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FRANZETTI PARLA DEL PROGETTO LANCIA NEI RALLY

8 Agosto 2025

Redazione

Scritto da: Camillo Andrulli

In una recente intervista rilasciata alla redazione di Motor1 Italia, l’attuale Direttore del reparto Lancia Corse HF, Eugenio Franzetti, ha voluto chiarire quali sono gli obiettivi per Lancia nei rally dopo il recente ritorno in questo mondo. Operazione nostalgia o c’è qualcosa di più solido dietro?

Per rispondere a questa domanda bisogna fare un breve riepilogo di cosa rappresentava Lancia negli anni d’oro in cui dominava i rally con le proprie auto, e per farlo, basta partire da una frase. Undici titoli mondiali costruttori conquistati. In quegli anni, questo ha facilitato non poco i volumi di vendita perché, si sa, se vinci la domenica vendi il lunedì successivo.

Ma nel presente? Beh, non è un mistero che Lancia nell’ultimo decennio si è un po’ lasciata andare in quanto a nuovi modelli e a programmi sportivi.

Ma c’è una bella notizia: il futuro del marchio italiano è ripartito con nuovi modelli, che arriveranno, ed un modesto (per ora) ritorno nei rally. Purtroppo in tutto ciò, c’è da fare i conti con la transizione ecologica in atto nel campo automotive, ma per quanto riguarda i rally le Lancia continuano a mantenere il rombo del motore termico.

Traghettare Lancia per farla tornare a vincere e di conseguenza vendere sarà proprio il compito di Franzetti, come fece Cesare Fiorio con le leggendarie 037, Stratos e Delta (in tutte le sue evoluzioni). Attenzione però a non fare paragoni. Ma vediamo nel dettaglio le dichiarazioni dell’attuale direttore di Lancia Corse HF su “che aria si respira in Lancia” rilasciate ad Alessandro Lago durante l’intervista.

“La passione sul brand Lancia c’è sempre stata ed è più che altro nazionale. Ma non solo. Per esempio sono andato a presentare la macchina da corsa in Olanda, in Belgio, e mi sono trovato fuori la gente che arrivava con le Delta, le Fulvia a farsi firmare da Miki (Biasion, ndr) un pezzo di cruscotto o uno specchietto. È stata una cosa meravigliosa”, ha esordito Franzetti.

“Ci eravamo ripromessi, ma in realtà era una promessa nei confronti dei tanti appassionati del marchio, di tornare a fare rally, con molta umiltà ma con la voglia di fare qualcosa di realmente competitivo e vincente; ed infatti abbiamo realizzato una Rally4 che è la più veloce del mercato. Oltre a questo, abbiamo mantenuto anche quella di voler fare un trofeo dedicato. Probabilmente sono queste promesse mantenute che ci stanno facendo avere una visibilità positiva al momento”.

Riguardo la missione di far rinascere Lancia, e farlo attraverso la competizione, Franzetti si è detto ottimista ma soprattutto paziente.

“La positività sul mercato è qualcosa che richiede pazienza perché è vero che si diceva corri alla domenica e vendi al lunedì, ma al lunedì di quale settimana? Magari il lunedì di tre o quattro settimane dopo, per cui bisogna avere la pazienza di capitalizzare, però funziona perché crea visibilità”.

Pare, però, che in Lancia abbiano le idee chiare su cosa e come fare per far funzionare questa strategia vincente.

“Per riportare in alto Lancia serve un piano di rinascimento: un rinascimento di prodotto; un rinascimento commerciale, e quindi aprire a nuovi mercati oltre quello italiano. Ma oltre questo bisognava avere un acceleratore per mettere insieme tutto, e il motorsport rappresenta proprio questa spinta, grazie al passato e all’autorevolezza che Lancia ha nel motorsport”.

Franzetti si è poi voluto concentrare sul progetto Lancia Ypsilon HF Rally4, sulla sua nascita e sulla sua evoluzione.

