Categorie: Campionati Mondiali
ACCORDO TROVATO TRA LA WORDA E LA FEDERAZIONE?
15 Maggio 2025
Redazione
Scritto da: Tiziano Topini
Come spesso accade dietro le quinte del motorsport, anche questa volta il detonatore è stata una multa salata e qualche parola di troppo. Tutto è esploso con il cosiddetto “swearing-affaire”, scoppiato quando un nuovo regolamento ha imposto un freno severo al linguaggio “colorito” durante le interviste post-tappa. Il 30enne di HMSG, il francese Adrien Fourmaux, è stato il primo a pagarne le conseguenze. Ha ricevuto qualche mese fa un multa da ben 30.000 euro, con 20.000 euro che restano tutt’ora sospesi. Ma non è di certo finita qui questa storia.
Il caso ha sollevato una vera bufera. Tra regole rigide e piloti esasperati, si è innescato un dibattito acceso, che ha dato vita a un movimento di reazione. Stanchi di dover filtrare ogni frase, alcuni protagonisti del rally hanno deciso di passare all’azione e fondare la WoRDA – un’associazione creata da loro stessi per chiedere alla FIA un confronto più equo sulle regole comunicative.
Come forma di protesta, hanno optato per un gesto silenzioso ma forte: durante le interviste, o bocche cucite o risposte nella lingua madre, senza eccezioni. Un modo elegante per farsi sentire… Senza dire una parola. Julien Ingrassia, volto della WoRDA, ha parlato con Rallit.fi, tracciando un bilancio positivo: “È stato un percorso lungo, ma questo è un passo avanti per il nostro sport”.
Ma quali sono, in concreto, le novità? Da ora, subito dopo i test, i piloti potranno usare espressioni colorite, a patto che non siano dirette contro qualcuno né pronunciate con tono aggressivo. In quel contesto, non scatterà alcuna penalità. Lo stesso vale per le comunicazioni interne – tra pilota e co-pilota, con i tecnici via radio, o durante i passaggi cronometrati – anche se tutto viene trasmesso in diretta. Se l’imprecazione è rivolta a sé stessi o a un problema tecnico, non ci saranno conseguenze.
Restano però ambienti dove la tolleranza è ancora zero: conferenze stampa, interviste con i media pre-evento e ogni contesto pubblico legato alla promozione. Qui vige ancora la linea dura. A partire dal Rally delle Canarie, inoltre, le interviste a fine test si sono svolte secondo le modalità in vigore esistenti prima del Rally del Kenya.
Resta da vedere se tutto questo servirà davvero a stemperare la tensione. Perché, si sa, quando la gara è ancora viva o appena conclusa, l’adrenalina prende il sopravvento. E filtrare le parole nel bel mezzo di un turbine emotivo è quasi un’utopia. In quei momenti, il vocabolario della Treccani resta ben chiuso nel motorhome – che sia rally o pista, poco cambia.
Credit: M-Sport Ford WRT (X)