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TUTTE LE NOVITÀ SUL MONDIALE RALLY-RAID 2026

23 Dicembre 2025

Redazione

Scritto da: Camillo Andrulli

A meno di un mese dall’inizio del campionato mondiale di rally-raid 2026, con la celebre Dakar, vediamo insieme le principali novità che ci attendono il prossimo anno, tra nuove categorie, nuovi contendenti e una sfida che attraverserà quattro continenti.

L’associazione sportiva ASO, che si occupa di promuovere tra i vari eventi anche la Dakar e la Dakar Series, insieme con la Fédération Internationale de l’Automobile (FIA), hanno deciso di rivedere i regolamenti per il mondiale rally-raid, per aumentare il prestigio della serie e favorire l’ingresso di nuovi contendenti.

NUOVA CATEGORIA

Tra le novità più importanti spicca sicuramente l’introduzione, o meglio il rilancio, della categoria “Stock” (auto derivanti dalla serie), e che pone come obiettivo quello di rendere la categoria più contemporanea e competitiva, aggiornata alle attuali auto di produzione piuttosto che alle “classiche” Mitsubishi Pajero o Nissan Patrol. Il primo riscontro positivo è arrivato con l’ingresso di Land Rover (con la Defender D7X-R) a partire proprio dal prossimo anno.

Il marchio inglese, infatti, con il suo veicolo derivato dalla produzione e basato su Defender OCTA sarà protagonista con un programma ufficiale che prenderà il via nel 2026. Il progetto prevede due vetture partecipanti all’intero campionato più una terza auto per la Dakar. Ovviamente sarà anche presente il Toyota Land Cruiser, che sfiderà la vettura britannica. Sarà interessante osservare se e in che modo, le auto di serie (o quasi) riusciranno a misurarsi contro i prototipi, e se nuovi protagonisti emergeranno grazie a questo cambiamento.

Nuova categoria implica anche nuova classe di titoli da assegnare; infatti, un aspetto sostanziale del nuovo regolamento riguarda anche la registrazione e l’assegnazione dei titoli, che dal 2026 prevede nuovi titoli specifici per la “Stock” (per piloti, co-piloti/navigatori) costruttori, team, oltre ad un titolo “Master Drivers” per piloti Over 50.

Attenzione però perché la registrazione al campionato cambia, soprattutto per la categoria “Stock”: per poter concorrere ai titoli, piloti, navigatori e team dovranno registrarsi per l’intera stagione.

MODIFICHE AI REGOLAMENTI TECNICO E SPORTIVO

Le modifiche regolamentari che entreranno in vigore nel 2026 riguardano anche aspetti generali del W2RC, con l’obiettivo di migliorare l’equilibrio competitivo, la sicurezza, la sostenibilità e la gestione del campionato. Ecco i punti principali:

  • È stato approvato un regime di limiti per i pezzi di ricambio per i veicoli della categoria “Stock”: ciò significa che le auto “di serie modificate” dovranno rispettare una quota massima di ricambi, con l’intento di contenere i costi per team e piloti.
  • Introdotte nuove disposizioni per dispositivi di protezione del parabrezza, ad esempio per proteggere da vegetazione o detriti, per aumentare la sicurezza in fuoristrada.
  • Si potranno precompilare passaporti per gruppi di veicoli identici (dal quarto esemplare in poi), evitando ispezioni ripetitive e centralizzando la richiesta presso la FIA. I passaporti precompilati avranno una validità massima di sei mesi prima della convalida, così da garantire ispezioni aggiornate al momento della prima iscrizione a un evento.
  • Per le auto della categoria T1+ nelle prove “Baja” sono previste modifiche al regolamento pneumatici: è stata proposta una riduzione del numero massimo di gomme utilizzabili per evento (da 12 a 10 per i piloti prioritari T1+), per una maggiore equità tra classi.

NUOVO CALENDARIO

Ma a prescindere da queste novità, c’è un altro aspetto che è stato riconsiderato per la “sopravvivenza” del campionato: il calendario. Sebbene le tappe del campionato siano rimaste sempre cinque, la loro ridistribuzione è stata rivista per questioni logistiche oltre che di impatto ambientale.

Difatti, l’appuntamento del Portogallo è stato spostato da settembre a marzo, quello del Marocco da ottobre a settembre e quello degli Emirati Arabi da febbraio a novembre, come ultima tappa del campionato. Oltre a questo, il Safari Rally del Sud Africa ha lasciato il posto al “Desafio Ruta 40” in Argentina.

CONCLUSIONI

Con queste novità, il campionato mondiale rally-raid sembra avviarsi verso una nuova fase della sua esistenza dove la categoria “Stock”, se gestita correttamente, può diventare la spina dorsale di una nuova era del rally-raid: più accessibile, ancora più numerosa e con mezzi più vari. Inoltre, il 2026 si presenta come un punto di svolta per il campionato; non una rivoluzione, ma una evoluzione strutturale.

Sia chiaro, le prove su deserti, sabbie e sterrati resteranno estreme, la Dakar rimarrà la prova regina, e le auto prototipo continueranno a duellare, ma grazie al rilancio della categoria “Stock”, ad un calendario internazionale ma razionalizzato, e a regole tecniche e sportive più equilibrate, la disciplina punta a diventare più inclusiva, competitiva e sostenibile.

Credit: Carlos Sainz Sr. (X)