“Parlando della macchina, so che ci sono state critiche sul fatto che Stellantis ha già delle Rally4, ma voglio rassicurare tutti dicendo che la Peugeot 208 e la Opel Corsa nascono da un pianale che oggi non c’è più ovvero quello termico, mentre quello della Ypsilon si basa su quello mild-hybrid, che è più rigido. Pianale diverso vuol dire anche roll-bar diverso e soluzioni tecniche pensate per l’impiego nei rally, a partire dal cambio sempre il Sadev a cinque marce come sulle altre (Rally4 del gruppo Stellantis, ndr), ma con il primo e il secondo rapporto più lunghi per poter scaricare meglio la coppia. Queste cose non le dico solo io, ma anche i piloti che hanno avuto modo di provare i vari modelli e hanno apprezzato queste accortezze. Anche tutto l’impianto di raffreddamento del motore e dei freni è diverso. Volendo si può riassumere questo progetto come una profonda evoluzione delle altre Rally4, tant’è che ha un’omologazione FIA diversa dalle altre”.

In realtà c’è da dire che quando Lancia ha annunciato il proprio ritorno nei rally tutti si aspettavano che lo facessero nell’attuale classe regina del mondiale. Ma così non è stato. E per rispondere a questo malcontento generale, Franzetti, nell’intervista, ha analizzato la scelta di voler schierare un’auto di “categoria inferiore” (che però come ha avuto modo di spiegare, può dire la sua).

“C’è anche un aspetto economico, se vogliamo, dietro l’utilizzo di una Rally4, ovvero quello di avere dei clienti che comprano il prodotto da te, fornitore, che dai loro un’auto pensata per correre. Quindi oltre ad un ritorno economico dato dalla vendita dell’auto c’è anche una redditività data dall’usura e dalla rottura delle componenti che hai su un’auto da corsa; e in questo modo crei un business”, ha dichiarato il direttore.

Alla luce di questo, Franzetti si è poi lasciato andare ad una sua riflessione personale sulla situazione attuale del WRC: “Forse la FIA dovrebbe riflettere su questo visto che non so quanto ci sia il bisogno oggi di avere le Rally1 dal momento che poi sono i team clienti (da Rally2 in giù, ndr) a portare guadagno alle case automobilistiche e a creare un ecosistema che si autoalimenta”.

L’intervista si è poi concentrata sui costi della Rally4 di casa Lancia e su chi sono i loro clienti.

“Per i costi ai clienti si parte dal prezzo dell’auto che è di €74.500 (IVA esclusa), che è in linea con il mercato comunque. A questo si aggiunge il costo dei vari assetti specifici per i tipi di fondo. Poi il costo per una Lancia Ypsilon HF Rally4, dato che è l’ultima arrivata ed è la più aggiornata, al noleggio può arrivare a costare anche un 30% in più rispetto alle altre Rally4. Diciamo che il noleggio effettivo può oscillare tra gli €8.000 e i €13.000 ad evento, però è compresa anche tutta l’assistenza”.

“Per rispondere alla seconda domanda, i nostri clienti sono fondamentalmente team che comprano il pacchetto, così come avviene per gli altri marchi che schierano le Rally4, e lo noleggiano a chi vuole fare il campionato o anche a chi vuole partecipare solo a determinati eventi. E questo è un tipo di clientela. Poi ci sono i piloti che decidono di fare un investimento importante all’inizio ma che poi risparmiano rispetto al noleggio nel lungo periodo, anche facendosi supportare da degli sponsor”.

“Il terzo tipo di clientela, e questo succede solo ad un marchio come Lancia, sono i collezionisti. Abbiamo venduto della Ypsilon Rally4 HF a gente che non correrà, ma che l’ha comprata per collezionarla e metterla di fianco alle altre. Non solo italiani ma gente da tutto il mondo che mi manda le foto della propria collezione, e vi assicuro che sono delle collezioni estremamente interessanti”.

