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MONDIALE RALLY, DALLA SARDEGNA ALLA GRECIA

23 Giugno 2025

Redazione

Scritto da: Tiziano Topini

In Sardegna, tra i muretti a secco e i famosi saliscendi, ha avuto luogo un’altra pagina importante del mondiale rally. Il 22° Rally Italia Sardegna, tenutosi dal 5 all’8 giugno 2025 nei pressi di Olbia, non ha deluso le aspettative. Prima di passare ufficialmente all’evento greco, analizziamo cosa è accaduto in terra sarda qualche settimana fa.

Il podio ha parlato chiaro, ancora una volta. Il rallista Sébastien Ogier su Toyota primo, seguito da Ott Tänak su Hyundai, e Kalle Rovanperä a chiudere il terzetto. Lo stesso identico ordine dello scorso anno. Coincidenza? Forse. Ma stavolta la vittoria è arrivata a parti invertite, con la Toyota che si è ripresa ciò che aveva perso un anno fa per una foratura.

E che beffa per la Hyundai. Neuville? Fuori gioco praticamente da subito. Venerdì, muro. Fine delle speranze di gloria. Tänak? Solido, costante, affamato. Ma Ogier era semplicemente un passo avanti, anche quando ha accarezzato (troppo) un albero e rischiato tutto a Porto Sampaolo. Il distacco finale? 7,9 secondi. Abbastanza per fargli tirare un grandissimo sospiro di sollievo. Non abbastanza per Tänak per ribaltare la storia e la situazione in campionato.

Un anno fa, la ruota di Ogier aveva tradito proprio alla fine, regalando a Tänak una vittoria clamorosa per appena 0,2 secondi. Quest’anno sembrava potesse accadere di nuovo. Margine solido prima della Power Stage, colpo di scena nella curva sbagliata, tempo che si sbriciola piano piano. Ma Ogier ha tenuto. Stavolta non ha mollato nulla e ha vinto la gara.

Il francese Francois-Xavier Demaison, direttore tecnico Hyundai, ha sorriso a denti stretti. “Certo, speravamo che la gara prendesse una piega simile a quella dell’anno scorso, ma purtroppo questa volta non è stato così”, ha dichiarato ai microfoni di Rallit.fi.

Demaison però guarda avanti. Tänak è in risalita nel mondiale. Punti preziosi, nessun errore, solo un po’ di sfortuna con una foratura sabato. Neuville, nonostante l’incidente iniziale, ha strappato punti importanti nella Super Sunday, dimostrando che mollare non è nel suo vocabolario.

E poi c’è Adrien Fourmaux. Talento in crescita, ma ancora troppo fragile sotto pressione. Venerdì aveva sorpreso. Sabato, invece, il disastro: foratura, scelta sbagliata di continuare, prestazioni in caduta libera. “La polvere della macchina davanti mi ha distratto”, ha detto, quasi a voler giustificare un errore che, a quei livelli, pesa come un macigno.

Mentre Hyundai raccoglie quel che può, Toyota sorride. Sei vittorie su sei eventi nel WRC. Una macchina che sembra imbattibile, con Evans, Ogier e Rovanperä in cima alla classifica. Tänak insegue, a 25 punti. Neuville più lontano, a -50, con il Rally dell’Acropoli nel mirino come ultima spiaggia per rilanciare la stagione. E M-Sport Ford WRT? Assente ingiustificata. McErlean e Munster fuori già il venerdì, Serderidis unico superstite fino alla domenica. Una performance anonima, un’occasione persa.

Tra le note di cronaca, anche il nome di Martins Sesks. L’anno scorso stupì tutti su una Ford Puma Rally1 senza ibrido. Quest’anno si presenta con umiltà: “Voglio fare esperienza, non inseguire risultati a tutti i costi”. Parole sagge, ma il destino non fa sconti. Incidente. Macchina distrutta. Fortunatamente, lui e il co-pilota Francis stanno bene. Si riparte, forse, dal Rally di Polonia, per ritrovare fiducia e speranze.

Il Rally Sardegna ha qualcosa di selvaggio. È un rally che non perdona assolutamente nessuno. Ti chiede concentrazione, sangue freddo e pazienza. Ed è per questo che regala il maggior numero di colpi di scena. Forse è per questo che, tra tutti, è il mio preferito.

Ogni curva può essere l’ultima. Ogni salto può decidere una stagione. Non importa quanto sei veloce, ma quanto riesci a restare in piedi. E quest’anno, tra chi ha rischiato troppo, chi non ha rischiato abbastanza e chi ha saputo cogliere l’occasione, la lezione è stata chiara: nel rally, come nella vita, vince chi resta lucido fino all’ultimo metro. Ora, gli occhi sono tutti puntati sulla Grecia. L’Acropoli ci aspetta. E là, si scriverà un altro grande capitolo.

Credit: Christian Bolognese – Bierre Photo Sport (IG)