Categorie: Campionati Mondiali
OGIER & LANDAIS VINCONO IN PORTOGALLO CON TOYOTA
19 Maggio 2025
Redazione
Scritto da: Luca Gentile
Nel cuore polveroso del nord del Portogallo, davanti a un pubblico oceanico da oltre un milione di presenze, Sébastien Ogier ha scritto un’altra pagina leggendaria. Con la vittoria numero 63 in carriera, la settima a Matosinhos, il fuoriclasse francese ha guidato la GR Yaris Rally1 alla conferma di un dominio che nel 2025 pare irrefrenabile. Ma è stato un successo sudato, incerto fino all’ultimo metro, arrivato solo per un soffio – appena 8.7 secondi – davanti a un Ott Tänak mai così sfortunato quanto veloce con la sua i20 N Rally1.
UN DUELLO EPICO SEGNATO DAL DESTINO
Il rallista Ott Tänak, al volante della i20 N Rally1, ha dominato per due terzi del rally. Era suo il comando dalla SS2 fino alla SS16, era sua la miglior costanza di passo (ben 12 scratch all’attivo), era suo lo slancio per infrangere l’imbattibilità Toyota. Ma nel motorsport, la velocità non basta. Un guasto al servosterzo nella penultima prova del sabato ha cambiato la storia. Ogier ha colto l’occasione, gestendo con la consueta lucidità le ultime tappe e siglando così un trionfo che pochi, a inizio stagione, avrebbero pronosticato.
“Vincere qui per la settima volta è qualcosa che posso davvero considerare un orgoglio personale”, ha dichiarato Ogier, 41 anni e ancora affamato come ai tempi del suo debutto. “La macchina è stata fantastica per tutto il weekend, e anche se Ott era più veloce, la gestione della gara è un’arte che sappiamo interpretare. E il pubblico… Mi ha spinto sin dal ricognitivo”.
Ogier non è solo il pilota più vincente del Portogallo moderno, ma anche la dimostrazione vivente che l’esperienza, la calma e la precisione possono ancora battere la velocità pura. Ogni sua vittoria aggiunge valore a un rally che resta uno dei più duri e affascinanti del calendario.
SÉBASTIEN OGIER, COME LUI NESSUNO
Il rallista francese ha superato i 3000 punti in carriera nel WRC alle Canarie (fonte: Delfi Sport), stabilendo un record assoluto. In Portogallo ha confermato il suo straordinario talento con la vittoria numero 63, la seconda dell’anno insieme a Vincent Landais.
Si tratta del suo settimo successo in Portogallo, più di chiunque altro nella storia. Un’impresa resa ancora più impressionante dal fatto che è riuscito a vincere con quattro marchi diversi: Citroën, Volkswagen, M-Sport Ford e Toyota. Una dimostrazione di classe, adattabilità e continuità che lo proietta sempre più nella leggenda del WRC.
OTT TÄNAK, IL MIGLIORE A METÀ
Nessuno come Tänak ha infiammato il rally portoghese. Il suo ritmo, venerdì e sabato, era da leader assoluto. Dopo il blackout al servosterzo, l’estone ha lottato con rabbia e talento, conquistando la Power Stage e il Super Sunday, scavalcando perfino Rovanperä per il secondo posto.
Ma resta il rammarico di un successo sfumato che avrebbe potuto segnare la rinascita Hyundai. “Abbiamo dato tutto. Volevo portare a casa almeno il volante. Dopo ieri, ho solo pensato a dare tutto quello che avevo”, ha confessato Tänak al traguardo.
TOYOTA, MACCHINA PERFETTA… MA NON SEMPRE AL TOP
Alle spalle dei due giganti, Kalle Rovanperä ha chiuso terzo. Il campione del mondo in carica ha vissuto un weekend difficile, mai realmente in lotta per la vittoria. “Zero ritmo, nessun grip, niente velocità”, ha ammesso candidamente. Eppure, il suo acuto nel Super Sunday gli ha garantito punti importanti in chiave campionato, dove resta in scia a Evans e Ogier.
Evans, dal canto suo, ha avuto un weekend incolore: una sola vittoria di tappa, errori il venerdì e sensazioni mai positive. Eppure, con il sesto posto finale ha salvato la leadership del mondiale, davanti a Rovanperä, Ogier e Tänak, tutti ora in un fazzoletto di punti. Completa la top five un solido Takamoto Katsuta, capace di tenere il passo dei big senza mai brillare. Dietro, ottimo settimo Sami Pajari, miglior rookie del lotto con la sua GR Yaris Rally1 ufficiale.
WRC2: DOMINIO SOLBERG, ROSSEL MANTIENE LA LEADERSHIP
Oliver Solberg è stato il mattatore della classe Rally2. Partito fortissimo venerdì, ha costruito un margine che ha saputo amministrare fino alla fine. Con questa vittoria, la seconda del 2025 dopo la Svezia, rilancia le sue ambizioni di titolo. “Venerdì ho dato tutto, poi ho gestito. Mai visto così tanto pubblico in vita mia”, ha dichiarato lo svedese, visibilmente emozionato.
