Skip to main content
Categorie:

ADDIO A CLAUDIO LOMBARDI, PAPÀ DELLA DELTA S4

14 Ottobre 2025

Redazione

Scritto da: Luca Gentile

Chiunque abbia vissuto l’epoca d’oro del mondiale rally non può non associare la Lancia Delta S4 a un’idea precisa di perfezione tecnica e dominazione sportiva. L’incredibile motore di quella vettura iconica – affidabile, reattivo, semplicemente imbattibile – porta la firma di Claudio Lombardi. Un progettista capace di fondere conoscenza ingegneristica, intuito meccanico e sensibilità ambientale in ogni scelta fatta lungo una carriera lunga oltre cinquant’anni.

Originario di Spinetta Marengo, in provincia di Alessandria, laureato in ingegneria meccanica a Bologna, Lombardi entrò in Fiat nel 1968 come ricercatore sulla riduzione delle emissioni inquinanti. Era il segnale di una visione anticipatrice. La passione per la performance non avrebbe mai trascurato l’ambiente.

Ma la svolta arrivò con il passaggio in Lancia nel 1975. Qui iniziò una nuova epopea, quella dei rally, che avrebbe portato il suo nome tra i grandi del motorsport mondiale.

RALLY E RIVOLUZIONI TECNICHE: IL GENIO DIETRO IL MOTORE TRIFLUX

Tra le eredità più preziose di Claudio Lombardi c’è senza dubbio il motore Triflux, brevetto del 1986 che rappresentò un punto di svolta nella progettazione motoristica del Gruppo B. Fu lo stesso motore a spingere la Lancia Delta S4, vettura leggendaria capace di scrivere una pagina unica nel WRC, anche grazie alla sinergia tra l’ingegnere e piloti come Miki Biasion, con cui costruì un rapporto umano e professionale fortissimo.

Lombardi restò in Lancia fino al 1990, vivendo in prima linea gli anni del dominio italiano nei rally. Quando Cesare Fiorio fu chiamato alla Ferrari, Lombardi lo seguì a Maranello, dove assunse la direzione tecnica del reparto motoristico in F1 fino al 1994.

LA FORMULA 1, LA SUPERBIKE, L’APRILIA: VINCENTE OVUNQUE

Anche nel mondo delle monoposto, Lombardi non fu da meno. In Ferrari, introdusse innovazioni cruciali come il comando pneumatico delle valvole, il sistema di estrazione dei gas dal carter e miglioramenti significativi nella lubrificazione. Interventi che prepararono il Cavallino al ritorno competitivo di fine anni Novanta.

Dal 2000 al 2010 si dedicò al mondo delle due ruote, coordinando lo sviluppo dei motori Aprilia, inclusa la RSV4 che dominò la Superbike con campioni del calibro di Max Biaggi e Sylvain Guintoli. Anche lì, dietro ogni vittoria c’era la sua firma discreta e precisa, capace di trasformare ogni progetto in un capolavoro di ingegneria.

NON SOLO MOTORI: AMBIENTE, POLITICA E FUTURO SOSTENIBILE

Lombardi è stato fino all’ultimo un uomo impegnato. Non solo consulente per sistemi di produzione energetica da fonti rinnovabili, ma anche amministratore pubblico, consigliere provinciale e comunale, sempre schierato per la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente. Forte la sua vicinanza ai movimenti territoriali come Stop Solvay e alle battaglie di Legambiente, a cui ha dedicato passione e competenza, scrivendo anche un libro frutto di anni di ricerca.

IL SALUTO DEL MONDO RALLY: RESTA L’EREDITÀ DI UN MAESTRO

Il motorsport piange oggi non solo un progettista, ma un visionario, un uomo che sapeva raccontare la tecnica con la semplicità dei grandi. Chi ha avuto la fortuna di ascoltarlo ne custodisce l’incanto e l’ispirazione. Claudio Lombardi ha insegnato a generazioni di ingegneri e appassionati che vincere non significa solo correre più veloce, ma guardare più lontano, pensare più in grande, innovare sempre.

E se ancora oggi, in ogni ruggito di una Delta S4, si sente il battito di una leggenda, è grazie a lui. Addio Ingegnere, e grazie per aver reso eterno il suono dei motori italiani.

Credit: Christian Bolognese – Bierre Photo Sport (IG)