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IL FUTURO DEL RALLY PARTE CON I NUOVI REGOLAMENTI

21 Maggio 2025

Redazione

Scritto da: Luca Gentile

Il 2027 rappresenterà un punto di svolta per il panorama rallistico internazionale. La federazione ha ufficializzato l’arrivo di una nuova classe di vetture, per ora denominate WRC27, che prenderanno il posto delle attuali Rally1 alla fine del 2026. Ma non si tratta solo di un semplice aggiornamento tecnico. Il progetto promette di rinnovare l’intera architettura del rally, riportando coerenza tra i livelli mondiale, europeo e nazionale.

ADDIO RALLY1: TROPPI COSTI, POCA SOSTENIBILITÀ

Dopo una corsa iniziata nel 2022, la categoria Rally1 si avvia verso la conclusione. L’adozione della tecnologia ibrida ha portato innovazione, ma anche costi elevatissimi che hanno scoraggiato molti team, soprattutto i privati. La decisione di abbandonare l’ibrido già nel 2025 è stato un chiaro segnale, dato che il modello non era più sostenibile. Il vero problema, come nel caso delle WRC Plus, è stato economico più che tecnico. E da questo fallimento nasce l’idea WRC27. Una vettura ad alte prestazioni, ma più semplice e accessibile, pensata per essere utilizzata su scala mondiale.

UNA SOLA PIATTAFORMA TECNICA PER TRE LIVELLI DI COMPETIZIONE

Il cuore del nuovo progetto è l’unificazione. Le auto WRC27 non saranno riservate solo ai big del mondiale, ma diventeranno il punto di riferimento anche per l’ERC (European Rally Championship) e i campionati nazionali. Lo ha chiarito a DirtFish Xavier Mestelan Pinon, direttore tecnico della FIA: “L’obiettivo è creare un regolamento valido per tutti, per rafforzare la base e alimentare la vetta”.

Questa scelta vuole incentivare la partecipazione dei team privati, storicamente il motore del rally, permettendo loro di competere ai massimi livelli senza dover rivoluzionare il proprio parco auto a ogni salto di categoria.

IL WRC RESTERÀ L’ÉLITE, MA CON BASI COMUNI

La convergenza tecnica non significa omologazione totale. Simon Larkin, responsabile eventi per WRC Promoter, ha sottolineato a DirtFish che ci saranno comunque elementi distintivi per il campionato mondiale: “Il WRC deve mantenere un’identità d’élite. Ci sarà margine per differenziare le specifiche, pur partendo da una piattaforma comune”.

In altre parole, il DNA tecnico sarà condiviso, ma le vetture WRC potranno avere personalizzazioni superiori rispetto a quelle utilizzate in ERC o nei campionati nazionali.

AUTO SIMILI, CONTESTI DIVERSI: NESSUNA CONFUSIONE

L’idea di utilizzare le stesse vetture nel WRC e nell’ERC non preoccupa i promotori. Le differenze logistiche, di costi e di visibilità tra le due competizioni sono tali da garantire un’identità ben distinta. Inoltre, l’europeo continuerà a svolgere un ruolo chiave come palestra per piloti emergenti e banco di prova per costruttori. Non a caso, diverse tappe ERC – come Polonia, Lettonia e Canarie – sono recentemente approdate anche nel calendario WRC.

UNA NUOVA OCCASIONE PER I TEAM PRIVATI

WRC27 rappresenta una concreta opportunità per tutte quelle realtà che finora si sono scontrate con l’ostacolo dei costi. Avere una sola piattaforma tecnica utilizzabile in ambiti diversi significa ridurre investimenti e massimizzare la resa. I team potranno pianificare stagioni con maggiore coerenza, partecipando a gare nazionali e internazionali senza dover rivoluzionare il proprio mezzo.

IL FUTURO DEL RALLY? SEMPLICE, INCLUSIVO, SOSTENIBILE

L’arrivo del nuovo regolamento non è solo un aggiornamento tecnico, ma una ridefinizione culturale. La FIA, i promoter e gli stakeholder sembrano finalmente muoversi all’unisono per rilanciare il rally su nuove basi: meno costi, più accessibilità, una struttura regolamentare più lineare. Se il piano avrà successo, potremmo assistere a un ritorno alla centralità dei team privati, a una maggiore varietà di partecipanti e a un rally capace di riscoprire la propria anima: spettacolare, combattuto, popolare.

Credit: Toyota Gazoo Racing WRT (X)