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YOANN BONATO VINCE IL TITOLO FRANCESE 2025

6 Dicembre 2025

Redazione

Scritto da: Luca Gentile

Il rallista Yoann Bonato ce l’ha fatta di nuovo. Il pilota francese ha conquistato il Campionato Francese Rally Asfalto 2025 al volante della sua Citroën C3 Rally2, firmando così il sesto titolo nazionale in carriera, sempre affiancato dal fidato Benjamin Bouloux. Una coppia collaudata, solida, che ha saputo trasformare la costanza in arma vincente, in una stagione tra le più dure e incerte degli ultimi anni.

A rendere ancora più prestigiosa la vittoria sono stati i rivali. Si tratta di Éric Camilli e Thibault Durbec, mai domi, spesso a pochi decimi, a volte a soli due. Dal Touquet ad Antibes, sotto il sole o nella pioggia battente, ogni prova speciale ha contato. E Bonato, ancora una volta, ha dimostrato di saper reggere la pressione, di saper aspettare, e di saper colpire.

UNA STAGIONE AL CARDIOPALMA

Il 2025 è stato un anno tiratissimo. Bonato e Bouloux non hanno sempre dominato, ma sono sempre stati lì, a macinare chilometri e punti. La differenza non l’ha fatta la vittoria di tappa, ma la capacità di esserci quando altri sbagliavano, di tenere il ritmo senza forzare oltre il necessario.

“La gente non si rende conto di quanto sia difficile”, ha raccontato Bonato al termine del campionato. “Serve dedizione, impegno, tanti sacrifici anche sul piano familiare. Siamo fortunati a poterlo fare, ma l’investimento è enorme. E quando arriva il risultato, è una gioia immensa”.

UN DECENNIO DI CORSE, UN CAMPIONE RICONOSCIBILE

Il titolo 2025 è anche il compendio di dieci anni vissuti dentro il campionato francese, sempre con stile, ironia e un pizzico di follia da rally. Bonato ha ricordato con emozione la prima vittoria assoluta nel 2015 al Critérium des Cévennes, fino all’ultima gara di quest’anno. “È difficile scegliere un solo anno. Ti ricordi la prima, certo, ma anche l’ultima. In mezzo c’è tutta la storia, e ogni stagione è stata speciale”.

Tra i ricordi più vividi, spicca quella speciale del “Coeur de France” chiusa… Su tre ruote. “Non era staccata, sia chiaro”, scherza, “ci eravamo solo appoggiati un po’ troppo su un terrapieno”. E poi, la vita di chi apre la strada, tra conigli, fagiani, cani, gatti e persino una cerva. “Quando parti per primo, a volte ti senti in un documentario naturalistico”.

CITROËN E IL LAVORO DI SQUADRA

Il successo di Bonato è anche la vittoria di Citroën Racing, che ha saputo affiancare il pilota con un pacchetto tecnico di altissimo livello. La C3 Rally2 si è dimostrata affidabile, versatile e vincente. Ma nulla sarebbe stato possibile senza l’equilibrio raggiunto insieme a strutture come CHL Sport, Auto Trajectoire e Des Voilà. Un gioco di squadra meticoloso, fatto di test, chilometri e scelte intelligenti.

In questo contesto, Bonato e Bouloux hanno fatto la differenza con la loro regolarità. Sempre lì, sempre pronti. Anche quando le cose si facevano dure.

LO SGUARDO AL FUTURO

Nonostante i successi, Bonato resta con i piedi per terra. “Mi diverto ancora, riesco a guidare veloce e a tener testa ai giovani”, ha detto. “Faremo ancora un anno, credo. Poi vedremo stagione per stagione”.

Il nove è il suo numero preferito, ma intanto il sesto titolo è già un traguardo storico. E in parallelo, il pilota francese si è ormai fatto notare anche dietro il microfono, come opinionista per Canal+, grazie a uno stile schietto e competente che il pubblico ha imparato ad apprezzare.

IL CAMPIONE CHE FA SPETTACOLO ANCHE CON L’IRONIA

Mai troppo serio, mai banale. Neppure quando le critiche arrivano dal bordo strada. “All’inizio di La Cadière, qualcuno mi ha detto che mi preferiva dietro al microfono”, racconta. “Gli ho risposto che io lo preferivo sul divano di casa, piuttosto che lì a commentare”. Il rapporto con il pubblico è un punto fermo. “Cerchiamo di fare passaggi spettacolari, a volte lo sono nostro malgrado”, ride. “Ma è anche questo che rende speciale il rally”.

VELOCITÀ, UMANITÀ, METODO: LA FIRMA BONATO

Il sesto titolo di Yoann Bonato è la somma perfetta tra talento, tattica e capacità di resistere nei momenti duri. È un risultato figlio di scelte tecniche corrette, ma anche di testa e cuore. Un titolo che racconta non solo un campione, ma una carriera coerente, riconoscibile, fatta di passione vera.

E se è vero che la prima volta non si scorda mai, è altrettanto vero che il presente, quando è così pieno, sa già di leggenda.

Credit: Yoann Bonato (IG)