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SALONE AUTO TORINO 2025, TRA STORIA E INNOVAZIONE

16 Ottobre 2025

Redazione

Scritto da: Tiziano Topini

Ebbene sì, finalmente sono riuscito ad andare al Salone dell’Auto di Torino! Dopo cinque anni d’assenza – anno più, anno meno – lo scorso anno il salone torinese è tornato a occupare le piazze sabaude. Ma concentriamoci su questa edizione, dato che la precedente non ebbi occasione di viverla.

Il Salone dell’Auto di Torino, svoltosi dal 26 al 28 settembre, ha mantenuto le promesse, offrendo un’ampia gamma di costruttori. Certo, forse una nota un po’ stonata è stata la forte presenza di marchi cinesi, ma tant’è. Le chicche, comunque, non sono mancate.

Per quanto riguarda il mondo rallistico, la Fondazione Gino Macaluso ha portato diversi bolidi d’epoca e non solo. Due in particolare mi hanno colpito. La Lancia Stratos HF Gruppo 4 #5 ex ufficiale Alitalia, condotta a suo tempo dall’equipaggio Pinto-Bernacchini, e la Fiat 124 Sport Abarth Rally 16 Valvole, con la sua inconfondibile livrea giallo-rossa. A essere proprio pignoli, queste due vetture le avevo già viste due anni fa al MAUTO di Torino, in occasione di una splendida mostra dedicata alle auto da rally.

Passando alle vetture più recenti, allo stand Sparco sono stato accolto con grande disponibilità dai due ragazzi presenti. In particolare, Pietro Garavelli si è prestato volentieri a una breve intervista “flash”. Tra le auto esposte c’erano una Citroën C3 Rally2 ex Yohan Rossel (ora condotta da Heikki Kovalainen) e una Lancia Ypsilon Rally4 HF, ancora immacolata, priva di livrea, solo nel bianco della carrozzeria.

Forse il mio entusiasmo da vero appassionato mi ha permesso un piccolo privilegio: osservare “a porta aperta” lo strettissimo abitacolo, quello in cui i piloti si incastrano ogni volta per domare questi bolidi. Uno di quei piccoli desideri che gli amanti delle quattro ruote coltivano da sempre – e che, quando si avverano, lasciano il segno.

“Aggiungendo cavalli, motore e ottani”, passiamo ora a chicche di un altro livello. Gli stand Ferrari e Lamborghini erano presi d’assalto dal pubblico, e non c’è da stupirsi. La casa di Sant’Agata Bolognese esponeva la Lamborghini Revuelto, la Urus e la nuova Temerario, di cui è in sviluppo la versione GT3, destinata a sostituire la Huracán.

Lo stand Ferrari, invece, era il più blindato – e non solo per la folla. Tra i modelli esposti spiccavano la Ferrari 296 GTB, la Purosangue e, per me la più bella tra le stradali, la Ferrari 365 GTB. Nell’area VIP, però, si trovavano i veri pezzi da novanta della Scuderia: la Ferrari 296 Challenge, protagonista del campionato monomarca, e la 499P Modificata, versione “senza limiti” della tre volte vincitrice alla 24 Ore di Le Mans.

Grazie alla gentilezza dello staff ho potuto avvicinarmi alle vetture e scattare qualche foto. Dopotutto, non capita certo tutti i giorni di poterle osservare così da vicino, no?

Un marchio che è sempre un piacere rivedere è la Pininfarina. Nel cortile di Palazzo Reale erano esposte alcune delle auto più iconiche vestite dal celebre carrozziere. La mia preferita? La Cisitalia 202: linee semplici ma elegantissime. Forse non era un vero bolide, ma immaginate l’impatto che ebbe alla sua epoca! Un’altra splendida creazione era la Ferrari 308 GTB. Molti diranno che la Testarossa sia più affascinante, ma personalmente non mi ha mai fatto impazzire. E poi, diciamocelo: la 308 vanta anche una carriera sportiva di tutto rispetto, dai rally alle competizioni in pista.

Ho avuto anche la possibilità di intervistare Michele Albera, noto designer dell’automotive. Tra le sue concept più iconiche ricordo la Pagani Alisea, nata per celebrare i 25 anni della Zonda, e la futuristica Alpine A4810.

Tra i marchi presenti, non poteva mancare Kimera Automobili, con l’affascinante EVO38 in esposizione. Emanuele Origlia, che si occupa dell’assistenza ai clienti nella configurazione delle vetture, è stato estremamente disponibile, raccontandomi la storia del brand in una videointervista totalmente improvvisata – ma, secondo me, proprio per questo autentica.

Come altri visitatori, ho avuto l’occasione di sedermi a bordo, anche solo per un attimo. Che dire? La seduta era qualcosa di incredibile. Forse non sono abituato a una posizione di guida così estrema, ma appena ti siedi nel seggiolino Recaro capisci subito che sei su una vettura che non accetta compromessi.

Siamo dunque giunti al termine del mio viaggio al Salone dell’Auto di Torino 2025. Le sensazioni finali? Il centro città – il vero “salotto” della capitale sabauda – si è confermato un palcoscenico perfetto per ospitare le tantissime vetture esposte. Chissà, magari il prossimo anno, in tutta sicurezza, si potrebbe pensare anche a qualche bolide in movimento. Hai visto mai?

Credit: Salone Auto Torino (IG)