestigio o per testare vetture e soluzioni tecniche in vista degli eventi ufficiali.

L’evento si svolse per 9 edizioni, dal 1947 al 1956 (ad eccezione di quella del 1953 che non si disputò per motivi tecnico-organizzativi), in una Bari profondamente segnata dal conflitto mondiale, ma determinata a rinascere grazie ad un’idea: disputare un Gran Premio di Formula 1 in città.

E così, il 13 luglio 1947, il sindaco Vito Antonio Di Cagno diede il via alla competizione, riuscendo a realizzare il suo sogno grazie anche al contributo di Renzo Castagneto (patron della Mille Miglia) che, a sua volta, riuscì a coinvolgere la Squadra Corse Alfa Romeo che per l’occasione schierò due “Alfetta” guidate da Varzi e Sanesi. I due si diedero battaglia a colpi di giri veloci fino al traguardo, dove a prevalere fu proprio Achille Varzi.

L’edizione del 1948 si disputò senza le Alfa Romeo, in quanto reputate “imbattibili” e senza degni rivali. Per tale ragione si decise di far gareggiare le Formula 2 (con motore fino a 2000cc e senza compressione). Fu una gara ricca di battaglie, che vide alternarsi Ferrari, Maserati e Cisitalia al comando, con Nuvolari che superò Taruffi e Farina in un colpo solo, prima di cedere il volante a Franco Cortese per problemi di salute. La gara però fu vinta da Chico Landi sulla Ferrari 166 SC, tallonato da Bonetto che si ribaltò all’ultima curva nel tentativo di superarlo.

Nel 1950 si vide il ritorno di Alfa Romeo con la doppietta di Nino Farina e Juan Manuel Fangio, davanti a Stirling Moss attardato di due giri. 

Nel 1951 ci fu un’accesa battaglia tra l’Alfa Romeo di Fangio e le Ferrari di Ascari e Villoresi (entrambe ritirate). Ad avere la meglio fu ancora una volta la casa di Arese, nonostante l’argentino avesse perso l’uso della terza marcia.

Nella sesta edizione si registrò un dominio Ferrari, complice anche l’elevato numero di vetture del cavallino (pur trattandosi di modelli diversi) e l’assenza di veri rivali. A vincere fu ancora una volta Chico Landi, stavolta sulla Ferrari 225 S.

La settima edizione (quella del ’54) vide una doppietta Ferrari con Jose Gonzales e Maurice Trintignant con il modello 625, seguiti dalla Gordini di Jean Behra. Diversi i piloti stranieri in questa edizione, segno che il prestigio e l’interesse dell’evento stava crescendo anche fuori dai confini nazionali.

Nel 1955 l’evento divenne un 2in1: il 15 maggio sullo stesso tracciato si svolse il “Gran Premio di Bari” e la notturna “6 ore di Bari” (riservate rispettivamente alle vetture sport oltre 2000cc e fino a 2000cc). Il GP vide un dominio che portò ad una doppietta da parte della Maserati con Jean Behra e Luigi Musso, mentre la 6 ore vide un’accesa battaglia tra la Ferrari e la Maserati, con quest’ultima che alla fine vinse anche la prova notturna.

Per la nona (ed ultima) edizione il percorso fu invertito per necessità legate alla mobilità urbana, e anche nel 1956 si disputarono due gare divise per categoria come l’anno precedente. Nella classe regina la gara fu dominata dalla Maserati 300S di Stirling Moss, che in pochi giri iniziò a doppiare tutti, vincendo davanti alle Maserari 200S di Behra e Perdisa. Unica gioia di giornata fu vedere Alfonso De Portago rimontare dal 17° al 6° posto.

Nella categoria fino a 2000cc fu ancora una doppietta Maserati con Behra e Perdisa. Date le velocità in aumento, la mobilità cittadina paralizzata per l’evento e l’incidente del 1955 che portò alla morte dell’agente Francesco De Francisci, si decise di non ospitare più l’evento in città. Fino al 2010.

Credit: Gran Premio di Bari (Ufficio Stampa)