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IL RALLY DEL PARAGUAY È GIÀ TRA I PIÙ DURI DEL WRC

24 Novembre 2025

Redazione

Scritto da: Luca Gentile

C’era curiosità, certo. E anche un pizzico di scetticismo. Quando il Paraguay è stato annunciato come nuova tappa del mondiale rally 2025, in molti si sono chiesti cosa potesse offrire un paese debuttante sul palcoscenico più prestigioso dei rally. La risposta è arrivata in fretta. Il Rally del Paraguay è oggi una delle prove più impegnative e imprevedibili del calendario. E lo ha dimostrato fin dalla prima prova speciale.

Disputato tra il 28 e il 31 agosto nella regione meridionale di Itapúa, con base nella città di Encarnación, il 2° Ueno Rally del Paraguay ha stupito per il suo livello tecnico, per l’intensità del percorso e per le condizioni estreme che hanno messo in difficoltà anche i piloti più esperti del campionato.

UN FONDO TRA I PIÙ INSIDIOSI DEL WRC

Il primo elemento che rende il Paraguay un rally fuori scala è il fondo rosso argilloso, tipico della zona, che in condizioni di asciutto garantisce aderenza e velocità ma che, con l’arrivo della pioggia, si trasforma rapidamente in un incubo. Come ha riportato DirtFish, “quando piove, è caos totale”: l’argilla diventa fango scivoloso, difficile da leggere e impossibile da gestire se non con estrema prudenza.

Il passaggio continuo delle vetture scava solchi profondi che cambiano di speciale in speciale, e anche nei tratti asciutti le pietre nascoste e il fondo duro aumentano il rischio di forature e danneggiamenti. Diversi equipaggi hanno visto la propria gara compromessa da problemi agli pneumatici o dal cedimento delle sospensioni dopo atterraggi troppo duri.

VELOCITÀ E STRATEGIA: UN EQUILIBRIO PERICOLOSO

Nonostante le difficoltà, le speciali del Rally del Paraguay sono tra le più veloci dell’intero campionato. L’alternanza tra lunghi rettilinei sterrati e curve cieche obbliga i piloti a un esercizio di equilibrio estremo: spingere al limite, ma senza mai perdere il controllo. Gli errori si pagano subito, e lo dimostra il fatto che anche nomi di punta della stagione 2025 sono finiti fuori classifica per errori di valutazione o scelte di assetto poco adatte al fondo.

Chi ha saputo adattarsi, ha fatto la differenza non solo con il piede, ma con la testa. Le strategie di gomme e la gestione della velocità media hanno giocato un ruolo chiave, più che altrove.

UN DEBUTTO DA APPLAUSI PER IL PARAGUAY

Nonostante fosse al suo primo anno nel WRC, l’organizzazione del Rally del Paraguay ha ricevuto feedback estremamente positivi da parte di piloti, team e addetti ai lavori. Il livello logistico è stato definito “eccellente”, la sicurezza delle prove all’altezza degli standard FIA e la passione del pubblico è stata una delle sorprese più gradite. Migliaia di spettatori si sono assiepati lungo i tracciati sin dal venerdì mattina, portando un’energia degna dei migliori rally europei.

Le autorità locali hanno investito molto nell’evento, con un forte supporto anche da parte dei media nazionali e dell’ente turistico paraguaiano, che ha visto nell’evento un’occasione internazionale irripetibile. Il risultato è stato un evento dal forte impatto, che ha dimostrato il potenziale del Sudamerica come nuova frontiera del rally di vertice.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI: RISPETTO E TIMORE

Molti dei piloti che hanno affrontato per la prima volta il fondo paraguaiano hanno ammesso di non aspettarsi un livello di difficoltà così alto. “Sembra facile quando lo studi in ricognizione, ma quando inizi a spingere capisci che è tutto tranne che prevedibile”, ha dichiarato un driver ai microfoni di Red Bull Motorsports. “La tenuta cambia da curva a curva, e se piove, ti ritrovi in mezzo a una prova che non hai mai visto prima”.

Anche i navigatori hanno sottolineato la complessità del tracciato, con note da aggiornare rapidamente e punti di riferimento che cambiano a ogni passaggio.

UNO DEI RALLY PIÙ DURI DEL MONDIALE, E SIAMO SOLO ALL’INIZIO

Con l’edizione 2025, il Paraguay è entrato ufficialmente nella cerchia dei rally più temuti del WRC. Accanto a mostri sacri come la Sardegna, l’Acropoli o il Kenya, oggi anche Itapúa ha la sua voce, e non è una voce debole.

I numeri parlano chiaro: decine di forature, distacchi ridotti tra i primi, condizioni meteo mutevoli e un tracciato che ha fatto selezione naturale in ogni prova speciale. Eppure, chi lo ha concluso guarda già al 2026. Perché questa gara è entrata nel cuore del mondiale, e da ora in poi sarà impossibile sottovalutarla.

Il Rally del Paraguay non è più una scommessa. È una certezza. Difficile, imprevedibile, esaltante. E tremendamente WRC.

Credit: Jonne Halttunen (X)