Alle sue spalle, duello intenso tra Gus Greensmith e Yohan Rossel. Il francese ha prevalso nella giornata conclusiva grazie a tre scratch consecutivi, assicurandosi la seconda posizione e la leadership della classifica generale WRC2. “Solberg era irraggiungibile. Ma abbiamo usato questo rally per testare le Hankook, un ottimo banco di prova in vista della Sardegna”, ha spiegato Rossel.
JUNIOR WRC: TAYLOR GILL ANCORA IMBATTUTO
In Junior WRC è stato l’australiano Taylor Gill a dettare il passo. In un finale tesissimo, ha contenuto la rimonta dello svedese Mille Johansson e si è preso il secondo successo stagionale, che vale anche la vittoria in WRC3. Terzo posto per il turco Kerem Kazaz.
I PORTOGHESI: ARMINDO ARAÚJO, L’INOSSIDABILE
Non è Rally del Portogallo senza Armindo Araújo tra i protagonisti locali. Lo “zio” del rally lusitano ha chiuso al 26° posto assoluto, primo tra i piloti portoghesi per la 14° volta in carriera. “Orgoglioso di essere ancora una volta il migliore tra i miei connazionali. Peccato per una foratura, altrimenti potevamo vincere anche il CPR”, ha commentato.
Completano il gruppo Pedro Meireles (28°, vincitore nella Masters Cup), Diogo Salvi (29°, autore di un rally da sogno con la sua Rally1 privata) e Diogo Marújo (33°). Il co-pilota di quest’ultimo, Alex Coronado, ha utilizzato un tablet al posto del classico quadernetto per le note. Una cosa del genere, nella massima serie rallistica, non si era mai vista. A dimostrazione che, al di là dei riflettori del mondiale, il Rally de Portugal resta una grande festa per chi lo corre e lo vive a bordo strada.
UN VENERDÌ DAVVERO TOSTO PER TUTTI GLI EQUIPAGGI
Dieci prove speciali per un totale di circa 145 chilometri cronometrati: una giornata davvero interminabile per tutti gli equipaggi. Le lamentele non sono mancate, soprattutto per il tempo passato in macchina – ben 15 ore solo nella giornata di venerdì.
“È stato uno dei rally più impegnativi che abbia mai affrontato fisicamente. Avrò bisogno di un po’ di tempo per riprendermi, ma prima di tutto vorrei festeggiare con la mia squadra”, ha affermato ad Autosport il francese Sébastien Ogier.
Sempre ad Autosport il finlandese Timo Rautiainen, delegato sportivo della FIA e campione del mondo WRC nel 2000/2002 con Marcus Grönholm, ha detto: “Quest’anno il programma prevedeva due nuove prove speciali al venerdì. C’è bisogno di includere quanti più comuni possibili nel percorso per sostenere e realizzare la manifestazione”.
Da segnalare anche le scarse possibilità di riposo e i pochi momenti dedicati ai pasti. Molti si sono espressi sulla questione. La FIA e il WRC Promoter stanno prendendo in seria considerazione quanto accaduto, valutando possibili soluzioni per il futuro.
LE NUOVE GOMME HANNO DEBUTTATO IN PORTOGALLO
Al Rally del Portogallo, Hankook Tire ha schierato le Dynapro R213 morbide e dure, con battistrada modificato per migliorare la resistenza. È aumentato il numero di gomme disponibili: 36 per le gare più dure (Portogallo, Sardegna, Grecia), 26 per le Rally2.
Continua anche l’assegnazione delle medaglie FIA: come alle Canarie, solo il vincitore ha ricevuto il riconoscimento, in linea con quanto avviene in Formula 1 dal 2022.
TRA STORIA E FUTURO: IL PORTOGALLO COME SPECCHIO DEL WRC
Il Rally del Portogallo 2025 ci ha regalato emozioni purissime, storie intrecciate di esperienza, gioventù, sfortuna e talento. Ogier ha dimostrato ancora una volta che l’età, nel rally, è solo un numero: la sua gestione perfetta della gara è un’arte che pochi padroneggiano. Tänak, veloce e tenace, ha ricordato a tutti cosa significa lottare fino all’ultimo chilometro, anche quando la sfortuna bussa alla porta. E Solberg, con il suo dominio in WRC2, è la dimostrazione che la nuova generazione è pronta a scrivere il prossimo capitolo.
Ma al di là dei nomi, dei team e delle classifiche, il Portogallo ha confermato un’altra verità: il rally è ancora uno degli sport più umani e sinceri del motorsport. Niente show costruiti, niente luci artificiali: solo auto, polvere e folla. Più di un milione di persone lungo le strade, ad applaudire anche i privati in fondo alla classifica, sono il segno di un legame che resiste al tempo e alle mode.
In un’epoca in cui tante discipline rincorrono la spettacolarizzazione a ogni costo, il WRC trova la sua forza nella coerenza con se stesso. Il rally è rimasto autentico. Il Portogallo, che rimarrà nel calendario WRC almeno fino al 2028, ne è stato la prova. E forse è proprio questo che oggi, più di ogni altra cosa, ci spinge ancora ad amare questo sport.
Credit: Toyota Gazoo Racing WRT (X)