E alla domanda se arriverà una versione ispirata e derivata dai rally (non elettrica), oltre la Lancia Ypsilon HF, il direttore della Lancia Corse risponde così: “È vero che la Ypsilon HF è elettrica, però come ispiri? Puoi ispirare tramandando tutta la parte che riguarda la guidabilità: per cui ammortizzatori, braccetti, freni… Tutta la taratura che hai fatto per il modello da corsa, la trasferisci alla sua controparte stradale. Però no, non ci sarà una versione termica della Ypsilon Rally4 HF né una a trazione integrale, che è invece prevista sulla Lancia Gamma”.

Inoltre, Franzetti ricopre il ruolo di Direttore di DS Performance in Formula E, e nell’intervista spiega come questa per lui e per i suoi collaboratori sia un’ulteriore sfida. “Cerco di seguire un po’ tutti i principali campionati motoristici, e da ognuno prendo il meglio. Per esempio, la Formula 1 è performance “quasi pura”, è velocità… Però con delle fasi di gara noiose, possiamo dirlo, no? Mentre la MotoGP è più simile alla Formula E, con 45 minuti di adrenalina pura e delle performance strabilianti abbinate a tanta strategia; anche lì poi lo spettatore deve capire che attraverso la strategia si fa la differenza. Nel WEC c’è un altro discorso ancora, perché c’è la capacità dei mezzi meccanici, dei piloti e dei team di gestire il tempo. E poi c’è il rally che è guida allo stato puro. Lì è la follia dell’improvvisazione. Ma si apprezza anche per quello”.

In chiusura, Alessandro Lago ha posto la domanda che tutti gli appassionati Lancia si sono fatti da quando la casa torinese ha annunciato il proprio ritorno nei rally: “Qual è l’obbiettivo minimo che vi siete dati per questo progetto e quale sarebbe un obbiettivo straordinario?”

Tirando un grosso sospiro, come chi sa che porta sulle spalle un grande peso e che non si possono deludere le aspettative di chi ha aspettato e sognato per anni momenti come questi, Franzetti risponde dicendo: “Abbiamo fatto la macchina, abbiamo creato il trofeo che ha avuto un successo enorme, per me. Abbiamo 40 iscritti che hanno pagato per partecipare al trofeo, per cui prima di tutto ora bisogna ultimare le auto da consegnare a loro. Dobbiamo correre sicuramente su questo. Abbiamo tre linee di montaggio per le Ypsilon Rally4 HF in Repubblica Ceca, in Francia, in Italia, e ogni auto richiede una settimana di lavoro”.

“Detto questo, noi vogliamo dare continuità a questo progetto affinché sia un ritorno longevo e continuo anche a livello di prodotto; tant’è che la Ypsilon Rally4 rimarrà sul mercato altri 5 anni. E vogliamo che la continuità passi anche dal Trofeo Lancia, che faccia divertire i gentleman in un ambiente sicuro, con regole sicure, con dei premi dedicati e con tanta visibilità, dando anche un’opportunità ai giovani italiani e stranieri. Dopodiché, volendo estendere il Trofeo Lancia oltre i confini italiani lo si potrebbe fare; per esempio in Francia, in Belgio e in Olanda esistono le Stellantis Cup dove corrono le altre Rally4 del gruppo e lì potrebbe inserirsi anche la Ypsilon. Chiaro, la Ypsilon andrebbe un po’ più forte ma quelli saranno problemi degli organizzatori nel caso”, scherza Franzetti.

Insomma, Lancia ci crede, ma le incertezze del mercato e del campionato mondiale di rally frenano un ritorno ai vertici per la Lancia Corse HF, che pertanto chiede pazienza. Tuttavia, il fatto che Lancia abbia pensato ad un cauto ma proficuo ritorno nei rally fa ben sperare per il futuro e per la visibilità che questo programma porterà alla casa di Torino nel lungo periodo.

Credit: Camillo Andrulli (IG)