Categorie: Campionati Mondiali
IL CAMPIONATO MONDIALE DI RALLY È IN DIFFICOLTA?
25 Maggio 2025
Redazione
Scritto da: Francesco Angelini
Una volta era mito. Il WRC faceva battere i cuori a ogni curva, in ogni angolo del globo terrestre. Oggi quel rombo inconfondibile si fa sentire, sì, ma accompagnato da echi di dubbi e preoccupazioni. Lo spettacolo resiste, ma il sistema scricchiola. Dietro le quinte, il rally mondiale corre verso una nuova epoca, senza sapere se troverà la strada o l’abisso.
Il futuro ha un nome e una data, cioè WRC27. L’idea è semplice solo in apparenza. Costruire autovetture ad alte prestazioni con costi accessibili, sotto i 400.000 euro. Più libertà tecnica, meno vincoli, più attrattiva per team privati e nuovi costruttori. Ma per ora, nessuno ha accettato la sfida. Tutti osservano attentamente, nessuno si espone più di tanto.
La FIA spera in almeno venti vetture sulla griglia del 2027, ma il tempo è nemico. Servono almeno 18 mesi per progettare e sviluppare un’auto da zero, e il conto alla rovescia è già cominciato. Le attuali squadre ufficiali temporeggiano, chiedono subito certezze. Ma il silenzio pesa più dei cavalli motore. E il momento delle decisioni non può più essere rinviato.
Il cambiamento coinvolgerà tutta la struttura rallistica, dalla Rally5 alla Rally1. La cosiddetta piramide subirà un restyling profondo, destinato a ridisegnare gli equilibri globali del rallismo mondiale. Un nuovo assetto regolamentare è previsto entro la fine dell’estate 2025. L’obiettivo è rifondare il sistema dalle radici. Prima che marciscano definitivamente.
Nel frattempo, la tensione si sposta sul fronte politico. Il 12 dicembre, a Tashkent, si terranno le elezioni per la presidenza FIA. Mohammed Ben Sulayem potrebbe trovarsi di fronte un rivale iconico, ovvero Carlos Sainz Sr. L’ex campione non ha ancora ufficializzato la sua candidatura, ma il suo nome fa tremare le fondamenta. Cambierebbe tutto nella FIA.
E dentro la FIA, la scossa è già iniziata da qualche mese. Il britannico Malcolm Wilson, volto leggendario del rally, è destinato a diventare vicepresidente. Prenderà il posto di Robert Reid, dimissionario insieme a David Richards. Le ragioni? Mancanza di trasparenza, dicono alcuni. Nuovo equilibrio, dicono altri. Comunque sia, le pedine si stanno muovendo.
Hyundai intanto guarda oltre. Il WRC non è più una certezza per il marchio coreano, pronto a concentrarsi sul mondiale endurance e sulla 24 Ore di Le Mans con Genesis Motor. Il rischio di un loro addio è reale, e significherebbe la possibile fine della tanto tormentata classe Rally1. Ma aprirebbe le porte alle Rally2, la categoria più popolata e più viva del WRC.
La squadra sudcoreana non ha nascosto le sue critiche ai regolamenti WRC27. Un’auto solo termica non rispecchia i valori del brand, ha dichiarato Francois-Xavier Demaison a Rallit.fi. La casa asiatica spinge per soluzioni tecnologicamente avanzate e sostenibili. Ma la FIA appare ancorata ai sempreverdi motori tradizionali. La distanza tra le parti è evidente.
Nel frattempo secondo Autosport, tra luglio e agosto, inizieranno i crash test dei nuovi prototipi. Parallelamente, si aprirà la gara d’appalto per la fornitura del carburante sostenibile dal 2026 al 2028. Già nel 2025, TotalEnergies ha preso il posto di P1 Performance Fuels, uscita per difficoltà economiche. Anche in questo caso il cambiamento è in corsa.
Chi non conosce crisi sono gli eventi. Mentre i costruttori frenano, le nazioni accelerano. Le Isole Canarie, il Paraguay e l’Arabia Saudita sono le novità del 2025, ma lo sguardo va già oltre. Per il 2026 occhi puntati sugli Stati Uniti e sul Regno Unito. Due mercati chiave, due cuori storici del motorsport. Ma non finisce certo qui, c’è ancora molto altro.
Il World Rally Championship (WRC), gestito dal WRC Promoter GmbH, potrebbe essere venduto con il supporto di JPMorgan, secondo Reuters e Delfi Sport. Il WRC Promoter è di proprietà di Red Bull e di KW25. La cessione potrebbe avvenire nei prossimi mesi o entro fine anno, ma le trattative sono riservate e senza particolari commenti ufficiali.
Anche i piloti ora alzano la voce. È nata la World Rally Drivers’ Alliance (WoRDA), un’associazione pensata per rappresentare i loro interessi. Grazie a un accordo con la FIA, avranno maggiore libertà espressiva al termine delle prove. Tuttavia, nei contesti ufficiali, resteranno vincolati a un protocollo formale. La rivoluzione, però, è appena iniziata.
La FIA, nel caso del WRC, deve pensare quindi ai nuovi regolamenti e all’aspetto politico. WRC, tre lettere che hanno fatto la storia. Oggi è una creatura in bilico, fragile ma ancora capace di sogni grandi. Le scelte che verranno prese nei prossimi mesi saranno decisive. O sarà rinascita, o sarà declino. Ma una cosa è certa: non c’è spazio per l’attesa.
Il rally è sempre stato uno sport per chi osa. Per chi affronta l’ignoto, curva dopo curva. Ora tocca a chi lo guida, dentro e fuori le auto, dimostrare lo stesso coraggio. Perché non basta più la passione. Servono rischi e concretezza, quello che manca oggi. Bisogna riportare in alto il campionato mondiale di rally, dove merita di stare. Io ci credo ancora.
Credit: Hyundai Motorsport (X)